Archivio mensile:marzo 2010

Circolo Letture Corsare @ La Voce

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Il giornale La Nuova Voce parla ancora del nostro Circolo e dell’entusiasmante serata con la presentazione del libro di Emanuele Serra dal titolo "La distanza che ci divide" diretta da Doriana De Vecchi con la partecipazione di Daniele Chiarella, Paola Chiarella e Rossella De Chirico.

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Nell’articolo si legge:

BORGARO – Lui, Francesco, abita a Torino. Figlio di un’attrice famosa, vive una situazione famigliare un po’ complessa. Lei, Chiara, abita a Lucca. Si incontrano, da bambini, su una spiaggia, e diventano amici. Un’amicizia coltivata a suon di lettere (la storia si svolge in un periodo nel quale internet e cellulari erano poco più che fantascienza), di incontri. un’amicizia che dura negli anni e che accompagna questi due ragazzi fino all’età adulta. "La distanza che ci divide" è il romanzo di Emanuele Serra che il circolo "Letture Corsare" ha presentato giovedì sera presso la sede di Via Diaz. A dare manforte alla moderatrice, Doriana De Vecchi, e all’autore, le musiche di Daniele Chiarella e le letture di Paola Chiarella e Rossella De Chirico. Una storia che parla di amicizia, certo, ma anche di distanze. Distanze chilometriche, distanze generazionali, distanze psicologiche. Molti tipi di distanze che possono complicare vita e rapporti umani ma che certo non rappresentano mai un ostacolo invalicabile.

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Immagini presentazione Serra

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Ecco le immagini scattate durante la presentazione del libro "La distanza che ci divide" di Emanuele Serra.

Brava la nostra corsara Doriana De Vecchi che l’ha presentato, bravo Emanuele Serra che ci ha fatto viaggiare nel suo libro, brave le attrici Paola e Rossella che ci hanno portato dentro le atmosfere e bravo Chiarella… coinvolgente e trascinante al punto giusto

Bella serata…

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NEWS DAL CIRCOLO, PRESS E PROSSIMI EVENTI

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PROSSIMI EVENTI:
 
Giovedì 18 marzo – presso il Circolo El Pueblo in Corso Palestro 3 a Torino ore 22 la nostra corsara Doriana De Vecchi presenterà il suo romanzo noir thriller "Fogli sgualciti…". Letture con accompagnamento musicale e proiezione di un cortometraggio fotografico liberamente ispirato alla trama del suo libro. Noi dello staff le facciamo un grosso in bocca al lupo. Per info:
 
Venerdì 19 marzo: ricordiamo l’appuntamento "Cenando con un libro": Il Circolo Letture Corsare, Parole&Musica onlus, soci Coop di Borgaro propongono un altro appuntamento che concilia la lettura all’alimentazione dopo quello dell’Epifania Letteraria. L’idea è venuta con la lettura del libro di Anna Maria CastagneriNatura a Tavola” nella quale la scrittrice presenta 200 piatti semplici e gustosi nella tradizione dell’igienismo. Ad accettare la sfida gastronomica e letteraria sono ancora una volta i giovani gestori della Trattoria della Posta di via Diaz 23 a Borgaro che prepareranno una ghiotta e prelibata cena vegetariana sulla base di alcune ricette proposte dal libro della Castagneri. La cena si svolgerà a partire dalle ore 20.30. Per chi è interessato e prenotare il suo posto a tavola può telefonare al 333.58.10.808 risponde Michelangelo o direttamente alla Trattoria della Posta 011-470.11.01
 
NEWS DEL VICINATO
 
Ottima iniziativa quella organizzata dalla sezione soci Coop di Borgaro con il patrocinio dell’amministrazione comunale, l’impegno dei ragazzi del Liceo Scientifico G.Galilei di Ciriè e la sensibilità innata del nostro corsaro Dario De Vecchis. "Di Mare, d’Amore e di Morte " lo spettacolo del regista Enrico Gentina è andato in scena mercoledì 17 marzo sul palco del Cinema Italia di Borgaro per celebrare la giornata della " Legalità".  Gli studenti del Liceo Galilei sono stati i protagonisti della piece di Gentina , regista specializzato in spettacoli sperimentali a partire da testi classici rielaborati in spettacolo all’interno del setting-work shop con gli attori.. L’incontro richiama la 15 ^ "Giornata della memoria e dell’impegno in ricorso delle vittime delle mafie" che avrà quest’anno la sua manifestazione nazionale il 20 Marzo a Milano. da segnalare la bravura degli studenti liceali che hanno già dato prova di grande impegno e di buona professionalità nell’allestimento dello spettacolo. gli spettatori che lo volevano potevano contribuire alla raccolta fondi a favore del progetto di di solidarietà "Stop World Poverty" in Palestina".
PRESS
 
L’Eco di Torino parla ancora di noi.
cacciolati eco di torino
Link diretto alla notizia:
 
Nell’articolo si legge:
 
La generazione degli anni 90 in un libro. Emanuele Serra al Circolo Letture Corsare di Borgaro (11 marzo)
10 / 03 / 2010 – A Borgaro giovedì 11 marzo sono protagonisti i giovani adolescenti degli anni ’90 grazie alla presentazione del libro di Emanuele Serra “La Distanza che ci divide” edito dalle edizioni il Filo per la collana “Strade”. Ad organizzare l’incontro il Circolo Letture Corsare presso la sede di Parole e Musica onlus. A presentare la serata la scrittrice Doriana De Vecchi, animatrice appassionata del circolo letterario borgarese.

Serra presenterà il suo romanzo allestendo una kermesse di musica e letture accompagnato dalla chitarra di Daniele Chiarella (in foto a lato) e dalle voci di Rossella De Chirico e Paola Chiarella. Un appuntamento da non mancare per il valore che emerge dalle pagine del libro. In questi anni infatti una parte della letteratura si è posta il problema di poter ritrarre e affrontare con ritratti più o meno originali e storie reali le generazioni del post 68. Queste generazioni vivono in una sorta di limbo che è ogni tanto illuminato da qualche buona opera letteraria.

Usciti dalla lettura del romanzo “La Distanza che ci dividedi Emanuele Serra si ha la sensazione di aver tolto un velo su una di quelle generazioni incomprese e messe ai margini. Serra, a nostro giudizio, ha invece riscattato e ben ritratto quei ragazzi e ragazze della sua generazione: lui è nato nel 1979, l’ultimo anno del cosiddetto “Decennio degli anni ribelli”. La realtà sociale si era evoluta con grandi contraddizioni in tutti i campi e le nuove generazioni furono al centro di questo cambiamento. I giovani degli anni successivi ai ’70 sono stati ritratti come quelli del “ritorno nel privato”, del “minimalismo esistenziale” e messi all’angolo e quasi sbeffeggiati per la mancanza di novità che comunque proponevano. Serra ribalta ottimamente questa impostazione e da con il cuore e la testa un quadro genuino della sua generazione. Francesco e Chiara, protagonisti principali del romanzo, sono vivi, reali e lasciano il segno. Lasciano il segno nella loro storia d’amicizia e d’amore, un amore certo tribolato, contrastato ma vero perché ha alla sua base la casualità nell’incontro, la caparbietà nel tenerlo vivo e la bellezza nel concepirlo. Chi ha vissuto una storia d’amore adolescenziale concreta può capirlo bene. Chi ha cercato di oltrepassare il sogno e vivere nel concreto un incontro labile, futile, senza prospettive, dandogli le gambe, facendolo crescere, può capire la storia di Chiara e Francesco.
Si incontrano in una vacanza al
mare ma si separano dopo pochi giorni; lei abita a Lucca, lui a Torino; lei è figlia di una famiglia “normale”, lui di una famiglia spezzata, con una madre famosa attrice. Lei vive in piena dipendenza dalla famiglia, lui si fa le ossa e cresce indipendente. Vivono quindi realtà separate, a chilometri di distanza ma la loro crescita da adolescenti a persone mature è scandita da un humus comune, da storie, amicizie, desideri, passioni che in tanti aspetti si incontrano per separsi e ricongiungersi nel tempo. La storia di questi ragazzi ha un epilogo forse per il lettore inaspettato ma certamente concreto anzi è questo epilogo il messaggio più concreto che ci riserba Serra. Tra le pagine più intense del romanzo vi segnaliamo quelle del G8 di Genova che fanno capire appieno come quell’episodio sia un concreto esempio di come la generazione di Serra l’ha vissuto. Un romanzo da leggere e dal quale ci si può staccare con la consapevolezza di poterlo riprendere e frequentarlo per percorrere con la storia di questi due giovani, la storia di tanti ragazzi e ragazze di ieri e di oggi (Dario De Vecchis)

Cenando con un libro

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CENANDO CON UN LIBRO.
Il Circolo Letture Corsare, Parole&Musica onlus, soci Coop di Borgaro propongono per venerdì 19 Marzo un altro appuntamento che concilia la lettura all’alimentazione dopo quello dell’Epifania Letteraria. L’idea è venuta con la lettura del libro di Anna Maria Castagneri “Natura a Tavola” nella quale la scrittrice presenta 200 piatti semplici e gustosi nella tradizione dell’igienismo. Ad accettare la sfida gastronomica e letteraria sono ancora una volta i giovani gestori della Trattoria della Posta di via Diaz 23 a Borgaro che prepareranno una ghiotta e prelibata cena vegetariana sulla base di alcune ricette proposte dal libro della Castagneri (nella foto).
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La cena si svolgerà a partire dalle ore 20.30. Per chi è interessato e prenotare il suo posto a tavola può telefonare al 333.58.10.808 risponde Michelangelo
o direttamente alla Trattoria della Posta 011-470.11.01.
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E’ fuor di dubbio che per ogni individuo il rapporto con il cibo è “vitale”,  lo è dalla notte dei tempi! Ma mangiare è anche un gesto culturale . Le pietanze e le bevande che ci accompagnano durante i nostri pasti appaiono come scelte spontanee ma non è così. In molti casi nelle scelte il fattore tempo e la realtà quotidiana condizionano le nostre scelte alimentari e anche i nostri gusti gastronomici. Fino a qualche decennio fa si mangiava perché si ubbidiva a dei condizionamenti  assorbiti fin dall’infanzia e che quindi diventano consuetudini e rituali dai quali difficilmente ci si staccava. Le nostre nonne quasi sempre presenti in cucina avevano un loro calendario settimanale fisso: il lunedì pasta e carne, il martedì pasta e uova, il mercoledì brodo e carne bianca, il giovedì gnocchi e carne insaccata, il venerdì pesce , il sabato riso e la domenica timballi di pasta con fritti e verdure. Non mancava la frutta , un dono degli dei, e in questo caso il calendario si adeguava alle stagioni nelle quali era l’estate la stagione dove la varietà era più sostanziosa con ciliegie, fragole, pesche, albicocche mentre con l’autunno erano le mele e le pere a farla da padrone. Con il tempo e l’avvento del frigorifero nelle case questa sorta di calendario alimentare si è andato esaurendo, le abitudini alimentari si sono sfumate, destrutturate anche per i ritmi lavorativi dove la ritualità del pranzo e della cena in casa diventa una abitudine ormai scomparsa vuoi perché le donne, le mamme hanno una loro attività lavorativa(e questo è positivo) vuoi per la scomparsa delle nonne, vuoi anche per i rapporti familiari sempre più complessi che non vedono se non nel tradizionale pranzo domenicale l’unico momento della settimana nel quale la famiglia si riunisce. Tutta questa premessa per comprendere la nostra sorpresa quando ci siamo trovati a contatto con Anna Maria Guerrieri e la sua scelta igienista. La nostra prima sensazione e reazione è stata di irritazione, con la volontà di “abbattere”  una vestale dell’ortodossia alimentare, dedita ad una sorta di religione alimentare che non può far parte della nostra realtà. Poi piano piano con una bella dose di lentezza (tutta da godere) ti accorgi che la scelta di Anna Maria è una scelta di vita, di qualità della vita non solo alimentare. Questa bella signora lancia una sorta di sfida molto ma molto amorevole che ha avuto un suo percorso tribolato ma che è con il tempo riuscita a realizzare. Non è stata la classica scelta da inquadrare nel solito recinto “faccio una dieta e così mi sento meglio” e come molti pensano “così ringiovanisco”. La scelta di Anna Maria è stata invece dosata, calibrata e accompagnata dal rispetto verso il prossimo. Lo abbiamo potuto constatare intorno ad una tavola in una splendida cena in una sorta di “battaglia dei gusti”, nella quale dobbiamo dire abbiamo invidiato a volte i piatti che venivano portati ad Anna Maria. La sua scelta igienista non la impone agli altri ma ne definisce il percorso, i temi e gli obiettivi e questo scusate l’ardire nel scriverlo “è rivoluzionario!”. Quindi è senza dubbio interessante almeno accostarsi alla sua scelta leggendo ma anche provando a cucinare e gustare le ricette che ha inserito nel suo libro “Natura a Tavola” con il sottotitolo “200 piatti semplici e gustosi nella tradizione dell’igienismo”. Il libro è il compendio della  volontà di fare una scelta igienista anche come scelta per migliore la sua vita. Lo si può comprendere leggendo la premessa o come lei ci ha spiegato a voce, con molta semplicità, mollando tutto dopo aver diretto per decenni una casa di riposo per anziani non autosufficienti  e spendendo i soldi della sua liquidazione nel progetto del libro. Una scelta di vita che l’ha realizzata, migliorata. Questo libro è uno strumento con il quale ha creato una rete di collaborazione e contatti con tante altre persone che hanno fatto la scelta igienista ma anche con chi ha voglia di conoscere l’igienismo. Un libro diviso in 16 capitoli dal primo che ricorda come “Cucinare è un momento sacro”, a quello nel quale spiega come “avvicinarsi all’igienismo per migliorare la propria salute. La salute senza medicine”. Sottolinea anche alcune tematiche importanti come quella dell’orientamento agli acquisti alimentari. Il libro poi passa “in cucina” con una sorta di introduzione agli attrezzi e alla dispensa che si utilizzano, come preparare e cuocere le verdure, alle gustose indicazione come “mangiare a colori”, come fare la spesa in ogni stagione, i condimenti essenziali, le verdure, la frutta e quello che lei definisce l”oro della terra” : i cereali. Un altro aspetto importante per Anna Maria è stato scrivere sulle proteine vegetali e poi i menù per l’occasioni particolari. Insomma una ghiotta proposta di lettura sull’alimentazione sana  che consigliamo e che vogliamo suggellare con un ultimo suggerimento della stessa Anna Maria “ Fai della cucina la tua stanza da gioco:accompagna la preparazione dei cibi con musica, inventa, crea, improvvisa, sperimenta, modifica, stupisciti della tua bravura… In poche parole..divertiti!”. E non rimane che aggiungere l’altro prezioso suggerimento scritto nella quarta di copertina “Cerca il gusto negli alimenti e troverai il gusto nella vita”.
Dario De Vecchis

PROSSIMO APPUNTAMENTO 11 MARZO 2010 H. 21

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Scopri il nuovo appuntamento al nostro Circolo.

QUANDO: Giovedì 11 marzo 2010 h. 21

DOVE: Via Diaz 15 – Borgaro Torinese – Circolo Letture Corsare

COSA: presentazione del libro di Emanuele Serra dal titolo "La distanza che ci divide". Moderatrice: Doriana De Vecchi, Accompagnamento musicale: Daniele Chiarella, letture: Paola Chiarella e Rossella De Chirico.

La storia è incentrata sulla vita di due adolescenti che amano, lottano, cadono e si rialzano, che imparano giorno per giorno il mestiere di vivere. Un romanzo che sa essere poetico e ironico, malinconico e arrabbiato, e in cui ogni personaggio si presenta senza riserve, senza mai perdere la certezza di avere davanti a sé tutta una vita da scoprire. Francesco è il figlio di una nota attrice, fin da bambino ha dovuto accettare l’assenza della madre e ha maturato un carattere indipendente. Chiara è una ragazza come tante della sua età, vive una vita apparentemente normale, nonostante una situazione familiare difficile. I due s’incontrano per la prima volta da adolescenti sulla spiaggia di Bibbona e tra loro nasce uno stretto legame che li accompagnerà per tutta la giovinezza, a dispetto della distanza che li separa, lui vive a Torino e lei a Lucca. La loro amicizia sarà per entrambi l’unico punto fermo a cui aggrapparsi nei momenti difficili, tra i banchi di scuola, nella difficile ricerca dell’amore, e li accompagnerà nel cammino incerto che conduce all’età adulta

serra

APPUNTAMENTO 11 MARZO 2010 – LETTURE CORSARE – EMANUELE SERRA

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Il Circolo Letture Corsare organizza per giovedì 11 Marzo alle ore 21.00 a Borgaro T.se via Diaz 15 presso la sede di Parole e Musica onlus un nuovo incontro con un giovane  scrittore emergente. Questa volta è la volta di Emanuele Serra e del suo primo romanzo "La Distanza che ci divide" edito da Il Filo per la collana "Strade nuovi Voci".
A presentare  l’incontro e a confrontarsi con serra sarà la nostra scrittrice corsara Doriana De Vecchi. Ad accompagnare Serra nella lettura di brani anche la chitarra del cantattore dei Fanali di Scorta Daniele "Briscola" Chiarella. Un appuntamento da non perdere!!!!"

Per saperne di più sul libro e per curiosare nella storia che ci accingeremo a presentare ecco la recensione a cura di Dario De Vecchis, il nostro corsaro per eccellenza:

In questi anni una parte della letteratura si è posta il problema di poter ritrarre e affrontare con ritratti più o meno originali e storie reali le generazioni del post 68. Queste generazioni vivono in una sorta di limbo che è ogni tanto illuminato da qualche buona opera letteraria. Usciti dalla lettura del romanzo “La Distanza che ci divide” di Emanuele Serra si ha la sensazione di aver tolto un velo su una di quelle generazioni incomprese e messe ai margini e i giovani che ne erano espressione sono stati descritti come tante  “gocce che scivolano nell’acqua”. Serra a nostro giudizio ha invece riscattato e ben ritratto quei ragazzi e ragazze della sua generazione, lui è nato nel 1979, che come altri prima nati vivono all’ombra del grande Moloc che per la società e per la cultura è stato e rimane il 1968. Pensate e riflettete per un momento all’anno di nascita di Serra :il 1979.  Quello che è accaduto in quell’anno o in quelli precedenti del cosiddetto “Decennio degli anni ribelli”, sono stati per la società ricchi di grandi conquiste  in tutti i campi. La realtà sociale si evolve anche con grandi contraddizioni in tutti i campi e le nuove generazioni sono state  al centro di questo cambiamento. La vulgata che di quel periodo si è proposta a più riprese è stata invece che in quegli anni  si è prodotto il “ritorno nel privato”, il “minimalismo esistenziale” e i giovani cresciuti negli anni 80 e 90 sono stati così messi all’angolo e quasi sbeffeggiati per la mancanza di novità che comunque proponevano. Serra  ribalta ottimamente questa impostazione e da con il cuore e la testa un quadro genuino della sua generazione. Francesco e Chiara protagonisti principali del romanzo sono vivi, reali e lasciano il segno. Lasciano il segno nella loro storia d’amicizia e d’amore, un amore certo tribolato, contrastato ma vero perché ha alla sua base la casualità nell’incontro, la caparbietà nel tenerlo vivo e la bellezza nel concepirlo. Chi ha vissuto una storia d’amore adolescenziale concreta può capirlo bene. Chi ha cercato di oltrepassare il sogno e vivere nel concreto un incontro labile, futile, senza prospettive e dargli le gambe farlo crescere può capire la storia di Chiara e Francesco. Si incontrano in una vacanza al mare ma si separano dopo pochi giorni, lei abita a Lucca, lui a Torino; lei è figlia di una famiglia “normale”, lui di una famiglia spezzata con una madre famosa attrice. Lei vive in piena dipendenza dalla famiglia, lui si fa le ossa e cresce  indipendente. Vivono quindi realtà separate, a chilometri di distanza ma la loro crescita da adolescenti a persone mature è scandita da un humus comune, da storie, amicizie, desideri, passioni che in tanti aspetti si incontrano per separsi e ricongiungersi nel tempo. Sullo sfondo di questa storia che attraversa due decenni c’è una società italiana che si evolve o si dissolve a seconda di come la si pensi. La scuola, i genitori, le mode, la droga, i primi risultati, la ricerca del lavoro e di una identità e gli amori sono l’impianto ordinario, normale che Chiara e Francesco e i tanti personaggi descritti da Serra affrontano. La storia di questi ragazzi ha un  epilogo forse per il lettore inaspettato ma certamente concreto anzi è questo epilogo il messaggio più concreto che ci riserba Serra. Tra le pagine più intense del romanzo vi segnaliamo quelle del G8 di Genova che fanno capire appieno come quell’episodio è un concreto esempio che la generazione di Serra può rivendicare di  volontà di migliorare il mondo che la circonda. Ma l’analisi del testo ha come ricordato sopra esempi di lettura in tutte le tematiche che i giovani devono affrontare nella loro vita per crescere ed entrare nel mondo degli adulti. Azzeccata anche l’impostazione del testo con la lettura della storia di un Io narrante che nel finale si fa protagonista. Godibili anche i richiami a poeti e cantautori che via via si susseguono nel testo come le incursioni poetiche. Ci siamo anche divertiti alla lettura delle dediche che lui ha scritto all’inizio e alla fine del libro e che sono una sorta di ballate di amicizia e amore dello scrittore. Insomma un romanzo da leggere e dal quale ci si può staccare con la consapevolezza di poterlo riprendere e frequentarlo per percorrere in fin dei conti con la storia di questi due ragazzi la storia di tanti ragazzi e ragazze di ieri e di oggi.