Archivio mensile:settembre 2013

Rileggendo propone “Come due stelle nel mare” di Carlotta Mismetti Capua. Una intensa storia di solidarietà!

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Alla vigilia di Natale si possono fare incontri speciali. Incontri che ti fanno capire come va il mondo e riflettere che la tua vita è diversa dalle tante che incroci per strada apprezzandone il più delle volte il carico di umanità . Pensi così di avere il mondo ai tuoi piedi ma poi certi incontri sono un pugno nello stomaco che ti possono stordire o farti reagire e comprendere che la realtà opulenta nella quale tu vivi non è la sola realtà. E’ questo in fondo ciò che prova la protagonista del romanzo “Come due stella nel mare”. Protagonista vera Carlotta Mismetti Capua, giornalista che incontra pochi giorni prima del Natale su un autobus a Roma quattro ragazzini sporchi e affamati. L’autobus porta alla Piramide, un angolo della Città Eterna che è sempre stato un porto di mare. Da qui partono i treni per il mare, da qui si entra nella città antica ma tutto questo i quattro ragazzi non lo sanno perché vengono da lontano molto lontano. La reazione degli altri passeggeri del tram è la solita, non si avvicinano ai ragazzi, si lamentano per il puzzo che emanano. Carlotta invece cerca un contatto, si avvicina a loro per cercare di capire da dove vengono, perché stanno lì in quell’autobus . Inizia a parlargli in inglese e scopre l’amara verità: sono ragazzi afgani. Questi piccoli uomini a piedi e con altri mezzi di fortuna sono giunti a Roma .Un viaggio della speranza, un percorso lungo 4950 chilometri da Tagab a Roma. Tagab un luogo mai conosciuto ma che esiste e dove si vive anzi si sopravvive rischiando ogni giorno di essere catturati nella rete della schiavitù. Carlotta con dolcezza cerca di catturare la fiducia di Abdul, Akmed, Moh e Madhamat e nonostante le loro terribili esperienze i ragazzi afgani sembrano aprirsi a lei. Carlotta inizia ad aiutarli. Si rivolge alla Caritas, per fargli trascorrere una notte al caldo ma i centri della Caritas sono pieni . Le viene in mente di portarli a casa ma è sconsigliata perché potrebbe incappare in una denuncia per tratta di bambini stranieri. Scoraggiata dà loro dei soldi e qualcosa da mangiare con l’impegno di rivederli il giorno seguente. All’appuntamento però torna solo uno di loro, Akmed. Carlotta non si dispera e cerca di aiutare Akmed e di trovargli un luogo dove ricominciare a vivere e sperare. Entra in un nuovo mondo, il mondo dei clandestini e inizia a fare i conti con una burocrazia che nel nostro Paese non aiuta chi ha davvero bisogno e che impone un’unica legge, quella del pregiudizio. Non aggiungiamo altro, la sensazione che si ha come lettore è che l’autrice lo prenda per mano e lo faccia entrare in una realtà che grazie ad una attenta e ficcante scrittura lo coinvolgerà per il sano realismo che ne trasuda e l’amarezza che costruire un mondo migliore è possibile ma pieno troppo pieno di ostacoli da superare! Dario De Vecchis

Carlotta Mismetti Capua “Come due stelle nel mare” , Piemme Voci pagg. 136 , 15.00 euro

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Stile Libero in Festa 2013 il 13 settembre gran finale con “Fashion che Passione!” con i magici colori di Antonella Morino e la sapiente regia di Cinzia Modena !

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Il terzo ed ultimo appuntamento con Stile Libero in festa 2013 è stato un incontro diverso dagli altri all’insegna della Moda! Il titolo è tutto un programma “Fashion che Passione” . Passione quella che ha visto protagoniste da una parte la nostra Cinzia Modena e dall’altra Antonella Morino consulente d’immagine. Una passione che parte da lontano da qualche mese fa quando Cinzia Modena propose questo incontro. Era apparso un po strano e curioso che un circolo letterario che presenta quasi sempre libri potesse accostarsi al mondo della moda. Ma si sa che al Circolo Letture Corsare si cerca sempre di sperimentare e in qualche modo di scoprire nuovi linguaggi e proporli con quel pizzico di creatività che è innata tra gli amici e amiche del nostro convivio letterario borgarese. Creatività che risalta ed esalta Cinzia che ha trasformato la sala di via Diaz con gusto e classe con pochi ma preziosi ritocchi come si può vedere anche dalle foto che alleghiamo all’articolo. E che dire di Antonella Morino? Non avvezzi a questo mondo ci ha colpiti, incuriositi, divertiti come del resto tutte e tutti i partecipanti all’incontro. Ha proposto un percorso facile da comprendere e anche da sperimentare senza salire mai in cattedra ma anzi coinvolgendo come sa sicuramente fare una consulente d’immagine e personal shopper. E’stato un carosello di indicazioni dove Antonella Morino ha da prima raccontato la sua giornata passando poi alla scelta dei colori dove ha citato quella che viene considerata la Bibbia del settore “Color me Beautiful” di Carloe Jackson. Per i presenti è stato un bel gioco quello delle “stagioni” dove ha analizato la tipologia dell’estetica attraverso le quattro stagioni e affiancando ad ognuna un diverso e noto personaggio prevalemtemente al femminile. Si è poi soffermata su come acquistare i capi indicando una serie di azioni che danno conto anche della predisposizione alla ricerca, al ricliclo, al riutilizzo non solo di vestiti ma anche dell’oggettistica. Gran finale con i consigli per l’autunno, inverno 2013 ormai alle porte e con il ritorno dei cappotti! Insomma una serata fashion che possiamo aggiungere ai tanti buoni “colpi” che abbiamo proposto da maggio a settembre. Nove iniziative che non solo hanno visto protagonista la sede di via Diaz 15 ma anche altri luoghi di Borgaro. Non solo libri ma musica, fotografia, moda. Abbiamo mostrato altri linguaggi e percorsi, riflettuto sull’editoria e la letteratura odierna, fatto largo alla Storia, lanciato messaggi solidali tutto questo è stato Stile Libero 2013 e ora al lavoro per la prossima edizione di Consiglio d’Autore 2013/2014 perché a Letture Corsare non rimaniamo mai fermi anche con quel tocco di fashion che non guasta mai. Dario De Vecchis

Stile Libero 2013 in festa Secondo appuntamento 12 Settembre: Toni Colloca con “2184 ” descrive il futuro per riflettere sul presente!

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Nel secondo incontro di Stile Libero 2013 in festa il filo conduttore è stato il futuro che interpreta il presente attraverso il racconto di un romanzo dal titolo orwelliano “2184 fuori dal consorzio civile” di Toni Colloca. Ad Orwell c’è solo il riferimento al titolo sottolinea Colloca e il romanzo è ben altra cosa. “ 2184 “ e la società che vi viene rappresentata è tutta programmata come ha ricordato Caterina Di Mauro che ha proposto, coordinato e intervistato Toni Colloca che nella vita è un docente e si impegna nel sociale e in politica. Ma ritorniamo al libro e alla società di 2184 programmata per ogni abitante da più banali atti quotidiani all’amore dove i rapporti sessuali sono stabiliti tra coppie per compatibilità e genetica. Questo quadro nel racconto lo scrittore Colloca con i suoi due giovani protagonisti Blue e Nicom vuole stravolgere. La forza del libro sta proprio nel coinvolgere il lettore o la lettrice in una storia d’amore che per lo scrittore è stata pensata prima di tutto per un pubblico giovanile. Colloca infatti durante la stesura si è confrontato con alcuni giovani per verificare, annotare riuscire a scrivere una trama che non fosse ampollosa, intrigata, cavillosa e come ha sostenuto Caterina Di Mauro ci è riuscito. Ma “2184” ha stimolato durante l’incontro anche alcune riflessioni sulla società odierna. Come abbiamo infatti sottolineato in testa a questo articolo il libro ha il merito di vivere il futuro ma interpretare il presente. Da sottolineare la voglia di Colloca di credere in una società che possa tornare ad apprezzare e godere del proprio tempo libero, di costruire scelte di rottura con i modelli imperanti, di dar sfogo alla propria creatività. Ribellarsi quindi come fa il protagonista del racconto di “2184” ma come sottolinea Colloca anche con la voglia di costruire e recuperare la memoria storica per lo scrittore fondamentale per credere in un mondo migliore possibile. Un mondo dove l’auspicio è anche la possibilità dell’autogoverno ma questo “desiderio” per Colloca non riguarda il romanzo che ha scritto senza nessun intento pedagogico o per orientare chi avrà voglia di leggerlo. Resta la sensazione a fine serata di aver conosciuto uno scrittore che il Circolo Letture Corsare terrà in considerazione per altre godibili serate. Dario De Vecchis

Stile Libero 2013 in Festa l’11 settembre con Stefano Tallia e il libro “Una volta era un paese” è emersa l’amara realtà post bellica dei paesi balcanici

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La seconda edizione di Stile Libero in Festa 2013 si è rilevata una kermesse piena di sorprese per chi vi ha partecipato sia per la qualità degli incontri proposti sia per gli stimoli che si sono creati in questa tre giorni organizzata dal Circolo Letture Corsare nella sede di via Diaz 15 a Borgaro dall’11 al 13 settembre. Stimoli tanti ad iniziare da un dato di fatto quello della partecipazione agli incontri con gli scrittori. C’è poi un dato che ci va di registrare quello che Stile Libero in Festa quest’anno è stato un incontro al femminile sia per le serate proposte sia per chi l’ha condotto. Rispetto allo scorso anno alcune situazione sono variate ma la sede di via Diaz è stata all’altezza delle aspettative fino dall’inizio della sua apertura con la presentazione del libro di Stefano Tallia l’11 settembre “Una volta era un paese”, dove il giornalista della Rai ha ripercorso la sua esperienza nei paesi balcanici accompagnato dalle ficcanti domande di Mauro Ravarino anche lui giornalista del “Il Manifesto”. Tallia ha ricordato i motivi dei suoi viaggi nei paesi dell’ex Jugoslavia a vent’anni dallo scoppio di una guerra iniziata negli anni ’90 che per la sua generazione e per tanti è stato un momento di grande frattura. Tallia ha visitato negli ultimi tre anni quei luoghi insieme ai volontari dell’associazione “Terra e Libertà” constatando soprattutto in Bosnia che i segni della guerra sono ancora presenti anche perché l’Europa nonostante gli aiuti ha lentamente abbandonato quei territori al loro destino e la popolazione che vi abita pensa che l’ingresso nella comunità europea è certo un possibile passo avanti ma che ancora non ha preso corpo e che quindi non vi sia ancora un futuro migliore. Il prodotto più evidente di questa crisi è la molta burocrazia prodotta. C’è comunque speranza nei molti giovani incontrati anche se per altri ad iniziare dai volontari delle associazioni presenti il fuoco delle divisioni ancora arde. L’appello insistente di Tallia durante l’incontro è stato quello di capire la lezione dei paesi balcanici, di tenere aperti i riflettori e di stimolare la comunità a prestare attenzione ad inizitive rivolte in quei luoghi alla pacificazione anche perché dagli incontri fatti emerge con forza l’impressione che in particolare nei giovani c’è la voglia di cambiare e di sognare un mondo che sia simile al nostro. Ci sono però come ha ricordato Tallia anche segni negativi come la voglia di creare “piccole patrie” che non è solo una caratteristica balcanica ma è una idea sciagurata che si sta facendo largo anche in altre realtà europee ad iniziare dalla nostro stesso paese. Come far fronte a questo rischio? Producendo momenti di dialogo ad iniziare ad esempio dalla scuola. Nell’esperienza di Tallia infatti la scuola è uno strumento chiave di integrazione, condivisione dove ha incontrato molti ragazzi che non vivono almeno nel frequentare questa istituzione le divisioni del passato anche se vi è una burocrazia che alimenta i pregiudizi. C’è poi un altro punto importante che Tallia ha voluto sottolineare quello di un territorio che oggi è ancora inquinato. Il giornalista ha fatto in questo caso l’esempio del Kosovo una reltà dove ancora oggi a causa dell’uranio impoverito utilizzato nel conflitto bellico è difficile mangiare i prodotti della terra ad iniziare dal latte di cui viene sconsigliato l’acquisto in maniera mascherata dagli stessi commercianti del territorio. Così come è ancora molto lontana la bonifica dalle mine in larga parte di quei territori che ogni giorno vivono lo stillicidio di vittime innocenti dopo anni dalla fine della guerra. Un incontro quindi molto ricco di dati quello con Tallia che ha anche stimolato un interessante dibattito tra i presenti e la consapevolezza che sulla realtà balcanica si ha il dovere di continuare ad informarsi ed agire. Dario De Vecchis

Al Caffè Basaglia a Torino Assemblea Teatro presenta “Le rose di Atacama” piece teatrale tratta un opera di Luis Sepulveda !

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Il Circolo Letture Corsare non può mancare all’appello di un suo amico : Ugo Zamburru. Il noto psichiatra torinese, da poche settimane presidente dell’Arci di Torino e autore del bel libro “Jorge e il Materasso” dove racconta delle sue esperienze nell’America del Sud in particolare nell’Argentina dove recentemente è ritornato e ha incontrato tra le altre le Madri di Plaza de Majo e in particolare una delle più attive protagoniste :Taty Almeida. Zamburru da alcuni anni con un gruppo di volontari ha creato il Caffè Basaglia a Torino in uno bello e accogliente spazio di via Mantova 34. Un luogo legato all’Arci dove tante sono state le iniziative e gli incontri ma che ha come primo obbiettivo quello di poter creare una occupazione a malati psichiatrici presenti nel territorio. Un occasione da non mancare è quella che viene organizzata domani sera e che faccio presentare da Ugo Zamburru :” mercoledì 18 settembre alle 21 al Caffè Basaglia Assemblea Teatro, la compagnia migliore sul Sud America che io conosca ( fanno tante tourne in Cile, Argentina, Colombia..) presentano lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro di Sepulveda, “Le rose di Atacama”. Spero veniate in massa e facciate venire amici. Assemblea ci è venuta incontro chiedendoci un quarto di quel che chiede abitualmente per i suoi spettacoli. L’ingresso è libero con la tessera Arci (costo 5 euro). Abbiamo fortemente voluto questo spettacolo al Caffè Basaglia, sarete davvero contenti di averlo visto, è davvero emozionante e ci darete la solita mano per il decollo del nostro sogno ambizioso di dare lavoro ai nostri pazienti ( ne abbiamo assunti 3 già tempo fa con la vecchia cooperativa e con quella subentrata sono diventati 4) e nello stesso tempo organizzare iniziative di qualità! Ugo e il Basaglia tutto”. Ricordiamo che lo spettacolo di “Assemblea Teatro affronta con le parole e il lavoro di Luis Sepúlveda l’11 settembre cileno. In scena quel deserto di Atacama che una volta l’anno si trasforma in una distesa fiorita. Il Prof. Galvez, l’integerrimo Juanpa, due stupende donne che dietro il sorriso nascondono la miseria della tortura. A portarli in scena Mattia Mariani, Silvia Nati e Annapaola Bardeloni, accompagnati dalla musica dal vivo di Daniele Li Bassi e Tiziano Di Sansa.Lo spettacolo di Assemblea Teatro narra il coraggio e la dignità di uomini e donne comuni, la poesia che risiede talvolta nelle scelte di vita più semplici, la straordinarietà della vita stessa.Ne “Le rose di Atacama” i personaggi e le loro storie vibrano intorno a quella straordinaria e altrove improbabile fioritura nel pieno del deserto per un giorno all’anno, delle cosiddette rose che illuminano l’arida distesa con il loro intenso colore rosso.Spuntano dalla sabbia nell’universo infuocato del deserto per appassire dopo poche ore ricordando che spesso la vita non è che una stoica forma di resistenza…Le rose di Atacamasi fanno così metafora della bellezza e luminosità possibili anche in condizioni estreme”. Non rimane che partecipare! Dario De Vecchis

Rileggendo propone “Vivere stanca” di Jean Claude Izzo. Storie amare che raccontano u na terribile quotidianità: quella di uomini e donne condannati a vivere nel silenzio.

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Sono storie piene di amarezza, destinate quasi sempre al crollo del personaggio raccontato. Sono storie che raccontano una terribile quotidianità, che prendono valore nel momento in cui il racconto ti spiega la vita passata della figura descritta, quasi sempre già condannata a vivere in silenzio, a far scomparire o rinnegare i fantasmi del suo passato e a idealizzare il futuro bloccato nell’amaro presente. Sono storie scritte da Jean Claude Izzo, scrittore francese, anzi marsigliese. Izzo è nato, cresciuto e morto a Marsiglia la sua città. E’ vissuto con i sapori e i rituali del porto. Ha girato per le sue vie e tra le anime che vi risiedono. Dalle facce, i gesti, i racconti amari della sua gente ha preso spunto per scrivere della vita e della sua crudeltà, dell’amore e della incapacità dell’amare, della violenza e dei pregiudizi che portano al razzismo. E’ un descrivere non inerte quello di Izzo e nei suoi personaggi c’è la convinzione che una vita nuova sia possibile, ma che non sarà la loro vita a cambiare. Loro saranno le vittime perché a loro volta hanno predato o sono stati dalla parte dei predatori. Così i racconti di Izzo hanno un comune denominatore la constatazione che “Vivere Stanca” che è appunto il titolo del libro che vi proponiamo questa settimana. Vivere stanca per Marion con i troppi uomini che la vanno a trovae. Lo capisce Gianni, italiano e terrorista, che ha cambiato vita. E’ vita che stanca quella che fa combattere tutti i giorni per il colore della sua pelle Osman. Vivere stanca lo sa il pescatore Gerard, rimasto senza lavoro e che si getta nell’acqua di quel mare e per ironia della sorte non sa nuotare. Alla fine del libro pensi che questi personaggi sono sfaccettature dell’autore, sono tutte dentro l’autore, ti va di ricordare e fare comparazioni con Pirandello, Svevo, Pasolini. Si perché nella scrittura di Izzo c’è anche molta Italia e tanto mare. Vorresti scoprire il mondo coperto dalle sue acque e non puoi e allora torni indietro e pensi che vivere stanca e l’unica soluzione è morire, forse con dolcezza, ma pur sempre morire . Dario De Vecchis

Jean Claude Izzo “Vivere stanca”, edizioni E/O, pagg.109 euro 11,36

Rileggendo propone “Il Potere dei Sogni” di Luis Sepulveda per ricordare il tragico 11 settembre di 40 anni fa in Cile !

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Il libro che vi proponiamo questa settimana vuole ricordare l’11 settembre di 40 anni fa . L’11 settembre quello cileno che rimane nella mente di tanti e tante antifasciste, gente democratica e un popolo a sinistra che pianse, si commosse per il sacrificio di Salvador Allende caduto sotto i colpi di mortai e dell’aviazione dei generali golpisti guidati da Pinochet.. E’ un libro fatto con il cuore e con la pancia. Il cuore e la pancia sono di Luis Sepulveda che ha raccolto molti suoi articoli scritti su riviste e giornali anche italiani in un accattivante volumetto pubblicato nel 2005. Nel libro ci sono riflessioni sui temi che stanno più a cuore a questo bravissimo e valente scrittore cileno, riflessioni che spaziano dalla realtà del suo paese, alla guerra in Iraq, al potere degli Usa in molti aspetti attualissimi. Sepulveda parte da una grande pensiero “sogniamo che un altro mondo sia possibile e realizzeremo quest’altro mondo possibile”. E’ un impegno forte, civile al quale Sepulveda arriva raccontandosi e raccontando fatti, personaggi, figure di amici e la sua terra. Vuole far capire al lettore perchè ha scelto la strada della letturatura come impegno e come possibilità di esprimere anche le sue posizioni di coscienza e i suoi ideali a sinistra. Belle le pagine sul ricordo di Allende, toccanti quelle di alcuni suoi amici uccisi dalla repressione di Pinochet e senza dubbio alte quelle che parlano di una generazione che non si arrese e non si arrende e che ha ancora qualcosa da dire, costruire. E’ per Sepulveda il “Potere dei Sogni” quello che conta e noi stiamo con lui in questa voglia di costruire dai sogni una nuova società più giusta e più democratica. Dario De Vecchis

Luis Sepulveda “Il Potere dei Sogni”, Le fenici rosse, Guanda Editore pagg.125 10 euro