Archivio mensile:novembre 2012

Prima presentazione a Consiglio d’Autore 2012: Federica Zancato ha sedotto con le sue “Cartoon Ladies”

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Lo sapevate che Olive Oil ma si Olivia la fedele compagna di Popeye. cioè Braccio di Ferro, era nata prima di lui? No! Era il 1919 ed era anche grassa e bassa altro che alta e filiforme. Neanche noi lo sapevamo ed è stata una delle tante notizie e curiosità che come per magia lo scorso venerdì 23 novembre alla prima presentazione a Consiglio d’Autore nella sala consigliare di Borgaro abbiamo appreso e messo nel granaio. Ebbene sottolineare che il libro che Alessandro Del Gaudio”Cartoon Ladies” edito da Tunué ha presentato insieme alla sua autrice Federica Zancato è stata una bella scoperta. Prima di entrare in sala la domanda ricorrente era: chi sa cosa c’è da sapere ancora dall’ennesimo libro su personaggi dei cartoni animati o dei film d’animazione e peggio ancora delle serie televisive? Robetta da bambini o da grandi rimasti adolescenti con la sindrome di Peter Pan! Così non è stato , anzi dietro Olivia, Betty Boop, Minni, Penelope PitStop, Jessica Rabbit, Cenerentola, Marge Simpson, Biancaneve, Morticia Addams, Fata Smemorina, Maga Magò, Fata Turchina, Malefica, Trilli, Anastasia, Crudelia De Mon, Fiona, Alice, Lilli, Ariel, Duchessa, Wendy, Dory, Ursula Little Audrey e tante altre c’è stata e c’è ancora una intera industria d’animazione e una vera e propria scuola sociologica e psicologica che ha con il tempo imposto modelli femminili che sono stati imposti e “succhiati” da intere generazioni fin dagli albori del cinema d’animazione o che prendevano a modello le figure in carne e ossa delle donne delle varie epoche che si sono affacciate alla società. Prendete ad esempio Betty Boop , lei era l’antidiva e l’antieroina per eccellenza rispetto ai personaggi della Disney come ad esempio Biancaneve, ovvia immagine della donna non emancipata. Un libro quindi che ha fatto riflettere i presenti ma anche divertire anche nel modo nel quale è stato ideato dall’autrice che è una vera cultrice del cinema d’animazione, visto che si è laureata presso l’Università di Torino con una tesi sul cinema d’animazione americano e collabora come redattrice all’Enciclopedia del Cinema in Piemonte ed è anche animatrice di eventi per il festival Piemonte Movie nonchè disegnatrice e illustratrice . Federica Zancato ha messo così a confronto in sei capitoli alcune cartoon ladies : le moraliste e le seduttrici come Belle ed Esmeralda; le Casalinghe e l’ Impiegate come Tiana e Biancaneve; le Fate e Streghe come Trilli e Genoveffa ; le Piagnucolose e le Avventuriere come Megan “Meg” Griffin e Leela Turanga; le Madri e le Matrigne come Duchessa e Regina Grimilde; le Adolescenti di ieri ed oggi come Little Audrey e Lilo Pelekai. Il nostro Alessandro Del Gaudio si è divertito a pungolare la Zancato ma anche lui è rimasto affascinato dai molteplici aspetti che sono emersi dalla presentazione che non mai calata d’intensità nelle due ore di svolgimento. Un buon inizio quindi per Consiglio d’Autore e una buona scelta quella di proporre per il secondo anno consecutivo questa rassegna letteraria come ha ricordato anche in apertura l’assessore Fabrizio Chiancone e suggellata dalla consegna di una laurea consegnata a nome delle Cartoon Ladies alla loro scrittrice preferita …Federica Zancato . Dario De Vecchis

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Prima presentazione a Consiglio d’Autore 2012: Federica Zancato ha sedotto con le sue “Catoon Ladies”

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Lo sapevate che Olive Oil ma si Olivia la fedele compagna di Popeye. cioè Braccio di Ferro, era nata prima di lui? No! Era il 1919 ed era anche grassa e bassa altro che alta e filiforme. Neanche noi lo sapevamo ed è stata una delle tante notizie e curiosità che come per magia lo scorso venerdì 23 novembre alla prima presentazione a Consiglio d’Autore nella sala consigliare di Borgaro abbiamo appreso e messo nel granaio. Ebbene sottolineare che il libro che Alessandro Del Gaudio”Cartoon Ladies” edito da Tunué ha presentato insieme alla sua autrice Federica Zancato è stata una bella scoperta. Prima di entrare in sala la domanda ricorrente era: chi sa cosa c’è da sapere ancora dall’ennesimo libro su personaggi dei cartoni animati o dei film d’animazione e peggio ancora delle serie televisive? Robetta da bambini o da grandi rimasti adolescenti con la sindrome di Peter Pan! Così non è stato , anzi dietro Olivia, Betty Boop, Minni, Penelope PitStop, Jessica Rabbit, Cenerentola, Marge Simpson, Biancaneve, Morticia Addams, Fata Smemorina, Maga Magò, Fata Turchina, Malefica, Trilli, Anastasia, Crudelia De Mon, Fiona, Alice, Lilli, Ariel, Duchessa, Wendy, Dory, Ursula Little Audrey e tante altre c’è stata e c’è ancora una intera industria d’animazione e una vera e propria scuola sociologica e psicologica che ha con il tempo imposto modelli femminili che sono stati imposti e “succhiati” da intere generazioni fin dagli albori del cinema d’animazione o che prendevano a modello le figure in carne e ossa delle donne delle varie epoche che si sono affacciate alla società. Prendete ad esempio Betty Boop , lei era l’antidiva e l’antieroina per eccellenza rispetto ai personaggi della Disney come ad esempio Biancaneve, ovvia immagine della donna non emancipata. Un libro quindi che ha fatto riflettere i presenti ma anche divertire anche nel modo nel quale è stato ideato dall’autrice che è una vera cultrice del cinema d’animazione, visto che si è laureata presso l’Università di Torino con una tesi sul cinema d’animazione americano e collabora come redattrice all’Enciclopedia del Cinema in Piemonte ed è anche animatrice di eventi per il festival Piemonte Movie nonchè disegnatrice e illustratrice . Federica Zancato ha messo così a confronto in sei capitoli alcune cartoon ladies : le moraliste e le seduttrici come Belle ed Esmeralda; le Casalinghe e l’ Impiegate come Tiana e Biancaneve; le Fate e Streghe come Trilli e Genoveffa ; le Piagnucolose e le Avventuriere come Megan “Meg” Griffin e Leela Turanga; le Madri e le Matrigne come Duchessa e Regina Grimilde; le Adolescenti di ieri ed oggi come Little Audrey e Lilo Pelekai. Il nostro Alessandro Del Gaudio si è divertito a pungolare la Zancato ma anche lui è rimasto affascinato dai molteplici aspetti che sono emersi dalla presentazione che non mai calata d’intensità nelle due ore di svolgimento. Un buon inizio quindi per Consiglio d’Autore e una buona scelta quella di proporre per il secondo anno consecutivo questa rassegna letteraria come ha ricordato anche in apertura l’assessore Fabrizio Chiancone e suggellata dalla consegna di una laurea consegnata a nome delle Cartoon Ladies alla loro scrittrice preferita …Federica Zancato . Dario De Vecchis

Rileggendo propone George Simenon “Il Clan dei Mahè”, ovvero la consapevolezza di mettersi in gioco nella vita .

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Il distacco, l’abbandono, la lontananza, il ritorno sono tutti temi che tengono unito il filo rosso di molte nostre letture . Questa settimana vi proponiamo una lettura con la consapevolezza che c’è una possibilità diversa di vivere e di mettersi in gioco che è il tema alla base del bel libro di George Simenon ” Il Clan dei Mahè”.Si mette in gioco o almeno cerca di farlo il dottor Mahè che dopo anni di routine nel suo piccolo paese Saint Hilaire nella Vandea decide di fare una vacanza con tutta la famiglia in un isoletta del Mediterraneo: Porquerolles. Qui trova una giovane ragazza bella come l’abito rosso che indossava e se ne invaghisce. Un medico di campagna che quindi cerca nuovi lidi per dare un senso alla sua piatta vita. Trova nell’isola ritmi diversi, riflette e decide di cambiare vita ma quando riesce nel suo intento ecco arrivare un fatale incidente.. E’ il corpo della storia del “ Il Clan dei Mahè”, un libro scritto da Simenon nel 1945 ma di straordinaria attualità e di bellezza stilistica e letteraria propria dello scrittore franco-belga che amiamo ovviamente per il suo grande personaggio: il commissario Maigret . Un mito ! Dario De Vecchis

“Il Clan dei Mahè”, Georges Simenon, Adelphi, pagg.149 15 euro

RACCONTI CORSARI la Premiazione di sabato 17 in evidenza sui giornali locali!

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Molta attenzione è stata data alla premiazione di Racconti Corsari di sabato 17 novembre a Caselle. Ecco gli articoli pubblicati dal “Il Canavese ” e “Il Risveglio” che ha ci ha fatto anche il titolo della locandina attaccata fuori dalle edicole di Borgaro… Un bel riconoscimento tutto da godere!

Rileggendo propone “Il Muro dei Muri” di Carmine Abate per capire l’emigrazione di ieri e di oggi !

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Volete comprendere il fenomeno dell’emigrazione ? Il libro che vi consigliamo questa settimana centra l’obiettivo fin dal suo titolo : ” Il Muro dei Muri” scritto da Carmine Abate. Abate è un autore chi ti prende l’anima con racconti sul Sud, un Sud ricco di personaggi e storie vere. Lo scrittore scrive non scordandosi mai della sua terra, delle origini albanesi, della fatica di uomini e donne che molte volte abbandonano i loro luoghi d’origine ed emigrano per poi un giorno poter ritornare anche se il ritorno molte volte riserva amare delusioni. Questa volta in questo libro lo scrittore descrive con una serie di racconti l’esperienza degli emigrati della sua terra in Germania. I protagonisti sono i “Germanesi”. Sono stranieri sia all’estero che in patria ” con i piedi al Nord e la testa al Sud”. Sono emigranti italiani con gli stessi problemi che affrontano gli immigrati qui in Italia. I personaggi descritti sono spesso giovani che si dibattono con la rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e la voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Le storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese descritte sono quelle che oggi trovano in Italia altri uomini, donne, giovani. Riflettete su queste storie intense ed esemplari per comprendere e capire che sono simili a quelle di chi, nell’Italia e in Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita. Dario De Vecchis

Carmine Abate, “Il Muro dei Muri” , Oscar Mondadori, pagg.210, 8,40 euro

La “LETTERA CORSARA” di GIAN LUCA FAVETTO in occasione della Premiazione dell’8^ Edizione del premio letterario ” Racconti Corsari” !

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Pubblichiamo l’amichevole e gustosa lettera “Corsara” che il Presidente del Premio Letterario nazionale “Racconti Corsari” Gian Luca Favetto ha inviato agli organizzatori, vincitori e partecipanti il giorno della premiazione dell’8^ edizione avvenuta a Caselle sabato 17 novembre 2012 .

Parigi, 13-17 novembre 2012

Caro Dario, che ormai, con tutta la confidenza letteraria che abbiamo, mi verrebbe da scrivere Caro Diario, e cari tutti, se siete proprio cari e siete veramente tutti,

dovrei essere lì con voi a leggere e ad ascoltare, e invece sono qui con me a scrivere. Sto facendo, adesso, quello che voi avete già fatto con i vostri racconti. Sto cercando una storia, sto seguendola e inseguendola.

Spero che questa possa essere una buona giornata, non solo per la premiazione e il pranzo, ma per le riflessioni che potrà indurre, cosicché ciascuno ritorni a casa, oltre che con un premio e una certa soddisfazione, anche con un pensiero in più, un’idea, un dubbio, una sorpresa, una contraddizione in più.

Tutti gli anni, il nostro concorso consente il confronto fra parole, modi, testi e persone diverse. Su questo vorrei richiamare la vostra attenzione, sull’occasione corsara che viene offerta. È questo che vale: l’occasione di essere corsari, insieme. E vale ancora di più oggi, nella nostra società liquida e confusa, in questo tempo precario più del tollerabile, in questa nostra non-comunità in-civile, dove tutto è berciare, chiacchiericcio, andar per impulsi e insulti, dove le sparate hanno spazio più dei ragionamenti, e le emozioni e i riflessi condizionati hanno più agio dei sentimenti.

In quest’epoca tutta velocità, fretta, immagini, suoni, rumori, flash, lampi, notizie, botta e risposta, risposte prontacassa, sms, twitter, face book, todos collegatos come fossimo todos caballeros; in quest’epoca della comunicazione immediata, diretta e irresponsabile (uno dice sempre la prima cosa che gli viene in mente e, spesso, anche la seconda, e lo considera un valore), proprio in quest’epoca, dicevo, l’invenzione e la scrittura delle storie -che è sempre una scrittura mediata e meditata- acquistano una forza assoluta, una necessità imprescindibile. Non sono sostituibili. Servono a rifondare quell’umanità e quel comportamento civile che stiamo perdendo.

Chi impegna del proprio (propria anima, propria storia, proprio tempo) per lavorare e creare storie che vadano nel mondo attraverso la scrittura è un rabdomante dì civiltà. È una persona che fra il cervello e la lingua, due organi necessari ma non sufficienti per comunicare, mette gli occhi, il cuore, le orecchie, la memoria, i polmoni, lo stomaco, gli intestini e perfino il culo, ci mette i muscoli, le gambe e le mani.

È cosa fisica, la scrittura. Un’azione fisica e sentimentale che interessa, allo stesso modo, il tempo e lo spazio – il tempo e lo spazio dove stare insieme.

Lo scrivere è il luogo che ospita le diversità, il luogo dove queste si possono confrontare senza strepiti, senza prevaricazioni. È il luogo dove la forza e il valore delle parole aumentano.

Scrivere e leggere rischiano l’inattualità, ma è quello di cui abbiamo bisogno. Ancora di più oggi rispetto oggi. In un mondo senza sorrisi, è dei sorrisi che c’è bisogno. In un mondo senza tempo, è del tempo che c’è bisogno. In un mondo senza lavoro è del lavoro che c’è bisogno…

Il lavoro che facciamo scrivendo e leggendo, caro Diario e anche caro Dario, alla fine, a ben vedere, permette, da un lato, di non regalare queste due azioni all’oblio e, dall’altro, di non delegarle completamente al potere. Con scrivere, tu sai, non intendo passare o spacciare informazioni, regole, emozioni, intendo condividere esperienze, sentimenti, umanità, e dare loro spazio e farle durare.

Grazie per la vostra pazienza. Scusate il tempo rubato. Buone parole, buona cerimonia e buon appetito. Fate un brindisi anche per me.

Gian Luca Favetto

Per la Pace a Gaza e in Palestina una poesia d’Amore di 40 anni fa da Luglio, Agosto, Settembre (Nero) degli Area.

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Nel 1973 gli Area pubblicarono un disco fondamentale per la musica Rock “Arbeit Macht frei” . La scritta come molti sanno campeggia sui campi di concentramento voluti dai nazisti la traduzione è una beffa “Il lavoro rende liberi” . il primo pezzo del disco con il titolo “Luglio, Agosto, Settembre (Nero)” ricorda la tragedia del popolo Palestinese e iniziava con una poesia di una donna araba al suo uomo. Questo pezzo oggi è ancora uno dei brani che meglio possono commentare quello che in questo momento sta avvenendo a Gaza, in Palestina e nel Medio Oriente. Una poesia da leggere e rileggere, un poesia d’Amore e di Pace… (Dario De Vecchis)

Mio amato
Con la pace ho depositato i fiori dell’amore
davanti a te
Con la pace
con la pace ho cancellato i mari di sangue
per te
Lascia la rabbia
Lascia il dolore
Lascia le armi
Lascia le armi e vieni
Vieni e viviamo o mio amato
e la nostra coperta sarà la pace
Voglio che canti o mio caro ” occhio mio ” [luce dei miei occhi]
E il tuo canto sarà per la pace
fai sentire al mondo,
o cuore mio e di’ (a questo mondo)
Lascia la rabbia
Lascia il dolore
Lascia le armi
Lascia le armi e vieni
a vivere con la pace.