APPUNTAMENTO 11 MARZO 2010 – LETTURE CORSARE – EMANUELE SERRA

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Il Circolo Letture Corsare organizza per giovedì 11 Marzo alle ore 21.00 a Borgaro T.se via Diaz 15 presso la sede di Parole e Musica onlus un nuovo incontro con un giovane  scrittore emergente. Questa volta è la volta di Emanuele Serra e del suo primo romanzo "La Distanza che ci divide" edito da Il Filo per la collana "Strade nuovi Voci".
A presentare  l’incontro e a confrontarsi con serra sarà la nostra scrittrice corsara Doriana De Vecchi. Ad accompagnare Serra nella lettura di brani anche la chitarra del cantattore dei Fanali di Scorta Daniele "Briscola" Chiarella. Un appuntamento da non perdere!!!!"

Per saperne di più sul libro e per curiosare nella storia che ci accingeremo a presentare ecco la recensione a cura di Dario De Vecchis, il nostro corsaro per eccellenza:

In questi anni una parte della letteratura si è posta il problema di poter ritrarre e affrontare con ritratti più o meno originali e storie reali le generazioni del post 68. Queste generazioni vivono in una sorta di limbo che è ogni tanto illuminato da qualche buona opera letteraria. Usciti dalla lettura del romanzo “La Distanza che ci divide” di Emanuele Serra si ha la sensazione di aver tolto un velo su una di quelle generazioni incomprese e messe ai margini e i giovani che ne erano espressione sono stati descritti come tante  “gocce che scivolano nell’acqua”. Serra a nostro giudizio ha invece riscattato e ben ritratto quei ragazzi e ragazze della sua generazione, lui è nato nel 1979, che come altri prima nati vivono all’ombra del grande Moloc che per la società e per la cultura è stato e rimane il 1968. Pensate e riflettete per un momento all’anno di nascita di Serra :il 1979.  Quello che è accaduto in quell’anno o in quelli precedenti del cosiddetto “Decennio degli anni ribelli”, sono stati per la società ricchi di grandi conquiste  in tutti i campi. La realtà sociale si evolve anche con grandi contraddizioni in tutti i campi e le nuove generazioni sono state  al centro di questo cambiamento. La vulgata che di quel periodo si è proposta a più riprese è stata invece che in quegli anni  si è prodotto il “ritorno nel privato”, il “minimalismo esistenziale” e i giovani cresciuti negli anni 80 e 90 sono stati così messi all’angolo e quasi sbeffeggiati per la mancanza di novità che comunque proponevano. Serra  ribalta ottimamente questa impostazione e da con il cuore e la testa un quadro genuino della sua generazione. Francesco e Chiara protagonisti principali del romanzo sono vivi, reali e lasciano il segno. Lasciano il segno nella loro storia d’amicizia e d’amore, un amore certo tribolato, contrastato ma vero perché ha alla sua base la casualità nell’incontro, la caparbietà nel tenerlo vivo e la bellezza nel concepirlo. Chi ha vissuto una storia d’amore adolescenziale concreta può capirlo bene. Chi ha cercato di oltrepassare il sogno e vivere nel concreto un incontro labile, futile, senza prospettive e dargli le gambe farlo crescere può capire la storia di Chiara e Francesco. Si incontrano in una vacanza al mare ma si separano dopo pochi giorni, lei abita a Lucca, lui a Torino; lei è figlia di una famiglia “normale”, lui di una famiglia spezzata con una madre famosa attrice. Lei vive in piena dipendenza dalla famiglia, lui si fa le ossa e cresce  indipendente. Vivono quindi realtà separate, a chilometri di distanza ma la loro crescita da adolescenti a persone mature è scandita da un humus comune, da storie, amicizie, desideri, passioni che in tanti aspetti si incontrano per separsi e ricongiungersi nel tempo. Sullo sfondo di questa storia che attraversa due decenni c’è una società italiana che si evolve o si dissolve a seconda di come la si pensi. La scuola, i genitori, le mode, la droga, i primi risultati, la ricerca del lavoro e di una identità e gli amori sono l’impianto ordinario, normale che Chiara e Francesco e i tanti personaggi descritti da Serra affrontano. La storia di questi ragazzi ha un  epilogo forse per il lettore inaspettato ma certamente concreto anzi è questo epilogo il messaggio più concreto che ci riserba Serra. Tra le pagine più intense del romanzo vi segnaliamo quelle del G8 di Genova che fanno capire appieno come quell’episodio è un concreto esempio che la generazione di Serra può rivendicare di  volontà di migliorare il mondo che la circonda. Ma l’analisi del testo ha come ricordato sopra esempi di lettura in tutte le tematiche che i giovani devono affrontare nella loro vita per crescere ed entrare nel mondo degli adulti. Azzeccata anche l’impostazione del testo con la lettura della storia di un Io narrante che nel finale si fa protagonista. Godibili anche i richiami a poeti e cantautori che via via si susseguono nel testo come le incursioni poetiche. Ci siamo anche divertiti alla lettura delle dediche che lui ha scritto all’inizio e alla fine del libro e che sono una sorta di ballate di amicizia e amore dello scrittore. Insomma un romanzo da leggere e dal quale ci si può staccare con la consapevolezza di poterlo riprendere e frequentarlo per percorrere in fin dei conti con la storia di questi due ragazzi la storia di tanti ragazzi e ragazze di ieri e di oggi.

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