Archivio mensile:aprile 2012

RILEGGENDO LETTURE CORSARE :Dedicato a chi crede nel PRIMO Maggio e alle Donne che lottano e lavorano: “La Ragazza del Secolo scorso” di Rossana Rossanda

Standard

Quello che vi proponiamo alla vigilia del 1 Maggio è la lettura di un atto d’amore. Un atto d’amore al proprio ideale nonostante la convinzione della sconfitta ma con la volontà, potremo dire la vocazione, di difendere le proprie convinzioni e difenderne la diversità… Questo è il giudizio che ci pare sia da pronunciare una volta letto il bel libro di Rossana Rossanda “La ragazza del secolo scorso”. Un libro autobiografico di una donna di Sinistra, comunista che racconta non solo la propria “gloriosa” militanza al centro di molte battaglie tante vinte, molte perse ma anche il suo privato e i suoi rapporti con la società ad iniziare dalla sua famiglia e dai suoi affetti. Come ha scritto all’uscita del libro il critico Asor Rosa il racconto della Rossanda corre sempre lungo tre contemporanei e paralleli piani sequenza con sullo sfondo l’Italia che cambia, si evolve tra anomalie e debolezze, la storia pubblica della protagonista e infine la sua storia segreta con il mutare del tempo, l’educazione sentimentale ovvero come meglio definirlo se non il lato umano delle cose. Un lato umano delle cose che percepisce la sconfitta, il fallimento pressoché totale narrato dalla scrittrice esemplarmente e con uno stile affabulatorio, molto intrigante. Di grande intensità emotiva le pagine sulla guerra e sulla Lombardia industriale. Di rilievo i ricordi dell’infanzia con la descrizione di Pola e dell’ Istria italiana visto che la Rossanda vi è nata e cresciuta negli anni venti. Non scordiamoci il suo essere donna e quindi il combattere anche le diffidenze e le preclusioni di un mondo della politica, anche a Sinistra, maschile. Il libro si chiude con amarezza con la radiazione dal PCI di lei e del gruppo che poi fondò il giornale ” Il Manifesto”. Un amarezza che al fondo ha la convinzione e la speranza di essere stata come Rossanda ricorda “il ponte fra quelle idee giovani e la saggezza della vecchia sinistra, che aveva avuto le sue ore di gloria. Non funzionò. Ma questa è un’altra storia”. Dario De Vecchis

Rossana Rossanda ” La Ragazza del secolo scorso”, Einaudi , pagg.385 18 euro

Annunci

25 APRILE Rileggendo propone due voci importanti che hanno vissuto la Resistenza: Gio rgio Bocca e Luigi Meneghello. Quando la gioventù seppe decidere da che parte stare!!

Standard

Una proposta di libri per ricordare il 25 Aprile e la lotta partigiana. Iniziamo rendendo omaggio a Giorgio Bocca che scrisse “Partigiani della montagna”, libro testimonianza perchè ripubblicato sessant’anni dopo la sua prima uscita avvenuta nell’ immediato dopoguerra. Il suo valore sta nella prefazione fatta con il cuore da una grande penna del giornalismo italiano che molto giovane parla della sua esperienza di partigiano azionista e delle montagne in cui ha prestato la sua opera quelle del cuneese, le “sue montagne”. Un libro che è scevro dalla retorica e fa invece una attenta analisi del fenomeno partigiano dando voce alla giusta teoria che la guerra combattuta dagli italiani nella Resistenza è stata guerra di popolo visto che la gente di quelle vallate è rimasta sempre al fianco dei partigiani dai momenti iniziali alla bella vittoria finale. Vi appassionerà e un consiglio leggete più volte la prefazione dello stesso Bocca è un manifesto alla memoria da riproporre a chi è dimentico o distratto. Altro un consiglio di lettura sul fenomeno partigiano è la lettura del bel libro di Luigi Meneghello “Piccoli Maestri”. I Petits-maitres, espressione francese che designava nel ‘700 i banditi di strada beneducati viene traslata ad un gruppo di giovani studenti universitari vicentini che dopo l’8 settembre decidono di andare in montagna a combattere la loro guerra al fascismo. Sono giovani idealisti, azionisti che vi faranno rivivere attraverso la garbata, ironica e cruda penna di Meneghello l’epopea partigiana con concretezza e giusto equilibrio che però non scade nel revisionismo storico malattia della memoria oggi più che mai viva e che non ci attrae perchè pensiamo come dimostrano le scelte editoriali che vi abbiamo segnalato che la storia la fanno gli uomini nel tempo e nelle condizioni che vivono con le loro colpe e le loro verità. Attualizzare i fatti storici con i parametri della contemporaneità molte volte non aiuta a comprendere e a ricordare ma genera soli mostri che si chiamano integralismo ed ortodossia cosa che la Resistenza non è stata anzi dalla sua fonte si beve sempre pluralismo, libertà e democrazia. Dario De Vecchis

Giorgio Bocca “Partigiani della montagna”, Feltrinelli, pp.180, 7,50 euro

Luigi Meneghello ” I piccoli maestri”, Rizzoli, pp.234, 10.90 euro

Tabucchi e l’amore per Pessoa nella lettura del “Il Marinaio”. Una nuova proposta di lettura del Circolo Letture Corsare per ricordare il grande scrittore!

Standard

Tabucchi e il suo rapporto con la cultura portoghese è notorio e in particolare con Fernando Pessoa e proponiamo a questo proposito la traduzione che fa Tabucchi nel 1988 del “Il Marinaio”. Nessuno rimane indifferente al fascino del libro. Aprendolo il lettore gusterà la straordinaria traduzione di Tabucchi. Straordinaria e bellissima perché è molto difficile tradurre una lingua come il portoghese che crea, ricco nel suo fluire, figure magiche, pensieri sognanti, atmosfere surreali che sono difficilmente riproponibili in lingua italiana. Ne diamo due esempi: il primo “..Allora volle ricordare la sua patria vera.. Ma si accorse che non ricordava più niente, che essa per lui non esisteva più…La sola infanzia che ricordava era quella della sua patria di sogno; tutta la sua vita era stata la vita che aveva sognato…E non poteva nemmeno sognare un altro passato, concepire di averne avuto un altro, come tutti, un momento, possono creder…”. Il secondo esempio: “Realtà e sogno, Sogno e Realtà. In una piccola stanza di un antico castello, poca luce che illuminava una bara, una piccola finestra da cui si intravede il Mare;tre ragazze o forse tre fantasmi vegliano sul cadavere…il tempo che le divide dal giorno si rincorre per diventare racconto, una vita vissuta, forse pensata o solo sognata. Sogno e realtà, Realtà o sogno. L’arrivo del giorno, la luce del sole, in lontananza uno spiraglio di Mare…cosa è esistito?”. Magnifica, nella parte finale del libro, la nota alla traduzione di Tabucchi:” La traduzione non è certo l’opera, né il calco di un’opera; semmai…è solo un viaggio verso l’opera…”. Dario De Vecchis

Ferdinando Pessoa, “Il Marinaio”, Einaudi Classici, pagg.66, 7 eur

RILEGGENDO: La Letteratura come “Arma” che abbatte gli steccati. Questa la soluzione di “Racconti Senza Patria”, libro scritto da 5 grandi scrittori di lingua spagnola.

Standard

Cosa c’è di meglio che la lettura e la scrittura per abbattere steccati, confrontarsi, far nascere amicizie e amori? Nel mondo in cui viviamo dove cupi e sempre più forti sono i rintocchi di morte e annullamento dell’intera umanità è giusto appellarci alla Pace e farlo quindi attraverso le parole. Tentativo lodevole in quest’ottica è il libro “Racconti Senza Patria” scritto a cinque mani da Bernardo Atxaga, basco , poeta, saggista e autore dell’Uomo Solo; José Manuel Fajardo, spagnolo autore del bellissimo libro “Lettera dalla fine del mondo”; Santiago Gamboa, boliviano, giornalista autore di “Perdere è una questione di metodo”; il poeta e narratore messicano Antonio Sarabia , autore del volume “I Convitati del Vulcano” ed infine il “nostro” Luis Sepulveda, il grande scrittore cileno. I cinque racconti raccolti ed editi da Guanda nel 2002 vanno dal genere noir, al racconto d’avventura, all’erotismo. Possono sembrare storie eterogenee di scrittori che però si sentono fratelli nonostante la provenienza da nazionalità diverse ma con una sola lingua in comune: lo spagnolo. L’eterogenità è scavalcata dagli incontri che periodicamente questi autori fanno in mitici appuntamenti conviviali in giro per il mondo, elaborando il concetto dell’essere senza patria che sta alla base di questa raccolta . Negli autori vi è la ricerca di una patria comune, una sorta di sovranazionalità che ritrovano nel narrare in spagnolo e che cancella qualsiasi tipo di frontiera. Un progetto di koinè linguistica che ci ha dato cinque avventure narrative in cui si trovano i personaggi più disparati: un uomo che in crisi raggiunge Parigi dalla Spagna per rivivere un passato felice ma entra in una sordida avventura; un architetto che rievoca un episodio della sua giovinezza da militare; un fotoreporter colombiano che casca in un intrigato giro di prostituzione d’altobordo svolto da irreprensibili hostess; due orfani abbandonati che vivono la loro pubertà all’interno di una grande casa; un cileno che si trova invischiato in un intrigo intenazionale pieno di suspense e colpi di scena. Cinque storie, cinque modi di voler riuscire a superare le frontiere oggi sempre più alte! Dario De Vecchis
“Racconti Senza Patria”, Guanda, pp.190, 7,50

Il Circolo Letture Corsare rende omaggio a Tabucchi. “Si sta facen do sempre più tardi” Viaggio nella memoria di un uomo innamorato!

Standard

“Si sta facendo sempre più tardi” di Antonio Tabucchi è la prima recensione che il Circolo Letture Corsare di Borgaro vuole proporre dal suo sito per ricordare lo scrittore toscano recentemente scomparso. Un omaggio dovuto ad una figura di intellettuale a tutto tondo che abbiamo seguito negli anni e apprezzato per la sua scrittura che andava oltre al piacere di leggere. Erano non solo accattivanti i suoi libri ma anche i suoi saggi e articoli e rimarranno tali. Punto di riferimento questo scrittore ha saputo attrarci e farci pensare, riflettere e produrre anche attraverso i suoi personaggi molti degli incontri letterari che abbiamo organizzato negli anni passati. Certo che il personaggio che preferiamo è Pereira ma attraverso questi appuntamenti che vi proponiamo ne scoprirete altri e altri libri e autori cari a Tabucchi…

La lettura di “Si sta facendo sempre più tardi” edito nel 2001 prima di tutto va fatta con la consapevolezza che qualunque stato d’animo possano far scaturire le 17 lettere, che compongono il libro, tutto dipende dalla sola fantasia dell’autore che con molta onestà fin dall’inizio della sua fatica letteraria fa comprendere ciò al lettore. In questo vi è anche la genialità dello scrittore quando ricorda l’amato Pessoa e il nostro Camilleri, mentre molte volte il “bravo scrittore” cela la non autenticità del racconto. Tabucchi gioca con l’amore e i sentimenti, compone il racconto sotto forma di un romanzo epistolare che in un primo tempo sembra essere dedicato a molte donne, ma che alla fine appare evidente essere stato scritto e dedicato ad un’unica donna che in diversi momenti della sua vita ha rappresentato un aspetto diverso dell’amore e dell’amare per lo scrittore. “Sai leggevo un filosofo francese che ha osservato come l’immaginario, amore mio, non è affatto l’illusorio, che è davvero un’altra cosa” scrive Tabucchi in uno dei racconti epistolari. L’autore pare chiedere di comprendere che l’immaginario perfetto è quello che non presuppone nemmeno la scrittura, ma che si conclude in se stesso, nel piacere-dolore di vivere, appunto, l’immaginario. L’autore si mette in gioco cerca di inventare e reinventare nei racconti e nel farlo mette anche in discussione i ferri del mestiere. “Si sta facendo sempre più tardi” può anche essere interpretato come un titolo sull’incombere dell’idea di fine e di nulla. Il libro poco importa se è quindi non classificabile come genere ed esca dai canoni dei precedenti libri di Tabucchi, anzi può essere considerato un non libro, e la lettura una non lettura, ma solo un viaggio tra la memoria di un uomo innamorato e che vive, soffre di nostalgia per una donna…la sua donna! Dario De Vecchis

Antonio Tabucchi “Si sta facendo sempre più tardi”, Feltrinelli, pagg.228 , 15,49 euro

Rileggendo questa settimana propone la lettura del libro di Angela Bianchini “Gli Oleandri”. Un libro di ricerca psicologica e profondo realismo!

Standard

C’è chi sceglie per bisogno di fuggire dalle macerie della guerra e dai suoi disastri e il racconto che vi proponiamo è appunto quello di una ragazza romana che alla fine della seconda guerra mondiale parte per gli Stati Uniti per sposare un soldato americano come altre sue coetanee. La protagonista fa una scelta che la stradica dalla sua realtà e che interrompe una stretta e feconda amicizia con la sua amica Orietta. La ragazza, l’io narrante del racconto, ritrova a New York un amico: Marco. Marco le fa rivivere i suoi ricordi e in particolare la sua amica Orietta. La molla scatta, il desiderio di ritornare, di spezzare il grigio percorso intrapreso e così ritorna a Roma per cercare non solo se stessa ma anche Orietta. Un ritorno amaro nella Roma del dopoguerra, carico di insidiose novità e della gravosa indagine sul tragico destino di Orietta. Questa breve descrizione per introdurvi al romanzo “Gli oleandri” di Angela Bianchini, scritto nel 1962 e riproposto recentemente. Un esempio di letteratura che ha la capacità non consueta di proporre la ricerca psicologica e nello stesso tempo un profondo realismo.Angela Bianchini romana , scrittrice e studiosa di letteratura spagnola trasferitasi negli Stati Uniti ha studiato con il grande filologo Leo Spitzer. Contemporaneo a “Gli Oleandri” è anche il volume di racconti “Lungo Equinozio”. Tra i suoi romanzi ricordiamo “Capo d’Europa” (1991), “Le labbra tue sincere” (1995) ripubblicato da poco da Mondadori e “Un amore sconveniente “(1999). Einaudi ha pubblicato nel 2001 Le nostre distanze (già Mondadori, 1965). Dario De Vecchis

Gli Oleandri”, Angela Bianchini, Frassinelli, pagg.130 9,50 euro

Rileggendo: Verso Pasqua un saggio di Enzo Bianchi sull’accoglienza e la ricchezza dello straniero.

Standard

Rileggendo vi propone un libro di riflessione e visto che si va verso la Pasqua un libro ricco di molte suggestioni per cristiani e laicii. Il libro anzi meglio scrivere il saggio si intitola “Ero Straniero e mi avete ospitato” e l’autore è il priore di Bose Enzo Bianchi. Bianchi è senza dubbio uno dei più autorevoli interpreti cattolici della realtà contemporanea. In questo saggio affronta pone al centro i temi dell’immigrazione e dell’integrazione e lo fa attraverso la ricerca nei testi sacri in primo luogo nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Cerca di rispondere alla valenza etica dell’ospitalità convinto che la strada è irta di ostacoli, complessa e condizionata da molti pregiudizi. Si pone domande sull’opportunità di accogliere e sul valore etico che sta alla base della ricerca di accoglienza. E’ morale accogliere l’immigrato senza dotarlo degli strumenti essenziali: una casa, cibo, vestiti e soprattutto dignità intesa come diritti da acquisire per far parte della società che gli apre le porte? La risposta per Bianchi parte da questo presupposto: se per l’immigrato di oggi la sorte in molti casi non è favorevole né benevola è stato così anche per i cristiani che sono stati per la storia stranieri e pellegrini e che hanno subito diffidenza, ostilità e molte persecuzioni. Da questo presupposto Bianchi parte per ricordare che oggi al centro dell’etica cristiana è importate riscoprire le origini dell’ospitalità verso il pellegrino, lo straniero, il viandante. Lo fa in particolare con un bellissimo episodio biblico quello di Abramo alle Querce di Mamre. Nell’episodio descritto Abramo accoglie e da ospitalità a tre viandanti lì accoglie alla stessa tavola e offre loro la sua tenda e compie questo gesto con la volontà di operare senza steccati ma lo fa anche mettendosi in discussione, per interrogarsi sulla sua cultura, le sue verità, il suo credo e aprendosi al confronto. Questo confronto è la chiave per non creare i confini alla conoscenza, al diritto alla ricerca, alla capacità di guardare oltre i limiti. Lo straniero diventa strumento per creare nuova “ricchezza”, darsi nuova identità e mettere ali alle nostre “radici”. Il messaggio che dal libro di Bianchi si ricava è di una normalità disarmante e diventa così un momento forte di riflessione per confrontarsi sul significato dell’attuale convivenza civile verso lo straniero. Dario De Vecchis

Enzo Bianchi , “Ero straniero e mi avete ospitato”, Rizzoli , pagg.126 , 15 euro