Archivio mensile:aprile 2013

Bechis ha incantato al Circolo dei Lettori con la Danza delle Lanterne!

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Si è realizzato un sogno per Robertino entrare a Palazzo Graneris in via Bogino per la presentazione del suo libro “La danza della lanterne” al Circolo dei Lettori. Saliva le scale ed era emozionato il sogno di Bechis si è fatta storia concreta come quella del suo personaggio principale del libro: Mattia. Non ha celato queste sensazioni alle persone che hanno riempito la sala al primo piano dove un garbato Audisio Di Somma presentato e accompagnato nella trama del romanzo. Un romanzo che abbiamo compreso al meglio al di là della lettura fatta. Un romanzo scritto con molta cura nei particolari storici che non guastano anzi arricchiscono lo stile letterario di Bechis. In poco tempo, una scarsa ora, gli uditori sono stati incantati dalle storie di Robertino.La Torino del 1700 e non solo come per incanto è riaffiorata e si poteva gustare, odorare. Fateci dire che la parte che ci ha attratto di più è stato il racconto sul Castello di Santa Cristina con la figura della Madama Reale e i suoi amanti. Da buon borgarese acquisito Robertino non poteva perdere questa occasione di far risplendere nella giusta luce questo importante monumento locale, e chi sa sarebbe bello poter trovare il modo di fare la bella esperienza di presentare il libro proprio nel castello. Per Robertino anche l’ omaggio a quella che lui chiama la sua musa la scrittrice e ricercatrice Dina Rebaudengo è stato commosso e ha commosso. Insomma buon la prima e per Robertino anche la soddisfazione di poter autografare alcune copie del suo libro ha un buon numero di presenti attratti e incuriositi da “La danza delle lanterne”. Dario De Vecchis

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Rileggendo propone “Il Tempo invecchia in fretta” di Tabucchi. L’onesto confronto di uomini con la propria memoria e coscienza !

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L’arrivo per l’uomo o la donna della condizione della vecchiaia e lo scorrere inesorabile del Tempo pone domande, riflessioni e matura anche nuove convinzioni rispetto a quelle che parevano certezze . Questo in larga parte il messaggio che emerge dal libro di racconti di Antonio Tabucchi “ Il tempo invecchia in fretta” edito da Feltrinelli che vi proponiamo. Tutti i personaggi di questo libro si confrontano col tempo: lo fanno mettendo a nudo la realtà delle vicende che hanno vissuto con una onesta operazione di memoria o mettendo in gioco la propria coscienza. Una operazione cruda, pericolosa ma doverosa perchè il tempo corre via ma alla fine si ferma a chiedere il conto. I fantasmi di tutta una vita riemergono beffardi, le situazioni vissute con principi apparsi alti e sicuri si sbriciolano rilevandone gli errori o l’inconsistenze. La memoria e la coscienza stravolgono le certezze , le versioni ufficiali degli avvenimenti e i destini individuali non coincidono. Così è per l’ ex agente della scomparsa DDR, che per anni ha spiato Bertolt Brecht, vaga senza meta a Berlino fino a raggiungere la tomba dello scrittore per confidargli un segreto. Così è per un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell’uranio impoverito che in vacanza in riva al mare insegna a una ragazzina l’arte di leggere il futuro nelle nuvole. Così è per un uomo che scopre la pazzia del padre ebreo romeno che vive la sua Bucarest nell’ospedale psichiatrico israeliano. I personaggi di questo libro disegnano l’ineffabile volto di una stagione ma anche il dato quotidiano di un epoca che viviamo tutti noi.. impietosa e futile. Epoca fatta di un tempo sotto traccia che non scandisce più la vita e del quale ci sentiamo ospiti estranei. Sono racconti, storie straordinarie e reali come ricorda Tabucchi che le ha ascoltate e rimodellate e che offrono una realtà di cui forse abbiamo perso il codice. Leggetele e riflettete ! Dario De Vecchis

Antonio Tabucchi , “Il Tempo invecchia in fretta”, Feltrinelli, pagg. 173 , 15 euro

Pubblicato i “Sentieri del Villaggio” scritto dai volontari e volontarie di Abalalite. L’Africa che vuole riscattarsi attraverso le loro dirette e concrete testimonianze !

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Un libro dal titolo molto semplice “Sentieri del Villaggio”, edito dalla casa editrice LAR editore, per far comprendere una storia non certo semplice anche se gli autori sono persone semplici ma concrete allo stesso tempo. Un libro che parla di Africa e dell’esperienza che un bel gruppo di uomini e donne hanno voluto compiere fondando a Leinì l’associazione “Abalalite”, saluto africano e significa “come stai” , che arricchisce il mondo associativo locale di una realtà molto produttiva nell’ambito degli interventi di solidarietà in quel continente. A scriverlo è stato Guerrino Babbini che già nel 2011 aveva pubblicato sempre sull’ esperienza in Guinea “La Terra dei Gamberi e i Sentieri dei Balantainsieme a Daniele Chiarella e padre Armando Cossa. Da quella esperienza e seguendo lo stesso format che ha avuto molto successo è nata l’idea lo scorso anno di questo volume che raccoglie oltre alla testimonianza di Babbini quelle di Luciana Montanaro, Pino Valsavola, Salvatore Merola, Paolo Buggiani, Marco Gariazzo, Pia Viglino e Margherita Dotta Rosso. Tutti volontari di Abalalite che raccontano le loro esperienze africane e i progetti che Abalalite sta da alcuni anni costruendo a Fahre villaggio della Guinea da quelli per rendere disponibile l’acqua per le coltivazione dei campi a quelli per far fronte ai problemi sanitari. Progetti rivolti anche ai bambini del villaggio ad iniziare dalle strutture scolastiche e dai laboratori come quello di grafica. Per dar forza alla lettura di questo libro mi sono ritornate in mente le frasi dell’introduzione scritte per “ La Terra dei Gamberi…” : “Chi consuma , si consuma” c’è scritto su una colonna di una delle vie più chic di Torino. L’ho letta, guardata e rimirata, ho pensato a Pantagruel, alle parole opulenza, spreco, ricchezza del nostro grigio mondo degli inclusi… C’è infatti chi non consuma e pensa che chi lo fa “Ci consuma”. Un libro frutto della convinzione che l’uomo non è un consumatore ma un cittadino, con una certa idea del significato della parola “valore” e perché piace pensare che un “Mondo diverso sia possibile”. Strano ho usato il congiuntivo mentre credo che si possa scrivere “ E’ POSSIBILE “. Già lo si può affermare anche di questo libro che contiene reali e belle testimonianze scritte e assemblate da buoni “compagni di viaggio”che ho conosciuto e apprezzo. Nelle prossime settimane anche a cura del Circolo Letture Corsare sono state programmate delle serate di presentazione ma per chi volesse acquistare il libro da subito basta scrivere alla mail abalalite . I fondi raccolti saranno destinati ad ulteriori progetti in Africa. Dario De Vecchis

Robertino Bechis al Circolo dei Lettori di Torino mercoledì 24 Aprile con il suo libro “La Danza delle Lanterne”

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Mercoledì 24 aprile Robertino Bechis, uno degli animatori del nostro Circolo Letture Corsare e membro della giuria degli scrittori del premio letterario nazionale “Racconti Corsari”, sbarca a Torino con il suo libro “La danza delle lanterne” al Circolo dei Lettori di Torino in via Bogino 9 a partire dalle ore 18,00. A coordinare la presentazione del libro edito dall’ArabAFenice sarà il dott. Audisio Di Somma, scrittore e medico, vincitore del Premio Bancarella nel 2002 con “L’uomo che curava con i fiori”. Il nostro Robertino è invece un bancario con il “pallino” per la storia ed è alla sua seconda pubblicazione dopo quella del 2011 “Le Strade del Tempo”. Da Roma antica si passa a Torino quella dell’assedio del 1706. I due libri si legano perché al centro della storia c’è sempre un bambino d’oggi che fa un viaggio, un bel viaggio nel passato. Il passato che Bechis esalta come nella bella dedica a Dina Rebaudengo ad inizio libro dove scrive “ Dedicato a tutti quelli come lei per i quali, almeno una volta nella vita, il tempo non è più esistito ed il passato è riemerso dalle tenebre come un presente già visto”. Bella dedica come bella è l’idea dalla quale è partito Bechis e che è la copertina del volume l’immagine di un antico quadro dove si descrive un attimo della vita quotidiana di piazza San Carlo nel 1700. Ecco l’idea quella non solo di osservare questa immagine ma di “ficcarsi dentro” con quella passione di ripercorre la storia, di vivere in diretta la quotidianità di quei tempi lontani e farli riemergere come attuali. L’idea si è fatta forma ed è diventato un libro, una corposa opera, una storia torinese che come ci ha ricordato Bechis inizia “dalla rocambolesca fuga dei Savoia da Torino, il desiderio di salvare la Sindone dal nemico alle porte e un magico medaglione che nasconde lo spirito di Leonardo da Vinci. A questa storia di sparizioni e di apparizioni al tempo di Vittorio Amedeo II, si intrecciano i destini di un bambino di undici anni e di una città che, dopo averlo accolto nel piano della guerra, ritroverà il piacere della vittoria e il sapore della libertà”. Una storia fantasiosa ma anche una storia scritta con molto rigore scientifico, con certosina raccolta di fonti e di dati storici.. Per gli amici e curiosi e amanti della scrittura un consiglio di lettura e appuntamento al Circolo dei Lettori. Dario De Vecchis

Rileggendo propone “Le Lacrime di Shiva” una bella storia di misteri dello s pagnolo César Mallorquì nell’estate del 1969 quella dello sbarco sulla Luna!

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Era l’estate del 1969: quella dell’uomo che arrivò sulla Luna. Sono passati 44 anni! I ricordi di chi era bambino si affollano : l’Apollo 11, lo Shuttle, l’allunaggio sul Mare della Tranquillità, la prima impronta sul suolo lunare, la bandiera U.S.A. dritta anche se in assenza di vento e i caschi degli astronauti che riflettevano lo spettacolo della Terra. Si andava a letto pensando ai miliardi di uomini che vivevano allora sul pianeta più due sulla Luna. Le cartine della Luna regalate dai giornali erano logore per le tante volte che venivano consultate. La notte dello sbarco insonne passata con papà davanti alla televisione in bianco e nero con Tito Stagno in studio e Ruggero Orlando dall’altra parte dell’Oceano in Mondovisione!! Un anno dopo i mondiali di calcio in Messico resero uguale magia tra generazioni. Tutto questo e altro si affolla nella mente quando leggiamo il bel libro di César Mallorquì “Le Lacrime di Shiva” anche se lo sbarco dell’uomo sulla Luna è solo lo sfondo di questa bella storia che consigliamo anche ai lettori adolescenti. Il centro dell’avventura è Villa Candelaria: un’antica e nobile casa in decadenza, vicino al mare, sulla costa settentrionale della Spagna. Qui il quindicenne Javier viene mandato a trascorrere i mesi di vacanza presso gli zii materni. E’ circondato da quattro giovani cugine: tutti personaggi di grande personalità che vanno a comporre un “quadro familiare” di intenso e originale fascino. Sarà un’estate indimenticabile. Verrà coinvolto da una delle cugine nella scoperta del mistero e le ambiguità di un fantasma seducente e profumato che vive nella casa di Santader , e di una preziosa collana “Le lacrime di Shiva” scomparsa da molti anni, si troverà coinvolto nei vecchi contrasti fra due nobili famiglie i Mendoza e gli Obregon e in romantiche storie d’amore tra passato e presente. Appassionato lettore di libri di fantascienza, Javier si muoverà prima a fatica e poi sempre più appassionato in questo intricato mondo di avventure e di passioni, e si compirà così la sua “educazione sentimentale” che lo restituirà cambiato e maturato alla sua normale vita in famiglia. Leggetelo vi coinvolgerà anche per il tratto, lo stilemi Mallorquì, spagnolo scrittore e giornalista tra i migliori in circolazione per i romanzi di fantasia e mistero. Dario De Vecchis

César Mallorquì ,Le lacrime di Shiva, Sei Frontiere pagg.161,12 euro

Venerdì 14 Aprile a Consiglio d’Autore “Il Giardino delle Ortensie azzurre” ha incantato !

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Tuoni e fulmini da lontano hanno iniziato a movimentare l’inizio della serata di venerdì 14 quando si è dato inizio all’incontro di Consiglio d’Autore con Antonella Griseri e Marco Cattarulla e il loro libro “Il Giardino delle Ortensie azzurre” edito da Leucotea. Un incontro che come abbiamo ricordato all’inizio suggellava un piccolo miracolo non solo letterario ma anche di vita che il Circolo Letture Corsare aveva prodotto tra Antonella e Marco nato proprio in una presentazione del libro della Griseri “Tecla” tre anni fa . Cattarulla coordinava quella serata che ha fatto iniziare questa interessante esperienza. Un ricordo che ha “sciolto le briglie” ad un dialogo che abbiamo così condotto sui binari del confronto non solo amichevole ma fatto di “giochi” intellettuali che emergono da una attenta lettura del “Giardino…”. Un confronto che non poteva non iniziare interrogando Antonella e Marco sui giudizi che hanno su entrambi. Così Antonella ha confermato che “Marco è prima di tutto un poeta che non sapeva di esserlo e poi un romanziere eccezionale perché come personaggio sa giocare a fingersi un personaggio e lo trasforma in un essere vivente” ; Marco ha sottolineato che Antonella “E’ una straordinaria poetessa, straordinaria quando poetizza la sua narrativa..La sua cultura e la sua bravura si uniscono sempre, rendendola unica cristallina. Non scrive parole, ma gocce di sapore”. Si amano è più che mai evidente, ma non è solo questo, amano la letteratura, la poesia e si sono anche lanciati in un impegno molto importante come la costruzione di una casa editrice e la creazione di alcuni concorsi letterari. “Il Giardino delle ortensie azzurre”, titolo che è nato per la visione di un giardino da parte di Antonella, è una tappa di questo Amore! Abbiamo apprezzato la passione con la quale la coppia di scrittori ha poi fatto emergere le vicende dei due protagonisti della storia “Clara e Marco” che non hanno nascosto sono per certi aspetti loro stessi. Clara e il suo mondo, la nonna Preziosa e il mondo di una adolescente dell’aristocrazia piemontese del 1700 ricco di emozioni che si infrangono nella prima maturità con l’ingresso nella società, con scelte di vita che all’apparenza appaiono giuste ma che invece si dimostrano negative o piene di contraddizioni e dolori. Marco anche lui figlio di quella nobiltà che però viaggia e incontra storie e personaggi, letture e novità culturali e assapora e sogna un mondo diverso. Sogna e incontra Clara in quel giardino delle ortensie azzurre della villa di campagna dove la giovane donna si è sposata con il cugino di Marco : Tommaso. Un giardino dolce e amaro che custodisce gioie e dolori e amori contrastati. Intorno ai due protagonisti una serie di personaggi ben descritti da Griseri e Cattarulla, che non hanno nascosto che la descrizione degli ambienti e delle figure della storia è si ambientata nel 17** ma che non hanno voluto storicizzare ma di quel secolo raccogliere e apprezzare i “profumi e la ricchezza di costumi e delle idee dell’epoca”. In questo ambito si comprendono i dialoghi tra Clara e Marco e così le vicende delle due nobili famiglie i Cassini e i Marvisi. Allo stesso modo si comprende la loro descrizione della nascente borghesia e del popolo con personaggi che attraggono come Eustacchio o il notaio Bartolomeo Bertani, che come abbiamo sottolineato potrebbe essere il protagonista di un altro libro. Le donne sono protagoniste in positivo della vicenda anche se Griseri non è molto d’accordo con questa visione ma è certo che figure come la badessa Suor Anna del convento nel quale è stata rinchiusa Clara o la stessa zia di Clara Elena sono personaggi forti e che attraggono. Una bella esperienza quella della presentazione del “Giardino…” grazie anche alle domande e agli interventi di Robertino, Morena e Roberto e alla buona presenza di pubblico nella sala giunta dove si è organizzata la serata. Una serata che era la settima e conclusiva della seconda edizione della rassegna “Consiglio d’Autore” organizzata dal nostro Circolo in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Borgaro e in particolare del suo giovane assessore Fabrizio Chiancone. E’ stata questa la presentazione numero 45 da quando abbiamo fondato questo convivio letterario. Un bel successo per il Circolo Letture Corsare che nei prossimi mesi sarà impegnato nella terza edizione di “Stile Lib(e)ro” con tante ghiotte iniziative e novità. Per Consiglio d’Autore un arrivederci alla prossima edizione! Dario De Vecchis

Rileggendo propone “La custode dei libri” di Sophie Dirty . Un inno all’amore per i libri !

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Vi risulterà inizialmente antipatica la protagonista del libro che vi vogliamo proporre “La custode di libri” di Sophie Divry. Custode sicuramente l’appellativo più centrato per la bibliotecaria protagonista di questo lungo monologo che ben si addatta a nostro giudizio ad una rappresentazione teatrale. Un monologo al quale assiste taciturno dalla prima all’ultima riga come interlocutore un ragazzo che la donna trova addormentato nel seminterrato della biblioteca della cittadina francese nella quale lavora. Un ragazzo del quale abbiamo pensato in alcuni passi del libro non fosse altro che una fantasia della bibliotecaria . A lui la “custode” parla intersecando la sua vita privata, l’amore per libri e le invettive contro il potere locale, la burocrazia, i frequentatori della biblioteca, le sue colleghe di lavoro. Un monologo nel quale la donna confessa l’ amore platonico verso uno studente di cui però descrive solo la nuca. E’ una donna ferita ma anche appassionata. Ferita dalla quotidianità della vita che i suoi amati romanzi riescono a contenere. Li ama, li classifica, li commenta convinta che solo il preciso e democratico ordine di una biblioteca salva dal caos dei sentimenti e degli uomini tutti. Fate spazio a questo romanzo nella vostra biblioteca e alla meravigliosa passione letteraria che ci ha regalato Sophie Divry. Un consiglio leggete più volte le pagine iniziali che ricordano come si è arrivati a catalogare nelle biblioteche di tutto il mondo, è una utile lettura tecnica ma allo stesso tempo spassosa. Buona lettura perchè come direbbe la nostra bibliotecaria sono sempre dei buoni compagni di vita ! Dario De Vecchis

“La custode di libri”, Sophie Dirty, Einaudi, pagg.80 euro