Archivio mensile:gennaio 2013

Rileggendo propone: “Rosa Demonio” di Piero Soria. Una indagine del commissario Lupo nella Torino dei misteri!

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Una interessante indagine per il commissario Lupo: un misterioso assassinio in riva al Po, nei pressi della basilica della Grande Madre. Si tratta di Luigi Andrà, esorcista scomunicato, ritrovato morto con un paletto in mezzo al cuore, vestito da prete. Dopo aver abbandonato i voti, infatti, aveva aperto un sito diventato punto di raccolta e confronto tra satanisti, http://www.rosademonio.com, Rosa, come il nome della sua amante, ex novizia indemoniata, sua complice nel gestire il sito e prossima vittima designata. Ad aiutare Lupo nella ricerca dell’assassino, c’è Monsignor Saluzzo, esorcista ma soprattutto investigatore segreto per conto della Chiesa, e Madre Oleandra, bellissima e sensuale psichiatra brasiliana a capo della Piccola casa dell’esaurimento celeste, rifugio per i religiosi oppressi dal peso dei peccati. E poi, c’è lui, l’assassino, il rivale di Lupo nascosto sotto lo pseudonimo di Lete: “Lete annuì. Un soprannome perfetto. Soprattutto in quel momento. Perché d’improvviso suonava così vicino a letale… “. È solo il primo di tanti pensieri, incastonati alla perfezione nella narrazione delle indagini, che sveleranno lentamente la personalità e le motivazioni che lo spingono a uccidere. Un antagonista pericoloso, che porterà Lupo a investigare segretamente, vestendo un abito talare , all’interno della Casa dei matti, dove pare essere nascosta la verità e si snoda tutto. Questo in parte il racconto del libro dello scrittore torinese Piero Soria, che riscopre la sua città esoterica ed oscura. Il lettore attraversa le vicende del racconto a tratti con l’angoscia per i luoghi descritti di una città che nasconde tra le sue viscere le vicende e i personaggi più strani e pericolosi. E attraverso le descrizioni instancabili delle sue strade, dei suoi monumenti, delle sue architetture più importanti, l’autore conferma comunque l’amore per la sua città natale. La Torino risorgimentale che ora incrocia la modernità, attraverso gli oscuri intrighi che viaggiano nella “grande Rete”. Un mix tra nuovo e antico riuscito e da non perdere e consigliato a tutti gli amanti del noir in generale che potranno così accostarsi a questo personaggio leggendo anche le altre storie nelle quali è protagonista. Buona lettura ! Dario De Vecchis

Piero Soria, “Rosa Demonio”, Mondadori , pagg.284, 16 euro

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A Consiglio d’Autore Emanuele Serra ” Quando si alza il vento” co n profondi intrecci tra fantasia e cruda realtà ha fatto centro!

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Intrecci, coincidenze, le parole fantasiose scritte che si incontrano con la cruda realtà e danno vita come per magia ad un confronto sereno, pacato ma che colpisce al cuore, come quello andato in scena a Borgaro venerdì 25 gennaio a Consiglio d’Autore. Sono incontri ai quali non capita spesso di assistere ma che per chi organizza da anni presentazioni di libri come fanno quelli del Circolo Letture Corsare diventa sempre una sana consuetudine . Il libro di Emanuele Serra “ Quando si alza il vento” pubblicato nel 2011 si addatta bene ha questi di intrecci e variabili al di là del racconto del romanzo, al di là delle scelte della protagonista: Isabella. “Un racconto tra la vita e la morte” ci ha ricordato Serra, un racconto di scelte, scelte personali, microscopiche ma che hanno vissuto sulla loro pelle in tanti o in tanti vissuti di traverso ma sempre con grande partecipazione. E questo racconto frutto certo della fantasia della scrittore ci ha portati a conoscere realtà vere, vissute in prima persona come hanno testimoniato Salvo Anzaldi e Anna Serlenga. Tutto nasce dalla scelta descritta da Serra di Isabella di scoprire nello stesso tempo di essere incinta e di avere un tumore al cervello, tutto nasce dal dover scegliere se portare avanti una gravidanza e quindi morire o se non far nascere la creatura che è in lei e combattere per vivere. Tutto “nasce” da questo dilemma, ma attenzione senza voler fare la morale, ha coinvolto nella vita reale chi ha invece ha fatto i conti con questo dilemma. Da una parte Anzaldi che ha dato alle stampe anche lui nel 2011 “Idil. La perfetta”, la storia della bambina somala che ha toccato l’opinione pubblica l’anno precedente per la scelta del padre e della madre di farla venire al mondo nonostante la malattia che aveva colpito la donna. Dall’altra la testimonianza commossa di Anna Serlenga , la donna borgarese, che ha scritto un toccante libro di testimonianza “Diario di un dolore – La mia battaglia contro il cancro la mia rinascita alla vita”. Testimonianze asciutte, toccanti che hanno trovato molte altre assonanze, convergenze con il racconto di Serra. Intrecci come scrivevamo all’inizio come nelle figure dei padri, delle madri, delle persone più care. Intrecci ma anche divergenze quando si è parlato dell’incontro con le descrizioni vere o fantasiose sui medici. Intrecci che poi si sono riannodati per le sensazioni anche quelle musicali che Serra ha descritto nel libro ma che si sono ritrovate anche negli interventi di Anzaldi e Serlenga. Già la musica e qui non bisogna dimenticare la breve ma sempre intensa apertura della serata con la musica di Daniele Chiarella il Re del FreakRoll e le letture di alcuni brani di “Quando si alza il vento” di Rossella De Chirico e Paola Chiarella . Fuori dalla sala la nebbia che ci aveva accolti all’inizio di queste due ore si era dissolta e una splendida Luna ci ha salutati. Ore “volate” via con passione anche per qualche bicchiere di vino consumato alla fine della presentazione accompagnato da qualche fetta di salame, ore tutte godute anche perché come al solito hanno vinto le buone lettere…ed Emanuele ancora una volta ha fatto centro! Dario De Vecchis

A Consiglio d’Autore Emanuele Serra “Con quando si alza il vento” c on profondi intrecci tra fantasia e cruda realtà ha fatto centro!

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Intrecci, coincidenze, le parole fantasiose scritte che si incontrano con la cruda realtà e danno vita come per magia ad un confronto sereno, pacato ma che colpisce al cuore, come quello andato in scena a Borgaro venerdì 25 gennaio a Consiglio d’Autore. Sono incontri ai quali non capita spesso di assistere ma che per chi organizza da anni presentazioni di libri come fanno quelli del Circolo Letture Corsare diventa sempre una sana consuetudine . Il libro di Emanuele Serra “ Quando si alza il vento” pubblicato nel 2011 si addatta bene ha questi di intrecci e variabili al di là del racconto del romanzo, al di là delle scelte della protagonista: Isabella. “Un racconto tra la vita e la morte” ci ha ricordato Serra, un racconto di scelte, scelte personali, microscopiche ma che hanno vissuto sulla loro pelle in tanti o in tanti vissuti di traverso ma sempre con grande partecipazione. E questo racconto frutto certo della fantasia della scrittore ci ha portati a conoscere realtà vere, vissute in prima persona come hanno testimoniato Salvo Anzaldi e Anna Serlenga. Tutto nasce dalla scelta descritta da Serra di Isabella di scoprire nello stesso tempo di essere incinta e di avere un tumore al cervello, tutto nasce dal dover scegliere se portare avanti una gravidanza e quindi morire o se non far nascere la creatura che è in lei e combattere per vivere. Tutto “nasce” da questo dilemma, ma attenzione senza voler fare la morale, ha coinvolto nella vita reale chi ha invece ha fatto i conti con questo dilemma. Da una parte Anzaldi che ha dato alle stampe anche lui nel 2011 “Idil. La perfetta”, la storia della bambina somala che ha toccato l’opinione pubblica l’anno precedente per la scelta del padre e della madre di farla venire al mondo nonostante la malattia che aveva colpito la donna. Dall’altra la testimonianza commossa di Anna Serlenga , la donna borgarese, che ha scritto un toccante libro di testimonianza “Diario di un dolore – La mia battaglia contro il cancro la mia rinascita alla vita”. Testimonianze asciutte, toccanti che hanno trovato molte altre assonanze, convergenze con il racconto di Serra. Intrecci come scrivevamo all’inizio come nelle figure dei padri, delle madri, delle persone più care. Intrecci ma anche divergenze quando si è parlato dell’incontro con le descrizioni vere o fantasiose sui medici. Intrecci che poi si sono riannodati per le sensazioni anche quelle musicali che Serra ha descritto nel libro ma che si sono ritrovate anche negli interventi di Anzaldi e Serlenga. Già la musica e qui non bisogna dimenticare la breve ma sempre intensa apertura della serata con la musica di Daniele Chiarella il Re del FreakRoll e le letture di alcuni brani di “Quando si alza il vento” di Rossella De Chirico e Paola Chiarella . Fuori dalla sala la nebbia che ci aveva accolti all’inizio di queste due ore si era dissolta e una splendida Luna ci ha salutati. Ore “volate” via con passione anche per qualche bicchiere di vino consumato alla fine della presentazione accompagnato da qualche fetta di salame, ore tutte godute anche perché come al solito hanno vinto le buone lettere…ed Emanuele ancora una volta ha fatto centro! Dario De Vecchis

Nuovo articolo Rileggendo propone “Corbari,Iris,Casadei e gli altri ” di Massimo Novelli. Un racconto della Resistenza.

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Ho letto un bel libro!

Come definirlo: una ricostruzione, un racconto della Resistenza così come viene presentato nel sottotitolo, una ricerca della verità, unindagine su quelli che tradirono, una raccolta di testimonianze di coloro che hanno vissuto da protagonisti e non.

Forse dovremmo pensarlo come la somma di tutte queste cose insieme. Spesso la narrazione sembra voler prendere le distanze dal mito e dalla leggenda cresciuti attorno ai suoi protagonisti, fin da quando essi erano ancor in vita e imperversavano spavaldi per le montagne e le colline dellAppennino tosco-emiliano. Sembra voler cercare la verità tra le esagerazioni dei ricordi filtrati da una memoria sempre più debole e dalle imprecisioni cresciute attorno alla deformazione dei racconti e della realtà ma finisce con alimentare quel mito e quelle leggende che sempre circondano le figure di uomini e donne che, con le loro gesta e le loro idee, hanno lasciato unimpronta indelebile nella mente di quelli che sono venuti dopo.

Interessante la costruzione letteraria che con il tempo verbale al presente, alterna in modo continuo la descrizione delle sensazioni e delle emozioni vissute dallautore nella ricerca meticolosa di informazioni, dati, testimonianze, alla ricostruzione dei racconti frammentari delle gesta compiute nei mesi che vanno dal settembre 43 alla fine tragica dei protagonisti di quelle gesta. La costruzione crea uno stato continuo di sospensione tra la narrazione di un passato lontano e il mondo attuale dei testimoni della memoria di quel passato. Una sospensione che finisce per aver leffetto di creare attesa, ravvivare linteresse per le pagine che seguono, dove la narrazione di quel passato ormai lontano riprenderà nel suo continuo intercalare con il vissuto presente.

Scorre come acqua limpida il racconto leggero, senza enfasi, quasi reticente, timoroso e attento a non sollevare impudicamente la polvere della retorica.

Forse è lautore che si adegua al ricordo sfumato dei suoi testimoni o forse è la posizione che cerca di assumere colui che guarda le cose da lontano perché vuole capire, scoprire i retroscena.

Non ci sono mai segni di eccitazione, di ardore ma cè quasi un distacco riflessivo nei racconti di chi visse i mesi terribili seguiti allArmistizio dell8 Settembre 1943 come se anche i superstiti di quei momenti pieni di speranza e di eccitazione avessero provato, col tempo, a lenire le ferite, a capire cosa successe veramente, cosa essi non furono in grado di capire, allora, quando la paura e lincertezza attanagliavano i pensieri e le decisioni. O forse il loro racconto è semplicemente permeato di quel tarlo maledetto che con il tempo trasforma tutto in polvere e che si chiama: disillusione. Forse, oggi guardano indietro con gli occhi di chi si domanda se ne valse veramente la pena, guardano al sacrificio di Corbari, il capo tenace ed imprendibile, alla breve parabola di Iris, una Giovanna dArco dei tempi moderni, a Casadei, lamico che non tradisce neppure nel momento in cui lunica possibilità di salvezza ti spingerebbe a fuggire lontano, agli Altri, anonimi, che come i primi si sono immolati per un ideale di libertà. Lo stesso autore, in un momento di lucida consapevolezza e di nichilismo politico, verso la fine del libro si lascia sfuggire una frase che per molti potrebbe assumere la forza di una irrimediabile sentenza: tutte le rivoluzioni, tutte le resistenze, sono perdute. Perché cè sempre qualcuno che tradisce e ne esce pulito.

Verità incontestabile! Cosa potrebbero raccontarci, se potessero ancora parlare ai giorni nostri, quelle vite stroncate e perse in giovane età per unidea che moltissimi hanno tradito o che molti altri hanno cavalcato soltanto per un tornaconto personale? Tutte le rivoluzioni sono portatrici di ideali giusti e condivisibili che nel tempo vengono travisati da unumanità variegata e controversa ma se non avessimo avuto lesempio dei martiri e di uomini che hanno riposto la loro speranza in quel calderone di ideali di libertà, uguaglianza e giustizia che la Ragione ha mosso per secoli è certo che lintera umanità sarebbe caduta nel più totale nichilismo morale.

Corbari, Iris,Casadei e gli Altri non sono ombre ma continuano a vivere nei cuori di chi vuole e sa cercarli.

” CORBARI,IRIS,CASADEI E GLI ALTRI – Un racconto della Resistenza “, Massimo Novelli, Spoon River, pag.237

A Borgaro in Sala Congliare il 25 gennaio alle ore 21 Consiglio d’Autore 3° Appuntamento presenta il libro “Quando si alza il vento” di Emanuele Serra. Insieme a lui il re del F reak Roll Daniele Chiarella, Anna Serlenga e Salvo Anzaldi!

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Il 2013 inizia venerdì 25 per Consiglio d’Autore con il terzo appuntamento della kermesse culturale e sarà la volta dello scrittore Emanuele Serra, un amico Circolo Letture Corsare. Di lui ricordiamo incontri belli e gustosi come nel caso della presentazione del romanzo generazionale “La Distanza che ci divide” e la Seconda edizione dell’Epifania Letteraria 2011 che si svolse nella mitica Trattoria della Posta con la presentazione del libro “Mi mancano i Plugin”. Questa volta nella Sala Consigliare di Borgaro sede di Consiglio d’Autore, grazie al patrocinio del comune di Borgaro e dell’assessore alla cultura Fabrizio Chiancone, a partire dalle ore 21 sarà la volta del romanzo “Quando si alza il vento” dove lo scrittore descrive la storia di Isabella una giovane ragazza presa nel momento nel quale la la vita le propone nello stesso momento la gioia più grande e il dolore più devastante. Isabella si chiude in sé, cercando rifugio nei ricordi. Per la serata Serra si è contornato di ottimi amici e amiche che lo accompagnano : Daniele Chiarella il Re del FreakRoll, Rossella De Chirico e Paola Chiarella che leggeranno alcuni brani del libro. Alla serata sono stati anche invitati due testimoni che approfondiranno alcuni dei temi presenti nel libro di Serra. La prima è Anna Serlenga, la donna borgarese, che nel 2011 ha scritto un toccante libro di testimonianza “Diario di un dolore – La mia battaglia contro il cancro la mia rinascita alla vita”. Il secondo è il giornalista Salvo Anzaldi che sempre nel 2011 ha dato alle stampe “Idil. La perfetta” la storia della bambina somala che ha toccato l’opinione pubblica l’anno precedente per la scelta del padre e della madre di farla venire al mondo nonostante la malattia che aveva colpito la donna. Come si può capire una serata “dura” ma nello stesso tempo ricca di contenuti e di riflessioni. Parrtecipate l’ingresso è libero . Dario De Vecchis

Rileggendo propone “1982. Memorie di un giovane vecchio” di Roberto Alajmo. Un anno da ricordare !

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Cosa ricorda agli ultra quarantenni il 1982 ? Cosa può essere raccontato agli adolescenti e ai ventenni di quell’anno lontano 26 volte ? Agli amanti del calcio e non solo la grande impresa dei ragazzi di Bearzot : la vittoria dei mondiali di Spagna. Ad altri l’immagine del più amato presidente della Repubblica il partigiano Sandro Pertini, la guerra delle Falkland-Malvinas, la musica “Vado al Massimo” di Vasco Rossi o “Nisida” di Bennato, i telefilm come “La Conquista del West, Mash, Starky & Hutch. Quando abbiamo preso in mano il libro di Roberto Alajmo “1982. Memorie di un giovane vecchio” edito dalla Laterza nella godibile collana “Contromano” i ricordi sono tornati alla mente. Per l’autore siciliano quel magico anno è stato invece l’anno del suo servizio militare che arrivò come un cazzotto in pancia del giovane studente universitario. Ma non fu solo questo il trauma per Alajmo c’era “Sì, effettivamente. C’è. Il capello bianco. C’è. Il capello bianco c’è. Dev’essere spuntato durante la notte. Minimizzi, ti sforzi di prenderla con ironia. Certe volte funziona. Dipende. Rimane comunque da stabilire come regolarsi ora che è successo. Nel mio caso, però, la dinamica è diversa. Niente risveglio, niente specchio, niente soprassalto alla scoperta del singolo capello bianco né tentazione di strapparlo via. Tutto è successo in un periodo in cui non mi guardavo mai allo specchio..”. Il protagonista scava all’interno del 1982, dei suoi ricordi personali, dell’incontro con il grande scrittore conterraneo Leonardo Sciascia, Palermo, la caserma,i suoi turni di guardia e il congedo anticipato, Roma per constatare e domandarsi come è andata a finire? “Dipende. Per me, per l’Italia o per l’umanità nel suo complesso? Tutta l’indagine di questo libro non è solo una questione di vanità personale. Gli improvvisi capelli bianchi c’entrano e non c’entrano… Da allora in poi per tutti io sono un giovane vecchio. Ma non si tratta solo di questo. Anche l’Italia è stata diversa, da quell’anno in poi, per il resto del mondo.” Per chi vuole ricordare, per chi ama rivivere un periodo della sua vita e per chi è curioso di sapere come era l’Italia dei suoi giovani vecchi un libro da leggere! Dario De Vecchis

Roberto Alajmo “1982. Memorie di un giovane vecchio”, Editori Laterza , pagg. 168 9 euro

Rileggendo propone: ” Di cose giuste e di cose ingiuste ” romanzo basato su un dilemma: quello che decidiamo e ssere giusto, lo sarà anche per gli altri?

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Di cose giuste e di cose ingiuste è un assortimento di caratteri; personaggi che ruotano attorno al filo di un racconto ma che potrebbero, ciascuno preso isolatamente, rappresentare una storia a sé.

Ciascuno di noi gioca un ruolo nella vita ma come si fa a giudicare veramente e a comprendere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, quali siano i falsi buoni e i veri buoni? Se la bontà è soltanto apparenza o lespressione di una falsa moralità o lalibi per scacciare il demone del senso di colpa come faremo a scoprirlo? Ed è poi così importante riuscire a scoprirlo se, in realtà, non è possibile farlo perché il concetto di bene e male, di giusto e ingiusto è un concetto relativo che assume una tinta più o meno intensa a seconda di chi la guarda? Dove il valore soggettivo del giudizio cambia e modifica la qualità di un comportamento, non in funzione di colui che lha messo in pratica ma in funzione di colui che lo osserva e lo pesa?

Nel leggere il racconto di Borla sembra di scorrere le scene di un film nel quale ciò che verrà dopo dipenderà certo, da quel che accade prima. Tuttavia, ogni scelta di un personaggio produrrà un risultato che, oltre che dipendere dalle sue azioni, sarà conseguenza della lettura che ne faranno gli altri.

Di conseguenza, nel romanzo non cè il fatalismo di un cult movie alla Sliding Doors dove le scelte iniziali dei personaggi inevitabilmente conducono a conseguenze meccanicamente preordinate dalla sequenza dei fatti. Anzi, il percorso dei fatti risulta inevitabilmente condizionato dalla visione che gli attori sulla scena hanno del comportamento di chi entra in relazione con essi.

Così accade che gli atteggiamenti apparentemente deviati del protagonista, almeno per quel che risulta essere la morale comune, il prezzo altissimo, da pagare, per una responsabilità non facile da gestire nellassumere il ruolo di madre di un bambino con problemi di disabilità mentale, tutti elementi che in una conseguenza logica di fatti avrebbe portato ad una scelta di desistenza e di abbandono dellimpegno da parte della co-protagonista, diventano lhumus su cui si fonda la scelta finale di questultima e di cui non vogliamo rivelare i particolari.

La già, dipersè, tragica situazione familiare del personaggio principale si sviluppa in un intreccio e una serie di eventi negativi che producono infine i loro effetti, non tanto e non solo, in funzione delle iniziative da lui intraprese, quanto piuttosto, dalla reazione e dal giudizio relativo delle persone che gli ruotano attorno. Tuttavia, il giudizio e il comportamento delle persone che ruotano attorno al protagonista non sono, esse stesse, specchio delle reazioni prodotte nei comportamenti del primo? Come a voler dire che, quanto vale per il protagonista del racconto vale anche per gli altri personaggi. La combinazione di relazioni che si crea nel romanzo tra i vari caratteri diventa anche spunto per lo sviluppo di tutta una serie di tematiche sociali che possiamo considerare attuali: la prostituzione clandestina, lattenzione gratuita e volontaria verso lassistenza alla disabilità, lamore virtuale vissuto attraverso le relazioni via web, la crisi di coppia dovuta alleccesso di lavoro e alla compressione del tempo che viene dedicato alla famiglia. Tutti questi spunti risultano, però, soltanto arricchire e infarcire un racconto che ruota pur sempre attorno a quello che si può considerare il tema principale: qual è il metro di giudizio corretto, qual è la scelta giusta nel compimento delle proprie azioni?

Sicuramente la conclusione dellautore rimane sospesa. Naturale conseguenza del fatto che la soggettività del giudizio e della lettura del contesto in cui si sviluppano gli eventi da parte di ognuno di noi modifica, a seconda di chi lo guarda, quello che potremmo definire il contesto oggettivo. Robertino Bechis

” Di cose giuste e di cose ingiuste “, Andrea Borla, Edizioni IL FOGLIO, pag.204, euro 14,00