Archivio mensile:dicembre 2012

Rileggendo “Il tempo non ritorna” di Bruno Marengo. Un romanzo tra amore e passione politica!

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Un titolo che è una massima un po’ amara ma certo saggia “Il tempo non ritorna” il romanzo di Bruno Marengo, scrittore ligure, che questa settimana vi proponiamo. Un testo curato con molta lucidità di pensiero e con sapiente maestria nella scrittura come ricorda nella sua bella prefazione Giorgio Barberi Squariotti. Marengo ha saputo proporre una storia generazionale ben strutturata in una Torino attraversata per quasi un intero secolo dai protagonisti principali della vicenda che descrive. Lo scrittore in buona sostanza propone una storia che è la sua storia fatta di tensione morale, ribellione e impegno che fanno da sfondo ad una delicata e struggente storia d’ amore fra “il ragazzo dagli occhi vivaci” e la “ragazza con le fossette”. I due protagonisti destinati a perdersi e a ritrovarsi, “uomo senza età” e “donna senza età” si ritrovano nella Torino di oggi. Una Torino diversa, da quella legata al loro iniziale incontro a cavallo delle due guerre , con il loro amore nato a scuola, continuato nella Resistenza e poi affidato a reincontri casuali, senza l’ultimo tocco che sarebbe parso ovvio al lettore quello di vivere insieme . In questi incontri casuali c’è la crescita non solo dei loro caratteri, delle loro vite ma anche la crescita di una società nella quale non si piegano, non si adattano e conformano. I loro principi solo all’apparenza sono distanti ma sono sempre vogliosi di una crescita sociale condivisa e che presenta opportunità vere e non fittizie a chi le vuole vivere. Questo emerge con forza e gusto quando lo scrittore l’interseca le loro vicende giovanili con l’incontro con altri due ragazzi dell’oggi, dove la loro esperienza fa i conti con una società ribaltata con il contatto di giovani lontanissimi pieni di ingenuità affettuose e di durezze, che non vogliono guardare in un futuro di cui nessuno sa e può dir loro nulla di preciso, di sensato. Viene da pensare alla fine della lettura che è vero “Il tempo non ritorna”, segnandoci lentamente con molte rughe ma l’esperienze vissute ci maturano con gioie e dolori perché pensiamo l’autore sostiene che questa è la vita che con saggezza possiamo consumare ascoltando e capendo i tempi che attraversiamo, senza pigrizie e viltà e con la voglia sicuramente di rinascere e crescere ogni giorno. Dario De Vecchis
Bruno Marengo , “Il tempo non ritorna” , De Ferrari, pagg. 85 ,12 euro

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“La danza delle lanterne” il nuovo libro di Robertino Bechis. La storia di un bambino nella Torino dell’assedio del 1706. Un libro fantasioso e ricco di storia!

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Partire da una idea scaturita da una immagine presente all’interno di un libro d’arte, uno dei tanti che ricevi o che passano tra le scrivanie dove si lavora. L’immagine di un antico quadro dove si descrive un attimo della vita quotidiana di piazza San Carlo nel 1700. Ecco l’idea quella non solo di osservare questa immagine ma di “ficcarsi dentro” con quella passione di ripercorre la storia, di vivere in diretta la quotidianità di quei tempi lontani e farli riemergere come attuali. L’idea si è fatta forma ed è diventato un libro, una corposa opera di 270 pagine, la seconda e accattivante opera di un amico Robertino Bechis, uno che nelle situazioni letterarie più ghiotte c’è e va fino in fondo. Amico, nella giuria del premio letterario “Racconti Corsari”, attivo nel Circolo Letture Corsare di Borgaro e vincitore di alcuni premi letterari ma sempre molto riservato anche se la scrittura è la grande passione della sua vita. Un libro dal titolo accattivante “La danza delle lanterne” con un sottotitolo altrettanto intrigante “Storia di un bambino nella Torino dell’ assedio del 1706” . Una storia torinese che come mi ha ricordato Robertino durante un incontro che parte “dalla rocambolesca fuga dei Savoia da Torino, il desiderio di salvare la Sindone dal nemico alle porte e un magico medaglione che nasconde lo spirito di Leonardo da Vinci. A questa storia di sparizioni e di apparizioni al tempo di Vittorio Amedeo II, si intrecciano i destini di un bambino di undici anni e di una città che, dopo averlo accolto nel piano della guerra, ritroverà il piacere della vittoria e il sapore della libertà”. Una storia fantasiosa ma anche una storia scritta con molto rigore scientifico, con certosina raccolta di fonti e di dati storici. Bechis quindi ha centrato il suo secondo obbiettivo editoriale dopo “Le Strade del Tempo” dove l’ autore si era cimentato in un romanzo ambientato nella Roma di Cicerone e di Catilina, la Roma Antica un suo grande amore! Questa volta però è diversa la scelta non solo storica ma anche quella editoriale visto che questo libro è stato proposto e accettato dalla coraggiosa e piccola casa editrice “arabAFenice” che cura con grande passione pubblicazioni dal carattere storico. Un bel salto di qualità visto che l’editore ha chiesto a Bechis una collaborazione stabile con la sua casa editrice. Un bel colpo centrato e quindi anche per questo va alimentato e aiutato Robertino in questa sua nuova avventura editoriale. Per ultimo voglio soffermarmi sulla copertina del libro che riporta una immagine forse pomposa ma che centra eccome centra con la storia di “La danza delle lanterne”. L’immagine riprende il quadro di Giovanni Michele Granari dipinto nel 1752 dal titolo “Mercato in piazza San Carlo”, che si può vedere in tutta la sua bellezza nel museo di Palazzo Madama di Torino. Una immagine che nella sua interezza può come ricorda Bechis apparire dispersiva ma che al suo attento occhio è ricco di particolari, di elementi e soggetti che danno il senso di quell’epoca. Entrarci dentro a quell’opera e viverci è operazione quanto mai gustosa ed è la stessa che ha calcato Bechis nel suo libro. Ricordo che la pubblicazione si potrà acquistare a partire da metà di gennaio ma che le prime copie sono già in vendita nell’edicola di via Ciriè a Borgaro. Per gli amici e curiosi e amanti della scrittura un consiglio di lettura da stimolare e come ricorda Robertino “Dedicato a tutti quelli per i quali, almeno una volta nella vita, il tempo non è più esistito ed il passato è riemerso dalle tenebre come un presente già visto”. Dario De Vecchis

Consiglio d’Autore 2012/13 Secondo appuntamento. Un successo la serata del 14 dicembre con Andrea Borla e il suo libro “Di cose giuste e cose ingiuste” !

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Un libro composito, da leggere con calma ma anche con leggerezza anche se affronta temi importanti come la disabilità, la paternità, la maternità con l’ aspirazione di comprendere il giusto e l’ingiusto attraverso personale “normali”, con i loro problemi, drammi ma anche progetti e aspirazioni. Un libro che può essere anche scomposto e con l’aiuto dell’indice diviso in quattro o cinque ambiti attraverso i “pensieri”, le “opere”, le “omissioni”, le “parole” che si intrecciano e lo assemblano magari con l’intenzione che l’ autore ha proposto di rinviare a nuove opere che sta scrivendo e collegando tra loro in un filo rosso di pregevole lettura. Questo in pratica il risultato delle due ore intense con Andrea Borla e il suo libro “Di Cose giuste e cose ingiuste” presentato dal Circolo Letture Corsare nel secondo appuntamento di “Consiglio d’Autore 2012/2013” l’iniziativa letteraria patrocinata dall’ amministrazione comunale borgarese. Il pubblico di affezionati, amici e curiosi ha affollato gli spalti della sala consigliare e ha apprezzato il dialogo tra Borla e Dario De Vecchis. Un dialogo amichevole, iniziato con il ricordo di Ferruccio Zanichelli, un personaggio per Borgaro molto presente nel cuore della comunità locale e recentemente scomparso dopo un improvviso malore. Zanichelli è stato ricordato come autore di un libro di esperienza da lui scritto anni fa “Guai in Paraguay”, dove con ironia ricordava un pezzo della sua vita passato in quel paese sudamericano. Ironico anche il dialogo tra lo scrittore e il coordinatore della serata ma anche profondo quando si sono volute affrontare alcune delle situazioni, dei temi e anche dei personaggi presenti nel romanzo. Andrea Borla è uno scrittore che con gli anni ci sorprende sempre di più. La sua maturità letteraria con il tempo ha preso sempre più sostanza dal libro “In Prima persona” passando per “Odio” per arrivare a “Cerchi” . “Di Cose giuste e di cose ingiuste”, pubblicato dalla coraggiosa casa editrice Il Foglio letterario è un libro che fin dalle prime pagine ti entra dentro. Borla apparecchia per il lettore, come sottolineato da De Vecchis, quello che si potrebbe definire una storia minimalista, intima ma che potrebbe, già potrebbe accadere nella realtà anzi accade. In questo caso accade ad un uomo Federico Lombardi che vive solo da diversi anni con suo figlio Claudio. Abbandonati dalla moglie e madre Gloria che se n’è andata subito dopo la nascita del bambino portatore di handicap. Federico ha dalla sua un mondo solidale che lo aiuta nel ruolo di padre ed ecco che appare Daniela, una bibliotecaria che trascorre con iniziale scetticismo due pomeriggi alla settimana con il piccolo Claudio leggendogli storie. Certo non tutti gli aspetti del libro sono stati affrontati questo nello spirito del Circolo Letture Corsare che vuole che il lettore che assista alle presentazioni non sia influenzato ma solo indirizzato nella trama, ne colga alcuni spunti ma poi nella sua personale lettura travolga anche l’impostazione data all’interno della serata. Così è stato anche per il gioco finale con le carte da cartomanzia messo in piedi da De Vecchis a dimostrazione ancora una volta che i libri sono un concentrato di sensazioni che ben difficilmente possono essere etichettati e venduti con uno standard preconfezionato. L’ultima carta quella del “Mercante” è stata attribuita allo scrittore Borla “ un abile mercante di parole che dimostra sempre di più una maturità letteraria che cresce ad ogni pubblicazione”. Per chi non ha assistito alla serata “Di cose giuste e di cose ingiuste” e per rafforzare la scelta e la curiosità nella lettura possono essere dedicate alcune righe scritte dall’autore che fanno riflettere sul messaggio che ha voluto trasmettere con questo libro “..Noi tutti pesiamo le situazioni con la nostra bilancia e prendiamo in considerazione i nostri pro e i nostri contro. Il risultato di questo processo è il nostro giusto. Eppure chi stabilisce quando e in che misura siano giusti gli effetti di quelle decisioni per chi ci circonda? Chi fissa il confine dell’egoismo e quello ancora più incerto della dedizione agli altri? Chi riconosce e circoscrive i nostri peccati commessi in pensieri, parole, opere o omissioni? Come si capisce se il bene è davvero il bene o è il male che si fa bello?“ . Cogito ergo sum !

Rileggendo propone “L’amore ci farà a pezzi” di Andrea Malabalia. Può essere l’amore un campo da tennis?

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L’amore può essere definito un campo da tennis? Leggendo il romanzo di Andrea Malabaila “L’Amore ci farà a pezzi” potremmo anche tentare di concordare con questa raffigurazione anche se non ci piace questa sorta di sfida a due nel quale l’avversario in questo caso la donna che si ama può diventare odiosa durante il gioco ma all’inizio è pur sempre la donna che si vuole conquistare! Ma che amore è quello che con il tempo rischia solo di diventare un’ossessione? Il libro è il tentativo di delineare una storia amorosa che si svolge ai nostri giorni. Una storia d’amore che nasce con l’uso del mondo virtuale delle chat e che cresce con il gioco del tennis attraverso riferimenti e parallelismi con la vita che scorre inesorabile. Una storia piena di romanticismo che al suo interno ripropone i rituali tormenti, le cocenti passioni, le smodate gioie e amare depressioni che accompagneranno i due protagonisti Andy e Monika nella loro storia. Una tormentata storia sentimentale tra un tennista italiano ormai al termine della sua carriera, fatta di scarsi acuti e molte sconfitte dovute anche al suo carattere, e una ragazza tedesca anche lei tennista e che sta al contrario scalando le classifiche di uno dei giochi più belli al mondo. Può apparire stucchevole e con poca dinamica il testo ma gustatelo perché riesce a scavare nei luoghi più oscuri dei sentimenti umani soprattutto entrate nelle dinamiche e romantiche visioni letterarie di un giovane scrittore che non guasta mai e diventa una piacevole scoperta. La sensazione con gli occhi e la mente di chi vi scrive è quella di una trovarsi davanti ad una articolata e complessa maturità di un giovane scrittore trentenne disincantato conscio delle difficoltà che la vita riserva che non può per forza di cose essere solo facili conquiste ma anche tormentate e prolungate battute d’arresto e che dalle quali l’unico obiettivo e quello di riemergere per riprendere la strada. Questo ci permette anche di comprendere il finale visionario che Malabaila si concede per la sua storia ma che storia d’amore è una storia che non crede nelle visioni, nei sogni…. Dario De Vecchis

Andrea Malabaila , “L’amore ci farà a pezzi” , Azimut, pagg.160 11 euro

Rileggendo propone “Il Potere dei sogni” dello scrittore cileno Luis Sepulveda. Riflessioni per credere ancora in una società più giusta!

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Quello che vi proponiamo questa settimana è un libro fatto con il cuore e con la pancia. Il cuore e la pancia sono di Luis Sepulveda che ha raccolto molti suoi articoli scritti su riviste e giornali anche italiani in un accattivante volumetto pubblicato nel 2005. Nel libro ci sono riflessioni sui temi che stanno più a cuore a questo bravissimo e valente scrittore cileno, riflessioni che spaziano dalla realtà del suo paese, alla guerra in Iraq, al potere degli Usa in molti aspetti attualissimi. Sepulveda parte da una grande pensiero “sogniamo che un altro mondo sia possibile e realizzeremo quest’altro mondo possibile”. E’ un impegno forte, civile al quale Sepulveda arriva raccontandosi e raccontando fatti, personaggi, figure di amici e la sua terra. Vuole far capire al lettore perchè ha scelto la strada della letturatura come impegno e come possibilità di esprimere anche le sue posizioni di coscienza e i suoi ideali a sinistra. Belle le pagine sul ricordo di Allende, toccanti quelle di alcuni suoi amici uccisi dalla repressione di Pinochet e senza dubbio alte quelle che parlano di una generazione che non si arrese e non si arrende e che ha ancora qualcosa da dire, costruire. E’ per Sepulveda il “Potere dei Sogni” quello che conta e noi stiamo con lui in questa voglia di costruire dai sogni una nuova società più giusta e più democratica. Dario De Vecchis

Luis Sepulveda “Il Potere dei Sogni”, Le fenici rosse, Guanda Editore pagg.125 10 euro

Andrea Borla per il 2° Appuntamento di Consiglio d’autore 2012 presenta “Di cose ingiuste e cose ingiuste”. A Borgaro in Sala consigliare venerdì 14 dicembre 2012

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Andrea Borla è uno scrittore che con gli anni ci sorprende sempre di più. La sua maturità letteraria con il tempo ha preso sempre più sostanza dal libro “In Prima persona” passando per “Odio” per arrivare a “Cerchi”.In queste settimane arriva l’ultima opera di Borla “Di Cose giuste e di cose ingiuste” pubblicato dalla coraggiosa casa editrice Il Foglio. Il libro viene presentato venerdì 14 dicembre alle ore 21 presso la sala consigliare del comune di Borgaro in piazza Europa per il secondo appuntamento di “Consiglio d’Autore 2012”. Un libro che fin dalle prime pagine ti entra dentro. Borla apparecchia per il lettore quello che si potrebbe definire una storia minimalista, intima ma che potrebbe, già potrebbe accadere nella realtà anzi accade. In questo caso accade ad un uomo Federico Lombardi che vive solo da diversi anni con suo figlio Claudio. Abbandonati dalla moglie e madre Gloria che se n’è andata subito dopo la nascita del bambino portatore di handicap. Federico ha dalla sua un mondo solidale che lo aiuta nel ruolo di padre ed ecco che appare Daniela, una bibliotecaria che trascorre con iniziale scetticismo due pomeriggi alla settimana con il piccolo Claudio leggendogli storie. Lasciamo qui la curiosità a chi lettore o lettrice vorrà leggere “Di cose giuste e di cose ingiuste” ma per rafforzare la scelta nella lettura vogliamo terminare con alcune righe scritte dall’autore che fanno riflettere sul messaggio che ha voluto trasmettere descrivendo la scelta della bibliotecaria “Daniela, proprio come ognuno di noi, compie le proprie scelte convinta di fare la cosa giusta. Perché noi tutti pesiamo le situazioni con la nostra bilancia e prendiamo in considerazione i nostri pro e i nostri contro. Il risultato di questo processo è il nostro giusto. Eppure chi stabilisce quando e in che misura siano giusti gli effetti di quelle decisioni per chi ci circonda? Chi fissa il confine dell’egoismo e quello ancora più incerto della dedizione agli altri? Chi riconosce e circoscrive i nostri peccati commessi in pensieri, parole, opere o omissioni? Come si capisce se il bene è davvero il bene o è il male che si fa bello?“ . Cogito ergo sum ! Dario De Vecchis

Andrea Borla “Di cose giuste e di cose ingiuste”, Edizioni Il Foglio , pagg.204, euro 14.00

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RILEGGENDO propone : Il Magico mondo letterario di Osvaldo Soriano. L’audace scrittore della pazzia creatrice !

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Si può ridere, riflettere e costruire tante immagini nella propria mente, inventare a modo nostro i personaggi, gli ambienti, gli oggetti. Si possono fare mille altre cose quando si legge un libro ma quando si legge Osvaldo Soriano si fa molto di più… Prendete un qualsiasi libro di questo magnifico scrittore argentino e iniziate un viaggio che non sapete dove vi condurrà ma che vi appassionerà così tanto da desiderare di tuffarsi dentro le pagine del libro e diventare uno qualsiasi dei protagonisti perché in questo caso è giusto dire “l’importante è partecipare”. Questa la sensazione forte che abbiamo avuto leggendo due libri di Soriano “ Un’ombra ben presto sarai ” e “Triste, solitario y final “ . Pensate ad un esperto di informatica che ha lasciato l’Europa per tornare in Argentina dopo la fine del regime militare. Parte su un treno, un treno per Buenos Aires ma questo treno si blocca. La fine del viaggio? No, l’inizio di una sarabanda di avventure, incontri, imprevisti che fanno girare la “capa” ma che sono gustosi da leggere. Leggete e ispiratevi alla benefica leggerezza dei racconti che Soriano ci consegna. Poliedrico è il suo scrivere che si inventa anche una improbabile storia “autobiografica” in “Triste, solitario y final” in cui Soriano si mette a fare l’aiuto detective a Philip Marlowe in una complicata indagine commissionata da un vecchio Stan Laurel, lo Stanlio della celebre coppia di comici del cinema USA, che non ha da tempo un contratto di lavoro da nessun produttore cinematografico. Soriano si mette alla berlina per mettere alla berlina tutto un mondo: quello hollywoodiano vetrina e specchietto per l’allodole dell’impero USA. Leggete, con leggerezza e con grande calma, molta calma , ne uscirete appagati perché “La vera salvezza è nell’audacia intellettuale, nella pazzia creatrice. Nell’utopia, che mantiene viva la speranza di essere migliori, un giorno.” Parole di Soriano Osvaldo. Dario De Vecchis

Osvaldo Soriano, “Un ombra ben presto tu sarai” , Einaudi, pagg.232, 11,50 euro

“Triste, solitario y Final”, Einaudi, pagg. 166, 9,50 euro