Archivio mensile:maggio 2013

A Stile Libero 2013 Giovedì 6 giugno in via Diaz a Borgaro si presenta “Una Donna di troppo” di Enrico Pandiani. Un romanzo ambientato a Torino e con protagonista l’ investigatrice privata Zara

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Per Stile lIbero 2013 giovedì 6 giugno a Borgaro nella sede del Circolo Letture Corsare in via Diaz 15 torna Enrico Pandiani lo scrittore torinese , che si diverte a scrivere trame, nelle quali sono protagonisti dei poliziotti francesi di origine italiana come lì ha lui chiamati “Les italiens”, titolo del suo debutto editoriale con la casa editrice Instar una manciata di anni fa. Nella passata edizione Pandiani pungolato da Andrea Borla aveva preannuncio la pubblicazione di un nuovo romanzo edito da Rizzoli con il debutto di un personaggio questa volta femminile con il nome di una bella città dell’adriatico croato: Zara. Un romanzo al profumo di grappa aveva sottolineato Pandiani, buono per una storia tutta italiana con una poliziotta molto tenace . Dopo “Pessime scuse per un massacro” edito sempre da Rizzoli arriva “Una donna di troppo” l dove Zara Bosdaves poliziotta della Scientifica si trasforma in una detective privata che si trasferisce a Torino dove apre un’ agenzia d’investigazioni ed è titolare insieme al compagno François di uno dei locali più alla moda della città. Ci mette impegno nel suo nuovo lavoro ma non è molto soddisfatta. Fino a quando non le viene affidato l’incarico d’indagare sulla scomparsa del figlio di un importante industriale, quest’ultimo morto in circostanze sospette in un incidente d’auto. Zara allora dovrà fare i conti con torbidi affari di famiglia, con gente disposta a tutto pur di arrivare lassù, oltre la nebbia; dovrà misurarsi con la violenza, con il dolore. Ci sono quindi tutti gli ingredienti per apprezzare lo stile e il percorso letterario di uno scrittore che ha percorso o battuto ingredienti obbligati (studi classici, sperimentazioni, buone conoscenze editoriali ) ma lo sa fare con artigiana destrezza. Pandiani scrive da quando era piccolo anzi più che scrivere il pallino iniziale è stato disegnare fumetti. Poi la bulimia letteraria ha preso il sopravvento e meno male pensiamo ed ecco arrivato “Les italiens” e il commissario Mordenti e poi tutte le altre storie fin qui pubblicate. Andrea Borla che presenterà la serata insieme a Fabrizio Fulio Bragoni e alle letture di Diego Garzino ci spiega a modo suo lo scrittore Pandiani e perché presentare “Una donna di troppo “ Pandiani è un ottimo narratore, che riesce a raccontare storie noir con la leggerezza precisa e puntale dei grandi di questo genere. I suoi romanzi hanno uno stile più “francese” che “americano” e in questo si distingue rispetto a buona parte dei suoi colleghi. Queste due peculiarità meriterebbero di per sé l’attenzione del pubblico, soprattutto di chi qualcosa di particolare, che si discosti dalla massa. Ma in realtà la motivazione è molto più banale: “Una donna di troppo” è un ottimo libro di intrattenimento”.

Attendiamo con molta curiosità l’incontro del 6 giugno e vi invitiamo a partecipare! Dario De Vecchis

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Rileggendo propone “La Rinuncia” di Marcello Montanaro. Una struggente storia d’amore ai tempi del Risorgimento.

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Una proposta letteraria inusuale per questa rubrica dedicata ad un libro che senza dubbio rientra nel genere storico e d’antan anzi per meglio farvi capire un feuiletton . Scriviamo del gustoso libro di Marcello Montanaro “La Rinuncia” edito dalla casa editrice Pintore. La storia di questo romanzo ha per sfondo la Torino e l’Italia dal 1847 ai primi anni dell’Unità d’italia riuscendo con molto bravura dello scrittore a far partecipare i suoi personaggi ai principali avvenimenti bellici e storici di quel tempo. Il racconto parte dalla vigilia della Prima Guerra d’Indipendenza. I protagonisti iniziali sono quattro giovani ufficiali medici dell’esercito piemontese: Gerolamo, Saverio, Giuseppe e Giovanni . Questi quattro moschettieri, chi leggerà capirà il perché della citazione del celebre libro di Dumas al tempo dei fatti un semplice e famoso scrittore contemporaneo , sono entusiasti della vita e della loro carriera militare complice anche la loro età. Nei loro momenti di libertà sono molto desiderosi di penetrare nella società del tempo, di gustarne i rituali e le mode. Il più maturo di loro Gerolamo emerge, anche per l’anteprima iniziale del racconto, come il protagonista principale delle vicende narrate e per gli incontri che ha con alcuni dei personaggi più importanti del Risorgimento come Cavour in una improbabile visita medica. L’incontro casuale di Gerolamo con una giovane nobildonna torinese Maria Luisa accende la fiamma dell’amore ma anche per i due protagonisti la scintilla della disgrazia e della vergogna per un rapporto sessuale che si concedono poco prima del loro sicuro matrimonio. Gerolamo e Maria Luisa sono così costretti a scelte dure e rinunce che segneranno per sempre le loro vite. Sullo sfondo l’orrore della guerra esposto in tutta la sua insensata follia davanti agli occhi di medico e di ufficiale del protagonista, sospeso tra il senso del dovere e quello della giustizia. Il percorso esistenziale di Gerolamo e dei suoi amici per nella divisione delle strade si riunisce sempre nelle occasioni più importanti della vita di ognuno di loro e il racconto ne raccoglie tutte le sfaccettature dolci e amare. Una riflessione profonda e commossa sul significato della gioia e del dolore per ognuno di noi scritto con gusto da Marcello Montanaro che alla sua prima opera, di professione fa l’oculista come ricorda nella seconda di copertina. Montanaro è senza dubbio un esperto di storia militare, di medicina e ha saputo ben collocare le vicende e questo ci ha fatto colpito particolarmente anche per il tono non didascalico. Buona la prima aspettiamo il secondo libro ! Dario De Vecchis

Marcello Montanaro , La Rinuncia, Pintore pagg.260 , 16,50 euro

3^ Edizione di Stile Libero. Si parte giovedì 23 Maggio con la mostra sui diritti dei bambini a Villa Tapparelli a Borgaro. A giugno e luglio appuntamenti tra letteratura e musica. Un ghiotto programma!

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Ritorna “Stile Libero” alla sua terza edizione . La kermesse organizzata dal Circolo Letture Corsare e che trova come negli anni passati collaborazioni in altre associazioni del territorio e da quest’anno dell’assessorato alla cultura di Borgaro. Cade la parentesi nella E di Libero perchè quest’anno non saranno solo i libri e i suoi scrittori i protagonisti ma anche momenti musicali, di riflessione su tematiche della nostra contemporaneità e tanto altro ancora e dalla piscina comunale si spande per la città. Il programma parte domani 23 maggio per concludersi nella prima metà di settembre con l’ovvia pausa d’agosto.La prima iniziativa è quella proposta da Caterina Di Mauro, insegnante e tra le più attive collaboratrici del Circolo, con la mostra fotografica che viene inaugurata con il patrocinio del comune di Borgaro e per volontà del vicesindaco Fabrizio Chiancone alle ore 18 giovedì 23 maggio a Villa Tapparelli (sede del centro anziani) che ha come tema ” La promozione dei diritti delle bambine , dei bambini lavoratori in Honduras e Nicargua”. Il tema al centro della mostra è quello dell’infanzia negata, vera e propria piaga sociale che tocca non solo le realtà del cosidetto Terzo Mondo ma che è presente anche nel nostro paese. Nella mostra saranno esposte immagini che sono state scattate nelle discariche e per le strade di Managua in Nicaragua, Tegucigalpa e San Pedro Sula in Honduras. Una iniziativa che i promotori vogliono proporre alla cittadinanza e in particolare alle scuole locali per stimolare sempre di più per creare confronto su questa realtà e attivare azioni solidali. La mostra rimarrà aperta fino al 31 maggio con i seguenti orari : 10-12 mattino e 17-19 pomeriggio con ingesso libero. La sede del Circolo in via Diaz 15 sarà il luogo principe della presentazione dei libri e le iniziative partiranno tutte alle ore 21. Presentazioni che partiranno con un gradito ritorno quello di Enrico Pandiani. Il papà di Les Italiens presenterà il suo ultimo romanzo “ La donna di troppo” edito da Rizzoli pungolato da Andrea Borla , uno delle anime del Circolo Letture Corsare, insieme a Fabrizio Bragoni. Il 19 giugno Robertino Bechis ci farà entrare nel Settecento torinese con “La danza delle Lanterne” presentato da Caterina Di Mauro. Il 20 e 21 giugno è la musica protagonista proposta da Cinzia Modena con i concerti Luigi Aninucci e il Trio Cepavcici in piazza Ss Cosma e Damiano e i “Via Mazzini” in piazza della Repubblica. Sempre a giugno il 27 Alessandro Bruno scrittore di Ciriè presenterà il volume “I Peccati di Luneville” presentato da Robertino Bechis. Un libro su stregonerie e Santa Inquisizione sullo sfondo di un viaggio alla ricerca della verità. Lunéville come appuntamento, un processo, dubbi e misteri. Il 2 luglio Guerrino Babbini presenterà il libro “Il sentiero del villaggio” un volume di testimonianze dell’associazione Abala Lite sul progetto Fahre in Guinea. Molti altri appuntamenti sono in programmazione per luglio mentre il piatto forte sarà dopo le ferie a Settembre dall’11 al 14 settembre con la seconda edizione della Festa di Stile Libero!Dario De Vecchis

Rileggendo propone “Le Apparenze dell’Alba” di Teodora Trevisan. Un noir da sorseggiare e gustare !

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“Le Apparenze dell’Alba” un titolo accattivante per un noir, un bel noir della scrittrice veneziana ma torinese di adozione Teodora Trevisan. Fin dall’incipit il racconto attrae il lettore. E’ l’alba di un giorno freddo e Agnese,una anziana signora, va a buttare la spazzatura ma alzando il cassonetto della raccolta dei rifiuti trova un braccio dal quale spicca un unghia laccata di rosso. Un urlo e poi il ritorno a casa. Agnese vive in un appartamento di un condominio a Grugliasco , è sola e riflette su quella visione. Una visione alla quale nessuno crede ad iniziare da suo figlio Ernesto, un ex professore che ha deciso di interrompere la sua carriera scolastica per rifugiarsi tra i boschi del pinerolese con la sua compagna Silvia e intraprendere il mestiere di ebanista. Il racconto sovrappone più trame, trame di vita quotidiana di personaggi che vivono nel condominio di Agnese, clienti di Ernesto e amici e parenti dei protagonisti. Tra questi c’è il ricco imprenditore Grasso e la sua oscura moglie che commissiona ad Ernesto la ristrutturazione di una bella villa, l’odioso vicino di casa Pignataro e l’ex commissario Parisi che vive anche lui nel condominio di Agnese e al quale viene recapitata una lettera anonima. Nell’intreccio delle storie si inserisce una voce misteriosa femminile che scandisce gli avvenimenti, che appare forviante ma che traccia le coincidenze, i piccoli misteri, le stranezze e i timori delle vicende che ruotano attorno ai personaggi. Quel braccio e il suo mistero sta sullo sfondo di un racconto che è gustoso nelle sue descrizioni di Torino, della sua periferia e del territorio di provincia ma anche degli ambienti casalinghi nei quali vivono i personaggi. Con gusto Trevisan descrive gli ambienti con quelle spigolature frutto della sua professione che la vede impegnata nel suo lavoro come esperta di pubblicazioni enogastronomiche e di divulgazione scientifica in agricoltura. Si può assaporare così una scrittura lieve, sobria che è anche ricercata e che nella quale pensiamo la scrittrice si sia divertita tratteggiando i caratteri dei personaggi non celando la loro piemontesità che trasuda nel testo. Un libro da leggere con leggerezza e magari con un buon sorso di vino e perché no pensando di essere nella stanza dei libri della casa di Ernesto e Silvia. Buona lettura! Dario De Vecchis

Teodora Trevisan , “Le Apparenze dell’Alba”, Neos Edizioni pagg.164 ,15 euro

Parte Stile Libero 2013 ! Dal 23 maggio mostra fotografica a Borgaro Villa Tapparelli sui diritti dei bambini in America Latina

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Parte Stile Libero 2013 la rassegna culturale organizzata per il terzo anno dal Circolo Letture Corsare e che trova come negli anni passati collaborazioni in altre associazioni del territorio e da quest’anno dell’assessorato alla cultura di Borgaro. Cade la parentesi nella E di Libero perchè quest’anno non saranno solo i libri e i suoi scrittori i protagonisti ma anche momenti musicali, di riflessione su tematiche della nostra contemporaneità e tanto altro ancora e dalla piscina comunale si spande per la città. La prima iniziativa proposta da Caterina Di Mauro, insegnante e tra le più attive collaboratrici del Circolo, viene inaugurata con il patrocinio del comune di Borgaro e per volontà del vicesindaco Fabrizio Chiancone alle ore 18 giovedì 23 maggio a Villa Tapparelli (sede del centro anziani) ed è una mostra fotografica che ha come tema ” La promozione dei diritti delle bambine , dei bambini lavoratori in Honduras e Nicargua”. Il tema al centro della mostra è quello dell’infanzia negata, vera e propria piaga sociale che tocca non solo le realtà del cosidetto Terzo Mondo ma che è presente anche nel nostro paese. Nella mostra saranno esposte immagini che sono state scattate nelle discariche e per le strade di Managua in Nicaragua, Tegucigalpa e San Pedro Sula in Honduras. Una iniziativa che i promotori vogliono proporre alla cittadinanza e in particolare alle scuole locali per stimolare sempre di più per creare confronto su questa realtà e attivare azioni solidali. La mostra rimarrà aperta fino al 31 maggio con i seguenti orari : 10-12 mattino e 17-19 pomeriggio con ingesso libero. Un occasione da non mancare. Dario De Vecchis

I “Sentieri del Villaggio” al Salone del Libro di Torino . Venerdì 1 7 maggio sbarca l’Africa del riscatto al Padiglione 3 del Lingotto !

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Inizia un nuovo viaggio per il Circolo Letture Corsare quello di Stile Libero, un viaggio che nei prossimi mesi estivi porterà a nuove iniziative ed incontri non solo letterari ma che sbarcheranno anche su strade che potrebbero essere considerate poco attinenti alla realtà dell’associazione ma così non è. Il Circolo prima di questa avventura però vuole segnalare alcuni appuntamenti che i suoi scrittori “Corsari” come abbiamo fatto nelle scorse settimane. Dopo quello segnalato di fine aprile di Robertino Bechis al Circolo di Lettori segnaliamo quello che Guerrino Babbini insieme agli amici dell’associazione Abala Lite farà domani 17 maggio a partire dalle ore 17 al Salone del Libro di Torino presso lo stand del COMITATO EDITORI DEL PIEMONTE – Regione Piemonte nel Padiglione 3 del Lingotto Fiere. Libro. Il libro che verrà proposto sarà “Sentieri del villaggio” edito da LAR del quale abbiamo nelle scorse settimane annunciato in anteprima l’uscita. Un libro che come ricorda il nostro Guerrino non è un prodotto letterario ma una vera e propria testimonianza di una bella iniziativa solidale messa in piedi sei anni fa in Guinea-Bissau da 8 volontari che si sono fatti in questo caso scrittori che hanno voglia di comunicare le loro testimonianze dirette. Un lavoro letterario che racconta una esperienza di vita che possiamo alimentare e aiutare a crescere anche perché come dice sempre Guerrino “Tutti abbiamo una nostra idea della letteratura. Prevale l’idea che la letteratura sia un prodotto di elitè. Non è più tanto così, i titoli nuovi che si pubblicano in Italia sono una cinquantina al giorno.Credo che solo alcune elitès, ma tutti dobbiamo scrivere, se abbiamo qualcosa da comunicare.A 72 anni avevo scritto il mio primo libro. Avevo scritto per non dimenticare, perché come dice un proverbio africano: quello che non viene raccontato è perso.Lo scrivere mi ha entusiasmato e con l’entusiasmo ho convinto le compagne ed i compagni della nostra piccola associazione Abalalite, saluto balanta che vuol dire: come stai? Non è stato facile convincerli, ma vi assicuro che il risultato è importante, permette di poter dare uno sguardo a questa straordinaria natura, alla bellezza di queste persone, si dicono etnia e hanno una loro eccellente cultura sociale, e alla meraviglia indescrivibile dei tramonti africani”. E’ importante sottolineare questo dato che sottolinea Guerrino quello dell’eccellente cultura sociale della gente dell’Africa che i nostri volontari hanno incontrato. Rimarca infatti Guerrino “Perché un libro sull’Africa? Perché Pino Valsavoia ci ha trascinato in Guinea-Bissau. Era un suo grande desiderio andare in questa terra, ci è andato come esperto apicultore. E’ tornato con evidenti sintomi che qualcosa era cambiato nella sua persona. Ho chiesto se anche uno senza arte ne parte come me poteva essere utile. Alla risposta affermativa siamo partiti in tre Pino, Salvatore ed io, seguiti da Luciana, Paolo, Marco, Margherita e Pia.Sapevamo che la causa del cambiamento di Pino non è attribuibile a bevande speciali, ma l’incontro con la povertà, la solidarietà, le modeste abitudini consumistiche, il modo di intendere la ricchezza, solo chi la distribuisce è ricco, il concetto di proprietà, molto diverso dal nostro utere et abutere, la solidarietà e non ultimi i loro criteri di eguaglianza. Anche in noi era grande il desiderio dell’incontro con questo continente.Credo che siamo Africani anche noi, collegandoci alle origini dell’umanità”. C’è però anche una grande lezione che emerge dalle testimonianze del libro quello del ruolo del volontariato onlus e in questo caso Guerrino è lapidario e ficcante “ noi non vogliamo essere elemosinieri. Alberto Salza, sociologo torinese, dopo oltre 40 anni di permanenza nei paesi più poveri del mondo, racconta che alcuni amici africani gli hanno detto: No doni, per favore, solo promesse.Come lui è molti altri, è importante camminare insieme per conoscerci e aiutarci vicendevolmente. Come dice una clarissa di Bouar, lo abbiamo scritto in quarta copertina del libro:“l’Africa è il paese delle ingiustizie dei soprusi e della violazione dei diritti;è il paese delle prepotenze, dello straniero e del più forte, delle ricchezze rubate e sottratte. E’ il luogo dove l’umanità grida e soffre senza essere ascoltata”. Non mancate l’appuntamento di domani e i prossimi con questi scrittori ma aggiungiamo uomini e donne di …Luce! Dario De Vecchis

Rileggendo propone “Lettera di dimissioni” di Valeria Parella. Un Sud laico con la voglia di cambiamento!!

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Il libro che proponiamo “Lettera di dimissioni” di Valeria Parella nella lettura delle prime pagine ci ha lasciato perplessi poi con lentezza la storia di questa famiglia napoletana ci ha catturato forse amareggiato ma convinto. Siamo stati presi per mano e coinvolti dalla “voce fuori campo” della protagonista principale: Clelia. La donna ci racconta una storia di generazioni che ha inizio nel 1914 con la nonna russa di Clelia: Franca. Quella donna sarà importante per la sua crescita così come i suoi genitori, cittadini che sembrano sfuggire al solito clichè dei meridionali, che aspettano la provvidenza, mentre queste figure che ci ritraggono un Sud d’Italia laico, intellettuale, impegnato e convinto del cambiamento e di combattere per ideali di eguaglianza. In questo humus Clelia cresce vivendo nella provincia campana ma con lo sguardo rivolto alla città a Napoli considerata “infernale” e luogo dal quale fuggire . Ma proprio il primo scatto di “ribellione” Clelia lo costruisce a Napoli con il suo uomo: Gianni. Un impegno d’amore e di vita che Parella descrive con grande intensità. Clelia ha voglia di crederci e cresce in quarantadue metri quadri di un alloggio nel quale sostenersi “l’un l’altra come due carte da gioco poggiate in piedi”. Poi le successive trasformazioni repentine, fortunose che portano Clelia a lavorare come maschera in un teatro, e proprio in teatro a fare presto carriera e a travolgere gli amori e i sentimenti. Il successo costruito la appaga e accetta di staccarsi dalla realtà vera e appunto a dare le dimissioni forse pensando di scegliere il “male minore”. E’ sicuramente la storia scritta da Valeria Parella amara ma necessaria. Perché la storia personale di Clelia è quella più in generale dell’Italia, il nostro Paese che ha rinunciato da qualche decennio al bene pubblico per cacciarsi nel privato, ai valori etici preferire il facile guadagno. C’è però un aria nuova da qualche tempo perché l’ ostinazione continua a vivere in molti e vi è la volontà che traspare anche di non perdere il contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce. Questo potrà portarci alla consapevolezza che “le cose non si compiono all’improvviso, ma all’improvviso le vedi nel loro intero” e a riflettere come fa Clelia che troppe volte ha accettato,ha detto Sì quando sapeva che la risposta era No!. Dario De Vecchis

Valeria Parella , “Lettera di dimissioni”, Einaudi, pp.187 , 18.50 euro