Archivio mensile:agosto 2012

Rileggendo propone la storia di Eleni una donna “Corsara” nel libro “La Giocatrice di Scacchi” !

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Dedicato a chi non vuole rimanere fermo e si augura che la possibilità di cambiare la propria vita possa essere dietro l’angolo anche se gli anni passano inesorabilmente. Eleni, donna greca arrivata all’età di 42 anni trova con un piccolo incidente sul lavoro un nuovo obiettivo per la sua vita. Il piccolo incidente ha per protagonista un pedone di una magica scacchiera di una camera di albergo dove Eleni lavora come donna delle pulizie. E’ una lavoratrice scrupolosa la nostra Eleni, ordina con cura le camere ma quella mattina senza volere ecco che accade “il fattaccio” un pedone cade e lei non capisce dove ricollocarlo. Questo piccolo ma prezioso pezzo della scacchiera è la molla che la introduce nel magico mondo del gioco degli scacchi e la strada che stimola una passione all’inizio clandestina e che con il tempo ruba tempo alla sue ordinarie mansioni giornaliere. Al diavolo il suo ruolo di moglie e madre Eleni aiutata da una coppia di anziani amici un vecchio maestro di scacchi Kouros e il farmacista Costa inizia una appassionante avventura che la vedrà crescere e diventare un abile scacchista . Un avventura che la porterà a sovvertire anche i costumi e le usanze correnti nella piccola isola di Naxos nella quale vive. La comunità locale non vuole capire quella svolta; il marito Panos pensa che abbia una doppia vita, il figlio Yannis è sconcertato, la sua figlia Dimitra altrettanto e gli amici non capiscono, le donne sono contro di lei e solo dopo molti ostacoli i risultati arrivano e diventa una eroina da esibire e da annoverare per gli abitanti di Naxos . Ecco il grande salto verso il primo grande concorso ad Atene e lì che voleva arrivare e lì giocherà la partita della sua vita mentre il vecchio maestro Kouros passa a miglior vita. Il ritorno alla realtà e un avvenire trasformato è forse l’amara conclusione di questo ottimo racconto ma pensiamo che Eleni abbia avuto il suo “attimo fuggente” e che sia stato giusto così. Brava l’autrice la francese Bertina Henrichs che ha saputo tessere un gradevole storia dai forti contenuti sociali. L’emancipazione della donna passa anche attraverso una scacchiera ? Può essere ma senza dubbio una donna che scrive e legge è una donna libera! Dario De Vecchis

Bertina Henrichs , La Giocatrice di Scacchi, Einaudi, pagg. 120 , 12,50 euro

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Rileggendo propone la storia di una novella Euterpe: “Nahui” di Pino Cacucci

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Questa è proposta di rilettura o lettura d’amore.. E’ la storia di una donna, una storia che attrae perchè quasi sempre è storia di un riscatto, di volontà di poter cambiare la società. La storia di una donna che si fa largo è fatta anche di fratture e trasgressioni. Fratture con la società patriarcale che le assegna solo determinati compiti; trasgressioni perchè si arriva anche a utilizzare il proprio corpo per rompere i canoni. La storia di una donna, una bella e amara storia che vi proponiamo è quella di Nahui Olim al secolo Carmen Mondragon. Messicana, figlia del generale Mondragon, uno dei più integgerrimi oppositori alla rivoluzione che avanzava agli inizi del Novecento in quel magico paese dell’America Latina. Nata in una famiglia benestante Carmen “diventa un anima ribelle”, che si oppone alle direttive paterne benchè attratta dalla figura del padre. Lei ama il padre di un amore che va oltre ma che non può realizzarsi. L’amore diventa disprezzo. Il disprezzo la porta a sposarsi col cadetto Manuel Rodriguez Lozano. Lozano non sa darle amore perchè tiene nascosto il segreto della sua omosessualità. L’arrivo di un figlio sembra tranquillizare Carmen ma la successiva e misteriosa morte del figlio crea in lei una dolorosa ferita. Carmen fugge e parte per l’ Europa e da quel momento ecco il riscatto, prende in mano definitivamente la sua vita e comincia una lunga serie di esperienze che la faranno tornare in Messico e conoscere il mondo intellettuale ed artistico del suo paese. Si appassiona alle idee rivoluzionarie, conosce Gerardo Murillo il pittore che le cambia il nome in Nahui Olin. Nahui Olin è il Quarto Movimento del Calendario Azteco, un movimento rinnovatore dei cicli del cosmo. Il moto perpetuo. Nahui, il corpo di una dea posa per i murales di Diego Rivera, viene fotografata da Antonio Garduno, dal grande Edward Weston e trova la chiave di svolta nella trasgressione ai costumi della società. Provoca ma con grande creatività non egocentrismo, diventa poetessa, pittrice e il mondo gira intorno a lei. E’ tribolato il rapporto amoroso con il pittore Gerardo Murillo. Un rapporto che la porterà alla pazzia e ad un lento decadimento. Muore nel 1978 e come tutti gli innovatori la sua vita avrà postumo il suo valore riconosciuto . Pino Cacucci, ne traccia un fedele ritratto nel libro che gli dedica, un libro da leggere tutto di un fiato anche per le riflessioni che vi sono dentro e i contorni storici del Messico che lo scrittore ama. Ci si innamora di Nahui, non solo della sua bellezza spettacolare, ben visibile nella bella foto di copertina, perchè è stata una donna che ha vissuto come ha voluto, senza risparmiarsi nulla come Frida Kahlo e Tina Modotti. Una novella Euterpe! Dario De Vecchis

Pino Cacucci, Nahui, Feltrinelli, pagg 236, 14 euro

Rileggendo propone la storia di una novella Euterpe: “Nahui” di Pino Cacucci

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Questa è prposta di rilettura o lettura d’amore.. E’ la storia di una donna attrae perchè quasi sempre è storia di un riscatto, di volontà di poter cambiare la società. La storia di una donna che si fa largo è fatta anche di fratture e trasgressioni. Fratture con la società patriarcale che gli assegna solo determinati compiti, trasgressione perchè si arriva anche a utilizzare il proprio corpo per rompere i canoni. La storia di una donna, una bella e amara storia è quella di Nahui Olim al secolo Carmen Mondragon. Messicana, figlia del generale Mondragon, uno dei più integgerrimi oppositori alla rivoluzione che avanzava agli inizi del Novecento in quel magico paese dell’America Latina. Nata in una famiglia benestante Carmen “diventa un anima ribelle”, che si oppone alle direttive paterne benchè attratta dalla figura del padre. Lei ama il padre di un amore che va oltre ma che non può realizzarsi. L’amore diventa disprezzo. Il disprezzo la porta a sposarsi col cadetto Manuel Rodriguez Lozano. Lozano non sa darle amore perchè tiene nascosto il segreto della sua omosessualità. L’arrivo di un figlio sembra tranquillizare Carmen ma la successiva e misteriosa morte del figlio crea in lei una dolorosa ferita. Carmen fugge e parte per l’ Europa e da quel momento ecco il riscatto, prende in mano definitivamente la sua vita e comincia una lunga serie di esperienze che la faranno tornare in Messico e conoscere il mondo intellettuale ed artistico del suo paese. Si appassiona alle idee rivoluzionarie, conosce Gerardo Murillo il pittore che le cambia il nome in Nahui Olin. Nahui Olin è il Quarto Movimento del Calendario Azteco, un movimento rinnovatore dei cicli del cosmo. Il moto perpetuo. Nahui, il corpo di una dea posa per i murales di Diego Rivera, viene fotografata da Antonio Garduno, dal grande Edward Weston e trova la chiave di svolta nella trasgressione ai costumi della società. Provoca ma con grande creatività non egocentrismo, diventa poetessa, pittrice e il mondo gira intorno a lei. E’ tribolato il rapporto amoroso con il pittore Gerardo Murillo. Un rapporto che la porterà alla pazzia e ad un lento decadimento. Muore nel 1978 e come tutti gli innovatori la sua vita avrà postumo il suo valore riconosciuto . Pino Cacucci, ne traccia un fedele ritratto nel libro che gli dedica, un libro da leggere tutto di un fiato anche per le riflessioni che vi sono dentro e i contorni storici del Messico che lo scrittore ama. Ci si innamora di Nahui, non solo della sua bellezza spettacolare, ben visibile nella bella foto di copertina, perchè è stata una donna che ha vissuto come ha voluto, senza risparmiarsi nulla come Frida Kahlo e Tina Modotti. Una novella Euterpe! Dario De Vecchis

Pino Cacucci, Nahui, Feltrinelli, pagg 236, 14 euro

RILEGGENDO questa settimana propone:”In Prima Persona” di Andrea Borla. Salite sul Tram dei Trentenni!!

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Vogliamo consigliare questa settimana l’opera di Andrea Borla “In prima persona” edito dalla coraggiosa casa editrice il Foglio Letterario. “In prima persona” è un esperimento ben riuscito e che ha la buona “attitudine” ad essere un opera letteraria che racconta del nostro quotidiano e che in particolare approfondisce il mondo dei trentenni e dei ventenni di oggi. Torino fa da scenario al racconto che inizia sulla linea 2 dove i primi due protagonisti si incontrano: Andrea e Tatti. Andrea l’Io narrante, la voce fuori campo, il trentenne impiegato nello studio della sua ex fidanzata Giulia che non accetta che lui la pensi così. Andrea incontra Tatti una ventenne, una ragazza impegnata per la quale ha subito una strana attrazione possiamo considerarla la donna fatale. Andrea ha poi un grande amico Michele, l’amico di penna anzi di poesia. E’ stato “l’interessante incontro” di dieci anni prima ad un concorso letterario per giovani poeti . Michele è un maniaco delle citazioni e ha una fidanzata che è collega di Andrea: Clio. Clio diventa una delle chiavi a sorpresa nella lettura della storia del romanzo, quella che potrebbe essere considerata la donna ideale. Non dimentichiamo che Clio era per gli antichi greci il nome della musa che presiedeva alla Storia. Abbiamo accennato a Giulia, la fidanzata di Andrea. Determinata, rampante e vogliosa di apparire, la classica donna con la corazza che stringe, soffoca e che ha nella narrazione un alleato inconsueto la suocera pardon la mamma di Andrea. Infine l’ultimo personaggio, secondario nell’apparire ma fondamentale nel divenire del racconto e nelle scelte di Andrea : Cucciolo. Cucciolo è un imprenditore edile, un superpalestrato di grande fascino per le donne. Attorno ai personaggi del romanzo c’è Torino con il suo tessuto urbano raccontato con forte realismo. Il vivere quotidiano dei personaggi ci da la possibilità di riflettere sui temi del lavoro, dei conflitti sociali, dei pericoli del terrorismo, della voglia di emergere delle donne, di uomini che non vogliono crescere, della solitudine delle nuove generazioni, di una città che vive la sua crisi e non riesce a dare risposte. Ritorniamo infine al tram per capire che la lettura del romanzo di Borla è un pò come il movimento del mezzo pubblico che stabilite le sue fermate ha una corsa rapida, con scossoni e improvvise frenate che non sono altro che in senso figurato lo stesso percorso della vita dei suoi personaggi del loro passato, del presente e dell’immaginabile futuro. Un libro da leggere e che consigliamo di portare in vacanza con voi, non ve ne pentirete. Dario De Vecchis
Andrea Borla , “In prima persona”, Il Foglio
Letterario pp.286 13 euro

Rileggendo propone “Le pecore e il pastore” di Andrea Camilleri : un Gustoso esempio dell’Arte di Scrivere e del Valore del Leggere!

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Questa settimana vogliamo proporre un libro “Le pecore e il pastore” che è un piccolo capolavoro di scrittura scritto dal gigante della letteratura italiana degli ultimi venti anni:Andrea Camilleri. Un libro che Camilleri ha saggiamente miscelato tra il saggio e il romanzo. Questa formula fa si che il lettore trovi un ampia gamma di linguaggi da quella già consolidata, ironica che ricorda il personaggio più famoso di Camilleri Montalbano, all’inserire la lingua dei documenti del Seicento, all’italiano corrente quasi giornalistico. Il libro parte dal racconto mistico di Santa Rosalia e rievoca come è diventata la patrona di Palermo. Poi con un forte salto temporale arriva a metà del Novecento e alla vicenda del vescovo di Agrigento Giovanni Battista Paruzzo colpito quasi mortalmente in un agguato durante una visita all’eremo di Quisquina. Il racconto di come si è arrivati a questo agguato scorre fino ad una improvvisa interruzione che passa a narrare la nascita e l’evoluzione del convento e delle monache che ospitarono il vescovo gravemente ferito. Perché l’alto prelato è stato colpito, perché le indagini portarono ad una immediata quanto frettolosa indagine che fece arrestare e condannare degli ex frati, il quadro della Sicilia nell’immediato primo dopoguerra, i legami tra mafia, politica e nobili, il suo impegno di giovane antifascista fino alle contraddizioni della Chiesa sono domande che Camilleri si pone fino alla vicenda che ha spinto lo scrittore a scrivere il libro. La curiosità editoriale di Camilleri nasce come riporta lo scrittore dopo avere letto una nota in un libricino sulla vicenda di Paruzzo “L’attentato contro il Vescovo dei contadini”. Leggete l’incontro con questa nota è un fantastico e gustoso esempio dell’arte del leggere e del valore dei libri. Nella nota è scritto del voto che la badessa del convento dove Peruzzo è ospitato moribondo fa quello in cambio della guarigione del vescovo è offerta la morte di dieci suore, anzi di dieci giovani suore! Camilleri alla lettura di questo voto salta dalla sedia e inizia una indagine letteraria con molte ipotesi interessanti e con una domanda iniziale come è potuto accadere… Godetevi la lettura! Dario De Vecchis

Andrea Camilleri, “Le pecore e il pastore”, Sellerio editore Palermo, pagg.127 10 euro

Rileggendo propone “Le peocre e il pastore” di Andrea Camilleri : un Gustoso esempio dell’Arte di Scrivere e del Valore del Leggere!

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Questa settimana vogliamo proporre un libro “Le pecore e il pastore” che è un piccolo capolavoro di scrittura scritto dal gigante della letteratura italiana degli ultimi venti anni:Andrea Camilleri. Un libro che Camilleri ha saggiamente miscelato tra il saggio e il romanzo. Questa formula fa si che il lettore trovi un ampia gamma di linguaggi da quella già consolidata, ironica che ricorda il personaggio più famoso di Camilleri Montalbano, all’inserire la lingua dei documenti del Seicento, all’italiano corrente quasi giornalistico. Il libro parte dal racconto mistico di Santa Rosalia e rievoca come è diventata la patrona di Palermo. Poi con un forte salto temporale arriva a metà del Novecento e alla vicenda del vescovo di Agrigento Giovanni Battista Paruzzo colpito quasi mortalmente in un agguato durante una visita all’eremo di Quisquina. Il racconto di come si è arrivati a questo agguato scorre fino ad una improvvisa interruzione che passa a narrare la nascita e l’evoluzione del convento e delle monache che ospitarono il vescovo gravemente ferito. Perché l’alto prelato è stato colpito, perché le indagini portarono ad una immediata quanto frettolosa indagine che fece arrestare e condannare degli ex frati, il quadro della Sicilia nell’immediato primo dopoguerra, i legami tra mafia, politica e nobili, il suo impegno di giovane antifascista fino alle contraddizioni della Chiesa sono domande che Camilleri si pone fino alla vicenda che ha spinto lo scrittore a scrivere il libro. La curiosità editoriale di Camilleri nasce come riporta lo scrittore dopo avere letto una nota in un libricino sulla vicenda di Paruzzo “L’attentato contro il Vescovo dei contadini”. Leggete l’incontro con questa nota è un fantastico e gustoso esempio dell’arte del leggere e del valore dei libri. Nella nota è scritto del voto che la badessa del convento dove Peruzzo è ospitato moribondo fa quello in cambio della guarigione del vescovo è offerta la morte di dieci suore, anzi di dieci giovani suore! Camilleri alla lettura di questo voto salta dalla sedia e inizia una indagine letteraria con molte ipotesi interessanti e con una domanda iniziale come è potuto accadere… Godetevi la lettura! Dario De Vecchis

Andrea Camilleri, “Le pecore e il pastore”, Sellerio editore Palermo, pagg.127 10 euro