Archivio mensile:marzo 2012

RILEGGENDO. Tre Uomini in Bicicletta un diario di un viaggio di Pace a venti anni dalla guerra dei Balcani

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Pubblicato dieci anni fa questo viaggio di tre giovani “vecchietti”, età media allora 53 anni è stato un viaggio in una parte della Terra molto vicina all’Italia. Un diario di un viaggio di Pace a dieci anni dall’inizio della sanguinosa guerra nei Balcani e oggi a vent’anni di distanza da quel sanguinoso evento bellico vogliamo riproporlo per riflettere e credere nella Pace!

Prendete tre biciclette ben attrezzate per un mitico e pazzo viaggio ad Oriente. I tre “pazzi in bici ” sono Francesco Altan, vignettista, vecchia gloria del fumetto italiano con il Cipputi operaio vetero-comunista o la cagnetta Pimpa, Emilio Rigatti esimio ( si dice ancora così?) professore e Paolo Rumiz rappresentante del mestiere più “infimo” sulla faccia della Terra: il giornalista. I tre hanno pensato di andare ad Oriente in bicicletta nell’ estate del 2002 in luglio e di pubblicare il loro diario in “differita” sulle pagine della cultura de “La Repubblica” in 18 puntate . Un viaggio con partenza da Trieste ed arrivo ad Istanbul passando per Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Turchia Europea. I luoghi del dolore vicino a noi, colpiti da una guerra di cui i Tre hanno toccato con le proprie mani i risultati. Un viaggio che è anche ricerca antropologica di uomini e donne (queste molte volte bellissime) e scoperta di luoghi fantastici e poco esplorati. Con la presenza costante delle contraddizioni religiose ed etniche che hanno martoriato questa parte del Mondo che nel passato è stato stabile crocevia di esperienze culturali, economiche e sociali. I Tre pedalano per 2000 Km. con la contraddizione della maturità di viaggiatori che fa il paio con le loro variopinte e attrezzatissime sacche che si portano dietro, con l’impegno di arrivare alla fine stanchi ma soddisfatti di una piccola grande impresa. Viaggiano con una domanda che gli frulla e rifrulla nella testa e che più o meno fa così ” ci chiediamo se usare così la nostra bici non sia una cosa anarchica, antiglobale”. A chi vorrà leggere il libro la risposta. A chi ha letto queste pagine allora sarà un piacere vederle raccolte in un libro e pensare che la domanda dei Tre per chi come noi usa sempre la bicicletta come mezzo di “locomozione” è certamente Si. Pedalare è anarchia, antiglobal e svolta a… Sinistra. Dario De Vecchis

Paolo Rumiz, Francesco Altan ” Tre uomini in bicicletta”, note tecniche Emilio Rigatti, Feltrinelli, pagg. 170, 10 euro

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Il Circolo Letture Corsare ricorda l’iniziativa a Borgaro dai soci Coop sabato 24 Marzo al Cascina Nuova con lo spettacolo “Speranze” e il libro “Il suono di una sola mano” con Maddalena Rostagno!

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I soci Coop di Borgaro hanno organizzato sabato 24 Marzo a partire dalle ore 21 una “Serata sulla Legalità” al cinema Italia . “Una serata che vuole riconfermare la volontà della locale sezione borgarese di contribuire allo sforzo che in questi giorni l’associazione Libera a livello nazionale sta proponendo come ogni anno per la giornata della Memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti contro tutte le mafie” ci ricorda il presidente dei soci Coop Roberto Rinaldi “questa iniziativa di Borgaro si aggiunge alle altre che in queste settimane si sono organizzate per ricordare i venti anni dalle stragi nelle quali sono caduti i giudici Borsellino e Falcone” . La serata del 24 si apre con l’allestimento dello spettacolo teatrale “Speranze” curato dalla compagnia “La Tromba del Trambusto” e dal presidio di Libera Piemonte “Harry Loman”. “Speranze” è uno spettacolo dedicato alla figura di Peppino Impastato ucciso dalla mafia nel 1977 . Alla fine dello spettacolo ci sarà la parte di riflessione con la presentazione del libro “Il suono di una sola mano” di Maddalena Rostagno e Andrea Gentile. Maddalena Rostagno è la figlia Mauro al quale è dedicato questo libro. Torinese è stato leader di Lotta Continua, sociologo e fondatore della comunità terapeutica Saman, giornalista coraggioso che ha combattuto la mafia. Non è stato facile, per Maddalena Rostagno, scrivere questo libro, aveva pochi anni quando il padre fu ucciso il 26 settembre del 1988 mentre rincasava. Dopo molti travagli e lunghissime ricerche Maddalena incontra Andrea Gentile. Con lui, redattore editoriale Maddalena si è lasciata andare ai ricordi che sono stati l’humus per la redazione di questo straordinario libro. Sarà quindi un incontro carico di emozioni e di sensazioni quello che si prevede con i due autori. Ricordiamo che la serata è a ingresso libero e che ai presenti si chiederà di partecipare con una offerta al progetto di solidarietà che la Nova Coop Piemonte ha messo in campo a favore della ristrutturazione di “Cascina Graziella” dedicata a Graziella Campagna, una giovane siciliana uccisa dalla mafia. a soli 17 anni il 12 dicembre 1985. Grazie alla consolidata collaborazione tra Libera e Coop, Nova Coop Piemonte ha deciso di finanziare la ristrutturazione di Cascina Graziella nell’ambito dell’annuale campagna a sostegno di progetti sociali, attraverso una serie di eventi come quello organizzato a Borgaro. La serata ha il patrocinio dell’assessorato alla Cultura di Borgaro e l’adesione di alcune associazioni locali.Una serata da non mancare!(Dario De Vecchis)

“RILEGGENDO” la rubrica dei libri di grandi autori da rileggere o di autori da scoprire consigliati dal Circolo Letture Corsare. Si inizia con “Lettere Luterane” di Pasolini!

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Inizia da oggi una rubrica di recensioni sul nostro sito dal titolo “RILEGGENDO” che propone libri da rileggere di grandi autori da ricordare ma anche di autori da scoprire o riscoprire . Vi chiediamo però di essere lettori attivi e di scrivere vostre recensioni così da poter invogliare a “rileggere” o “risfogliare”. Si possono scrivere anche contro recensioni o inviare critiche alle recensioni così da aprire un nostro dibattito culturale. La rubrica avrà cadenza settimanale e ricordiamo è aperta a qualsiasi contributo da inviare alle mail: letturecorsare o dario.devecchis .

Iniziamo con una dedica al nostro Pier Paolo Pasolini a 90 anni dalla nascita e al quale dedichiamo anche una sezione del nostro premio letterario “Racconti Corsari”. Tuffiamoci così nella prima recensione e buona lettura!

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Un Processo, un grande Processo al Palazzo questo è il tema di fondo della raccolta di scritti pubblicati postumi nel 1976 con il titolo “Lettere luterane” e firmati da Pier Paolo Pasolini. Vogliamo celebrarlo non solo perché sono 90 anni dalla sua nascita ma perché al di là di questa data topica sono state quelle parole che hanno educato . Per Pasolini “Le persone più adorabili sono quelle che non sanno di avere dei diritti” e sono adorabili anche le persone che pur sapendo di avere dei diritti, non li pretendono, o addirittura ci rinunciano.” Erano persone adorabili per Pasolini in primo luogo i giovani comunisti, come ebbe a dire nel suo ultimo discorso ufficiale al congresso dei Radicali, quei futuri uomini e donne che allora avevano una ignoranza ingenua dei propri diritti o una cultura altruistica che lotta per i diritti degli altri. Da questa base si passa poi alle considerazioni delle Lettere Luterane nelle quali il processo al “Palazzo” oltre alla classe politica italiana del tempo quella democristiana ha come capi d’accusa la degradazione antropologica degli italiani, passati nel giro di una generazione dalla campagna alla città e sedotti dal consumismo, imposto prima della creazione di un tessuto sociale serio e da questo arriva alla trasformazione ed a uno stato di rovesciamento completo e assoluto della società. I suoi appelli non furono purtroppo presi in considerazione anche perché le parole di P.P.P. non erano tollerate subivano strali razzisti alla sua persona in primo luogo per le sue tendenze omosessuali. Quegli appelli però sono rimasti patrimonio per molti di quei giovani e oggi a distanza di trent’anni sono stupendamente reali e attuali. Leggiamo “Lettere Luterane” per quell’intenso impegno politico-morale comune sul “progresso come falso progresso” che Pasolini ha ribadito in tutta la sua opera e per ricordare che il progresso senza vero sviluppo culturale e dannoso e quindi solo fine a se stesso! Dario De Vecchis

Pier Paolo Pasolini, Lettere Luterane, Einaudi , Torino pp.XIII-208 9,80 euro

Il Circolo Letture Corsare propone “Ipazia” mostra d’arte e convegno a Caselle da 2 al 18 marzo 2012

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A Caselle T.se l’ assessorato alla Cultura ha organizzato nei nuovi locali di via Basilio Bona 29 un “Incontro d’arte e convegno su Ipazia d’Alessandria”(sapiente filosofa, astronoma, matematica e poetessa del IV secolo d.C.). Questo incontro cerca di offrire come ricordano gli organizzatori “ Una considerazione della filosofa vista come martire della libertà di pensiero e come fulgido esempio dell’emancipazione femminile, in altre parole è stata la prima donna emancipata nella storia dell’umanità”. L’incontro è iniziato con una mostra d’arte in esposizione il 2 marzo con orario visite dalle ore 16,00 alle 19,30. L’ingresso alla mostra è libero e si conclude domenica 18. Tra le opere in visione ricordiamo alcuni degli artisti che hanno partecipato:Domenico Musci, Silvio Musto, Franca Valeria Oliveri, Michele Privileggi, Maurizio Rivetti, Stefano Rollero, Rosato Gerardo, Giusy Romano, Ada Sgrò Falconbello, Claudio Zanni, Rosalia Zutta, Barbara Penna e Ernesto Cosenza per la fotografia. Venerdì 16 Marzo a partire dalle 20,45 sempre in viia Bona 29 , è stato organizzato un convegno dal titolo “Ipazia e il Cirstianesimo delle Origini”. Interverranno: Don Ermis Segatti , Direttore dell’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi di Torino, il Pastore Giuseppe Platone della chiesa valdese di Milano,la dott.ssa Gemma Beretta filosofa e autrice di un importante libro su Ipazia, la dott.ssa Anna Iaccheo appassionata studiosa di Ipazia, la dott.sa Valeria Massa ,attenta studiosa delle tematiche femminili.Ad accogliere i relatori sarà l’assessore alla cultura del comune di Caselle Luca Baracco e a coordinare il dibattito il consigliere comunale Antonio Zappia.Ricordiamo che la figura di Ipazia è oggi ben nota grazie al film ”Agora” a lei dedicato e che ricorda con molta cura e attenzione la figura di questa filosofa nata ad Alessandria d’Egitto, figlia del filosofo Teone. Come ricordano gli organizzatori Ipazia fu “Donna di straordinaria intelligenza, di una incomparabile e incantevole bellezza, ottenne tantissimi successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni….Fu vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Ad Alessandria d’Egitto dopo la morte del vescovo Teofilo, la cattedra vescovile fu occupata, nel 412, da suo nipote Cirillo, di idee fondamentaliste, specie contro i novaziani e i giudei, e che venne subito in urto col prefetto di quel tempo, il romano Oreste… Cirillo, che mal sopportava la predicazione pagana di Ipazia, divenuta ad Alessandria la rappresentante più qualificata della filosofia ellenica, si convinse che l’ostacolo maggiore alla risoluzione della controversia fosse proprio lei e tramò per la sua morte avvenuta in modo cruento “come ben descritta nel film “Agorà” nell’anno 415 a.C. . Ipazia viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l’inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio. Dario De Vecchis

“L’ultimo amico” il libro di Tahar Ben Jelloun è la nuova recensione della rubrica dell’Eco di Torino

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“Può tradire, annullare un uomo una grande amicizia con un altro uomo? Può non fargli conoscere che sta morendo a causa di una grave malattia? Questo è un grande dilemma che si pone con il suo libro “L’Ultimo amico” Tahar Ben Jelloun. Nel libro questa domanda si pone all’improvviso, quasi inattesa nella trama e appare sia nel racconto di Alì, l’amico poi tradito, sia di Mamed l’amico che “tradisce” come una inevitabile conseguenza per chi la commette o una testarda presa d’atto che non può che contrariare chi la subisce….” Se vuoi continuare la lettura clicca sul link http://www.ecoditorino.org/recensione-lultimo-amico-di-tahar-ben-jelloun-eco-del-libro.htm . Dario De Vecchis

“Se dico Radici dico Storie” Favetto e il Circolo Letture Corsare protagonisti del bel confronto nell’ultimo incontro di Consiglio d’Autore a Borgaro

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L’ultimo appuntamento con Consiglio d’Autore organizzato nella Sala Consigliare di Borgaro per venerdì 9 marzo ha visto come protagonista lo scrittore e giornalista Gian Luca Favetto. Un finale in crescendo e in controtendenza della rassegna dove a confrontarsi con lo scrittore sono stati chiamati un po tutti i protagonisti della rassegna letteraria che per cinque mesi ha “occupato” la sala consigliare di Borgaro grazie anche alla “complicità” dell’assessore alla cultura Fabrizio Chiancone. L’idea degli organizzatori è stata quella, che ha stupito con entusiasmo Favetto, di dividere il libro e analizzarne cinque dei sui dodici capitoli. Un “gioco” che ha coinvolto Barbara Naretto e Caterina Di Mauro della giuria delle lettrici del premio letterario Racconti Corsari, Guerrino Babbini della giuria di qualità del premio e Andrea Borla e Alessandro Del Gaudio che oltre ad essere anche loro membri della giuria di qualità di Racconti Corsari sono stati protagonisti con Di Mauro di quattro delle serate di Consiglio d’Autore. Analizzare con domande ficcanti un libro che presenta già un titolo accattivante “Se dico radici dico storie” è stato quindi gustoso ma anche godibile per il dibattito che ne è scaturito. Conoscendo quasi tutto il percorso letterario di Favetto, ricco di racconti e romanzi, poesie e audiolibri, lo scrittore non si è sottratto al “gioco” anzi ne è risultato un confronto che ha “spogliato” quest’opera letteraria in molti dei suoi aspetti anche quelli della sua elaborazione. Favetto ha ribadito il dato che “Se dico radici..” è un libro di memorie dove partendo dalla ricerca delle sue radici ha descritto luoghi, personaggi reali che fanno pensare chi legge questo libro alle proprie radici. Le radici sono state al centro anche del dibattito a volte anche dai toni duri tra lo scrittore e alcuni dei suoi interlocutori, ma non sono mancati confronti sulla letteratura, sul cinema, il teatro, la televisione, i viaggi soprattutto quello che ha descritto il Giappone lasciato pochi giorni prima dello Tsunami. Non sono mancati temi cari allo scrittore come il calcio, con le obiezioni sulla sua personale classifica dei portieri o il ricordo della figura del padre o la narrazione di alcuni divertenti episodi come quello di una interrogazione di greco con 8 finale grazie ad una risposta sul film che ha celebrato l’epopea dei film western “Ombre Rosse”. Un’incontro piacevole iniziato con un omaggio a Lucio Dalla con la canzone “Tango” e con la conclusione affidata alle note di una bella canzone di Francesco Guccini “Canto delle Osterie di Fuori Porta” che ben si adattavano ai temi sviluppati della serata. Per contorno un tavolo apparecchiato con alcuni oggetti che richiamavano alcuni episodi dei capitoli del libro: un bicchiere, una clessidra, una videocassetta western, una tazza, una bottiglia di champagne e un oggetto decorativo giapponese. Un buon finale per la rassegna “Consiglio d’Autore” che consegna al Circolo Letture Corsare e all’assessorato alla cultura di Borgaro la piacevole certezza che presentare libri è un valido e utile strumento di aggregazione culturale e sociale. Dario De Vecchis

Eco di Torino annuncia la presentazione di Gian Luca Favetto del libro “Se dico Rad ici dico Storie” a Consiglio d’Autore Venerdì 9 Marzo a Borgaro in Sala Consiliare!

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“L’ultimo appuntamento con Consiglio d’Autore è fissato nella Sala Consigliare di Borgaro per venerdì 9 marzo alle ore 21. Sarà la volta dello scrittore e giornalista Gian Luca Favetto. Un finale in crescendo e in controtendenza a quello che è stato l’indirizzo della rassegna che ha dato voce a scrittori meno gettonati ma sempre interessanti della letteratura del territorio questa volta invece l’incontro è con un personaggio che lo scrittore lo fa di mestiere. Il libro che presenterà ha un titolo accattivante “Se dico radici dico storie” ….” Continua la lettura sul link per leggerla http://www.ecoditorino.org/gian-luca-favetto-venerdi-a-borgaro-per-consiglio-dautore.htm . Circolo Letture Corsare