Rileggendo questa settimana propone: “Erba Rossa” di Gianni Clerici. Tennis e amore ai tempi della “Cortina di ferro”.

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Chi conosce Gianni Clerici lo ricorda per i suoi belli e corposi articoli sul tennis che scrive per la Repubblica. Da anni Clerici è il guru incontrastato nel campo giornalistico italiano e non solo di questa disciplina sportiva. Leggere un suo romanzo è quasi una sorpresa, alla quale ti accosti in punta di piedi perchè pur riconoscendo a Clerici il dono della bella scrittura non sai quanto possa reggere il confronto tra un articolo e un racconto lungo. “Erba Rossa” questo il romanzo che vi presentiamo scritto da Clerici vince la scommessa e mette a segno di rovescio un bel punto a favore del giornalista- scrittore. La storia costruita parte dal ricordo di una memorabile partita giocata dalla nazionale italiana di Merlo e Pietrangeli negli anni sessanta a Praga, gara persa con gli avversari a quel tempo sconosciuti, anche se molti di noi con i capelli grigi ricordano le belle imprese di Kodesh e compagni negli anni ’70 e di quel tennis giocato tutto sotto la rete soprattutto dei tennisti dell’Est primo fra tutti il rumeno Nastase. Da questa partita prende spunto il racconto di Clerici che è poi la descrizione e la riflessione del viaggio oltre la “cortina di ferro” che compiono i due protagonisti, una coppia di amici italiani, un giornalista sportivo sulla trentina, grande esperto di tennis, e un giovane di 24 anni appena laureato in chimica. I due si conosco dal liceo, sono di famiglia borghese e frequentano lo stesso circolo di canottaggio. Il giornalista, che è anche l’io narrante della storia, è scettico sull’incontro con il mondo dell’Est mentre il suo amico Pigi è un idealista che cerca di scusare ed interpretare la realtà con più accondiscendenza. Senza dubbio la Praga che i due vivono per tre settimane è una città che ancora non intravede l’esperienza del socialismo dal volto umano che sfocerà nel 1968 con l’avvento di Dubcek e l’arrivo dopo pochi mesi delle truppe del Patto di Varsavia che chiuderanno quella bella pagina di storia ricordata come “La primavera di Praga”. Alla realtà deprimente descritta si contrappone una umanità varia e colorita che i due incontrano nel loro viaggio. Pigi si innamora di una ragazza Ludmilla e cerca anche di aiutarla a fuggire. Tentativo inutile e deprecato dall’amico giornalista che non capisce l’importanza di questo amore e che riesce si a portare indietro il suo giovane amico ma non il suo cuore. A chi leggerà questo romanzo lasciamo la curiosità di capire il perchè di questa nostra affermazione nelle ultime pagine del racconto. Consigliamo la lettura a chi ha voglia di forti idealità e a chi a 25 anni dalla caduta del muro di Berlino con il cuore a Sinistra ha sempre criticato i guasti del Socialismo reale. Un romanzo dai toni mesti, nostalgici, un elegia, e un promemoria di un “ieri” sul quale ormai troppo raramente si ritorna a riflettere. Dario De Vecchis

Gianni Clerici, “Erba Rossa”, Fazi editore 122 p. 13,50 euro

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