Archivio mensile:agosto 2013

Rileggendo propone “Prendete e bevetene tutti” di Giovanni Negri. Un noir da gustare come un buon bicchiere di vino!

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“Prendete e bevetene tutti” il libro di Giovanni Negri che vi proponiamo questa settimana è un libro insolito. Confessiamo che è il secondo scritto dall’autore intorno alla figura del commissario Cosulich e che il primo ci è sfuggito. Confessiamo pure che durante la sua lettura abbiamo inizialmente storto il naso pensando che di commissari ormai ne abbiamo trovati un bel mucchio nella nostrana letteratura primo fra tutti l’infinito Montalbano. In alcuni tratti ci è parso che l’autore abbia fatto l’occhiolino ai romanzi di Dan Brown primo fra tutti “Il Codice da Vinci”. Poi mano mano che il romanzo scorreva, scorreva anche la curiosità intorno alla vicenda e ai suoi personaggi. Un romanzo che inizia con un incipit che descrive il misterioso omicida e la sua ossessione per un decalogo. Poi inizia la trama che vede il commissario Cosulich, di chiare origini istriane, catapultato dalla sua casa romana nella fredda Franciacorta bresciana per indagare sull’omicidio di un noto produttore di Brut Mario Salcetti inventore di successo delle bollicine italiane con l’ossessione di coniugare il vino alla religione. Cosulich inizia la sua ricerca intraprendendo gli stessi viaggi che Salcetti fa tra i manoscritti miniati e le antiche abbazie d’Europa che hanno fatto la storia del Cristianesimo trionfante. Con il tempo nella mente del commissario cresce l’idea che Salcetti si sia avvicinato ad un terribile e spaventoso segreto che la Chiesa vuol mantenere tale. Una strada che Cosulich vuol dipanare anche perché appare evidente che questo segreto rilevato possa offrire un gigantesco e ghiotto affare economico. A tutto questo aggiungiamo la ricerca all’interpretazione di due frasi latine a prima vista simili, ma che alludono in realtà a mondi del tutto diversi. Non mancano nella lettura ampollose ricostruzioni della storia del vino e le sue interpretazioni mistiche. Tutto condito da frequentazioni di belle signore molto determinate, di scaltri investitori, giornalisti prezzolati e una nube di altri pittoreschi personaggi. Insomma un noir da gustare come un buon bicchiere di vino fin dal suo titolo! Dario De Vecchis

Giovanni Negri “Prendete e bevetene tutti”, Einaudi , pagg.344 , 17,50 euro

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Rileggendo propone “La Forza del passato” di Sandro Veronesi. Un libro che ti entra dentro!

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Ci sono libri che ti entrano dentro. I personaggi di alcuni di loro ti accompagneranno per tutta la vita. Stessa cosa può succedere per alcuni autori. Ci sono poi autori che allo stesso tempo creano personaggi che sanno raccontare la vita, le passioni, i problemi che sono lo specchio della generazione a cui appartiene il personaggio e lo stesso autore. E’ successo anche per il libro di Sandro Veronesi “La Forza del Passato” miglior libro del panorama italiano nel 2000 visto anche i riconoscimenti ricevuti all’epoca. Il protagonista è un quarantenne scrittore di libri di ragazzi, romano con moglie toscana e un figlio. Vive poi un luogo particolare di Roma: san Saba un quartiere intriso di storia, alcentro della città ma sempre marginale e scusate caro a chi scrive questa recensione. Il protagonista, che ha idee di sinistra, incontra all’aeroporto di Fiumicino, di ritorno da una cerimonia per la vittoria di un premio letterario, un tassista figura chiave che stravolgerà la vita dello scrittore. La rivelazione che il tassista fa è sconvolgente:l’uomo è una spia russa e confida ad un incredulo scrittore che il padre morto alcuni anni prima all’apparenza democristiano e bigotto e amico di Andreotti era una spia del KGB! Lo scrittore non ci crede in un primo momento ma poi molte saranno le coincidenze che lo faranno ricredere. Da quel momento il protagonista vede il mondo crollargli attorno e non solo per la rilevazione della vera identità del padre ma anche per la consapevolezza che anche il suo matrimonio sta andando a rotoli per una moglie infedele. Lo scrittore scopre o meglio percepisce senza averne certezza completa di essere sempre stato diverso da come credeva di essere e di non aver fatto bene i conti con un passato che è realmente conosciuto poteva farlo crescere ed evolvere diversamente forse in meglio chissà? Possiamo sicuramente affermare nel nostro piccolo che Veronesi ha saputo scrivere una vicenda complessa ma completa senza sfilacciamenti sapendo essere scrittore contemporaneo, ma allo stesso tempo rispettoso del passato e dei suoi due maestri ideali Moravia e Pasolini ( da cui riprende il titolo del libro da una poesia usata nel famoso cortometraggio pasoliniano “La Ricotta” interpretato da Orson Welles) e come lui stesso afferma volendo rappresentare “la sproporzione tra la rilevazione da cui parte la storia e la pochezza a cui arriva, sperando che venga colta dal lettore” . Dario De Vecchis

Sandro Veronesi, “La forza del passato”, Feltrinelli, pagg.250 , 12,90 euro