Archivio mensile:dicembre 2013

Rileggendo propone “L’ultimo Charlot” di Fabio Stassi. Un grande gioco letterario .

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E’ stato considerato uno tra i più bei libri usciti nel 2012. Parliamo di “L’ultimo ballo di Charlot” di Fabio Stassi edito da Sellerio. Una bella prosa quella di Stassi originale e che ti attrae e incanta pagina dopo pagina. Al centro le malinconiche le confessioni del grande Charlie Chaplin e non sbagliamo a scrivere al secolo “Charlot”. Nel libro Stassi fa scrivere a Chaplin una lunga lettera al figlio più giovane Christopher, avuto in tarda età. Chaplin comprede che è alla fine della sua vita, ha ormai 88 anni e dal 1971 già per 6 volte, ogni vigilia di Natale, riceve la visita della Morte che vuole portarselo via. Ma tra di loro c’è un patto: se lui riuscirà a farla ridere durante l’incontro, lei gli concederà un anno di vita. Le condizioni del patto sono rispettate così fino alla soglia del Natale del 1977 quando Chaplin si rende conto che il gioco è arrivato a conclusione. Da qui l’esigenza dell’attore di narrare al figlio che non vedrà crescere una versione della prima parte della sua vita alquanto romanzata e fantasiosa! Gli narra della nascita nel carrozzone di un circo, del padre alcolizzato e della madre che cade nella follia. Racconta dei suoi primi passi sui palchi ancora bambino e dei prima approcci con il cinema e con una certa leggenda su la sua creazione che non sarebbe dei fratelli Lumière, bensì di un oscuro inserviente di circo, che volle catturare il movimento aggraziato di una cavallerizza e testimoniarle così il suo amore devoto. Descrive l’arrivo in America, la terra delle opportunità, dove vive una vita precaria fatta di mille mestieri: tipografo(meraviglioso affresco per chi ama i libri e il loro profumo!), boxeur, imbalsamatore, perseguitato dalla miseria, dominato dal bisogno. Quando poi il cinema gli viene incontro con iniziali difficoltà ma anche con la bellezza dell’azzardo, il progetto della sua vita sembra finalmente essersi definito la fama si accende e così il successo. Racconto dopo racconto anzi come scrive Stassi di rullo in rullo (fantastico!) si arriva alla perfetta trovata finale per l’uscita di scena di Chaplin. Il gioco letterario di Stassi basato sull’immaginazione di una vita alternativa con su pochi punti veritieri dell’autobiografia di Chaplin rimarrà indimenticabile e non irriverente! Una bel libro da leggere e ultima proposta per il 2013. Auguri per un buon 2014 di ottime letture!. Dario De Vecchis

Fabio Stassi , “L’ultimo ballo di Charlot” , Sellerio , pagg.288 , 16 euro

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Rileggendo propone “Prendete e bevetene tutti” di Giovanni Negri. Un libro da leggere e sorseggiare come un buon bicchiere di vino !

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“Prendete e bevetene tutti” il libro di Giovanni Negri che vi proponiamo questa settimana nella rubrica Rileggendo è un libro insolito. Confessiamo che è il secondo scritto dall’autore intorno alla figura del commissario Cosulich e che il primo ci è sfuggito. Confessiamo pure che durante la sua lettura abbiamo inizialmente storto il naso pensando che di commissari ormai ne abbiamo trovati un bel mucchio nella nostrana letteratura primi fra tutti l’infiniti Magreit e Montalbano. In alcuni tratti ci è parso che l’autore abbia fatto l’occhiolino ai romanzi di Dan Brown e il suo “Il Codice da Vinci”. Poi mano mano che il romanzo scorreva, scorreva anche la curiosità intorno alla vicenda e ai suoi personaggi. Un romanzo che inizia con un incipit che descrive il misterioso omicida e la sua ossessione per un decalogo. Poi inizia la trama che vede il commissario Cosulich, di chiare origini istriane, catapultato dalla sua casa romana nella fredda Franciacorta bresciana per indagare sull’omicidio di un noto produttore di Brut:Mario Salcetti. Salcetti è un inventore di successo delle bollicine italiane con l’ossessione di coniugare il vino alla religione. Cosulich inizia la sua ricerca intraprendendo gli stessi viaggi che Salcetti fa tra i manoscritti miniati e le antiche abbazie d’Europa che hanno fatto la storia del Cristianesimo trionfante. Con il tempo nella mente del commissario cresce l’idea che Salcetti si sia avvicinato ad un terribile e spaventoso segreto che la Chiesa vuol mantenere tale. Una strada che Cosulich vuol dipanare anche perché appare evidente che questo segreto rilevato possa diventare un gigantesco e ghiotto affare economico. A tutto questo aggiungiamo la ricerca per interpretare due frasi latine a prima vista simili, ma che alludono in realtà a mondi del tutto diversi. Non mancano nella lettura ampollose ricostruzioni della storia del vino e le sue interpretazioni mistiche. Tutto condito da frequentazioni di belle signore molto determinate, di scaltri investitori, giornalisti prezzolati e una nube di altri pittoreschi personaggi. Insomma un noir da gustare come un buon bicchiere di vino fin dal suo titolo! Dario De Vecchis

Giovanni Negri “Prendete e bevetene tutti”, Einaudi , pagg.344 , 17,50 euro

Immagini di sabato 7 dicembre durante lo scambio culturale Italia Romania organizzato da Dacia e Circolo Letture Corsare a Borgaro

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Con la splendida sequenza finale del ballo di Guerrino Babbini vogliamo ancora proporre alcune immagini scattate da Andrea Borla durante lo splendido incontro che si è svolto sabato 7 dicembre presso la Parrocchia di Borgaro nell’ambito dell’incontro con una delegazione di bibliotecarie della città di Focsani (Romania)

Rileggendo propone “Solea” di Jean Claude Izzo. L’ambiente amaro e crudele dello scrittore marsigliese al suo apice!

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“Solea” un meraviglioso pezzo di Miles Davis è il titolo di un “gustoso” libro di Jean Claude Izzo, il grande scrittore marsigliese che in molti rimpiangono per la sua morte precoce che Rileggendo propone questa settimana. Nel libro, che fa parte di una trilogia, pubblicato dalle Edizioni e/o, ritroviamo tutta la carica umana dello scrittore e dei personaggi che ha creato negli anni e che hanno come scenario costante Marsiglia e la sua realtà urbana. Una città ricca di descrizioni chiaroscure che ci incanta ogni volta che incontriamo i libri di Izzo. La vicenda questa volta parte da un antefatto per poi entrare nel racconto vero e proprio. Un antefatto che vede come protagonista Babette giornalista freelance che con caparbietà e costanza segue da tempo una inchiesta sulla Mafia. Questo suo impegno è preso di mira dall’organizzazione criminale che per arrivare all’obiettivo di uccidere la donna ne segue le tracce tra Italia e Francia seminando attorno a lei una lunga scia di sangue di amici e conoscenti. La mafia per colpire lei la cerca anche nella città natale di Marsiglia sperando di far parlare con i suoi metodi un suo grande amico: Fabio Montale. L’uomo è un ex poliziotto, quasi anarchico vive una vita alla giornata senza troppi obiettivi ma con la consapevolezza di volersi lasciare alle spalle quel puzzo di morte che lo perseguita da anni. Ha alcuni amici fedeli, locali semplici dove rifugiarsi ascoltare musica jazz e bere pastis, luoghi dell’anima e pochi ma intensi amori che lo cullano, inebriano ma che sono il frutto della sua costante tristezza. Le donne: quella ideale Lole che lo ha lasciato e quella fatale Sonia uccisa da sicari mafiosi per spregio. Donne come il commissario Héléne Pessarye che comprende quello che Montale nasconde perché vuole farsi giustizia da solo della morte di Sonia. La trama è un susseguirsi di colpi di scena ma è ricca di spunti di riflessione sulla nostra società contemporanea che arricchiscono la lettura e che potrebbero essere da soli spunto per altri libri. C’è poi un dato che ci fa piacere far emergere della scrittura di Izzo: i richiami al sud dell’Italia che lui intreccia con quelli del sud della Francia facendo così cadere tanti steccati e pregiudizi tra italiani e francesi. Gustosa quanto mai per uno scrittore di noir anche la descrizione di piatti e bevande come ci hanno abituati ad assaporare altri campioni di questo filone come Camilleri, Montalban o il mitico Rex Stout creatore di Nero Wolfe. Leggetelo, godetevelo ! Dario De Vecchis

Jean Claude Izzo, “ Solea”, Edizioni e/o , pagg.225 , 8 euro

Per il Circolo Letture Corsare insieme all’Associazione Dacia a Borgaro un intenso scambio culturale sabato 7 dicembre!

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Un incontro tra letteratura e tradizione ma anche uno scambio tra due culture che gratta gratta trovano punti di contatto solidissimi. Ma anche un confronto di amicizia e di valori quello organizzato nel passato fine settimana nell’ambito degli scambi culturali tra Borgaro e la città romena di Focsani in onore di una delegazione di bibliotecarie che ha visitato la nostra città .Tra le attività proposte alla delegazone tutta al femminile infatti è stato organizzato un reading del libro “Iter Fati” pubblicato dalla casa editrice Eris e che raccoglie i racconti vincitori della Nona edizione del premio letterario “Racconti Corsari”. L’appuntamento si è svolto sabato 7 dicembre a partire dal tardo pomeriggio nei locali della parrocchia di Borgaro via Italia 24 ed è stato curato da alcuni membri del nostro Circolo Letture Corsare Andrea Borla, Robertino Bechis, Guerrino Babbini supportati da alcune rappresentanti della giuria delle lettrici Nunzia Di Gioia e Morena Pletenaz che hanno promosso la lettura e il commento di alcuni brani del libro grazie anche all’intervento di Diego Garzino dell’Associazione Piccola Sartoria Drammatica. Al termine delle letture una portavoce delle bibliotecarie rumene intervenendo ha sottolineato l’importanza di questo scambio culturale avvenuto prospettando un possibile incontro tra autori romeni e quelli del nostro territorio. Curato dall’Associazione Dacia gli ospiti e gli intervenuti sono stati intrattenuti con una serie di balletti e canti tradizionali della Romania eseguiti da alcuni gruppi di ballo provenienti da Torino, Rivoli e dalla stessa Borgaro. A conclusione un ghiotto rinfresco a base di prodotti tipici romeni curato dalla presidente dell’associazione Dacia Mariana Iacob ha suggellato in allegria basta vedere i nostri Babbini e Michelangelo Bertuglia nelle foto che hanno indossato alcuni vestiti tradizionali romeni e tutta la nostra delegazione ballare per suggellare questa ottima iniziativa culturale e aggregativa. Dario De Vecchis

Racconti Corsari 2013 con “Iter Fati” una bella premiazione di qualità !

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Ogni anno alla fine di una edizione di Racconti Corsari i partecipanti si danno appuntamento alla prossima ma la sensazione e la voglia che rimane per chi partecipa e sempre la solita: fermare il tempo e rimane lì. Il filo rosso che si è sciolto quest’anno per tutta la cerimonia ha avuto come base il bel libro “Iter Fati” che raccoglie i testi vincitori del concorso ma in particolar modo il suo sottotitolo “Un altro concetto di dignità”. E’ stata infatti il tema della crisi socio-economica che ha attraversato tutti gli interventi, perché la realtà odierna non poteva essere lasciata fuori della porta. Ha fatto bene a ricordarlo nel suo intervento il sindaco di Caselle Luca Baracco: ” C’è la crisi economica e la parola chiave è ridare dignità al nostro presente” Lancia una polemica anche verso la Regione assente dal patrocinio del concorso e dai contributi nel quadro di un ampia ristrutturazione verso l’area delle iniziative socio-assistenziali. Rimarca l’iniziative del Posto occupato con la scelta del comune di Caselle di partecipare alla campagna contro la violenza alle donne con la presenza in sala del “Posto Occupato” e l’adesione all’iniziativa “Città per la vita e Città contro la Pena di Morte” lanciata dalla comunità di Sant’Egidio e che ha visto illuminato Palazzo Mosca per l’intera notte del 30 novembre contro la pena di morte. Baracco ha premiato Ermano Raso vincitore della sezione Poesia dopo gli interventi a nome della giuria delle lettrici e dei lettori di Mafalda Bertoldo e di Cinzia Modena che ha ricordato come “Iter Frati di Ermanno Raso è un cammino sulla strada del vento “. Il poeta Raso primo casellese ad aver vinto “Racconti Corsari” ha affermato che “L’arte poetica contribuisce a far risalire nella scala dell’evoluzione la parte spirituale. I poeti sono invisi ai potenti perché la poesia come la parola appartiene a chi l’ascolta”. La seconda sezione quella dedicata ai racconti per Ragazzi e Fantasy ha visto premiata Laura Poletti. L’intervento di Carla Fava a nome della giuria delle lettrici ha sottolineato come questo racconto è “ una ricca commistione tra il fantasy , il racconto per ragazzi e il thriller”. Cesare Viscera a nome della Società Cooperativa Agricola e Operaia ha premiato la vincitrice ricordando che “ la cooperativa ritiene utile contribuire a patrocinare questo concorso perché è diventato un evento che ha travalicato la nostra realtà territoriale e si imposto con il tempo sempre di più alla ribalta nazionale”. Laura Poletti ha ringraziato e affermato che “scrivere per i ragazzi è difficile ma con un buon lavoro è facile portarli ad affrontare una buona lettura” ed a ricordato il bell’esperimento condotto con una classe di Rapallo e poi chiosa “ un’adulto che non legge è un adulto dmezzato” . Spumeggiante l’attacco per la premiazione della sezione dello sport. Improntata tutta sull’analisi psicologica l’intervento che per la giuria delle lettrici di Morena Pletenaz che ha scavato nel personaggio protagonista femminile mentre Alessandro Del Gaudio per gli scrittori ha rimarcato i messaggi sullo sport che il racconto ha messo in luce. L’intervento di Lisa Sella che a nome dell’Uisp Territoriale ha premiato l’autrice della sezione Carmina Trillino ha svolto un’analisi attenta del contributo dello sport e della cultura nella società. Lo sport è un strumento essenziale per lo sviluppo sociale della società e soprattutto uno strumento di inclusione e partecipazione e di cittadinanza attiva ha affermato Sella. Nel racconto Sella rimarca tre convergenze con l’attività della Uisp “ la donna e i diritti delle donne nello sport, l’inclusione e il gioco come passione”. La vincitrice Trillino ha ricordato che è “ una sfida scrivere per una donna di sport” ma è stimolata perché crede anche nel valore della scrittura. La sezione “Piemonte, Solidarietà e Lavoro” è stato introdotto da un ricordo anzi da una frase del presidente di Parole e musica onlus Michelangelo Bertuglia e per le lettrici è intervenuta Nunzia Di Gioia che ha rimarcato il valore dela parola come uno strumento di confronto determinante tra le persone e in particolare con gli stranieri. Nel racconto Torino è un incrocio di destini come nella realtà. Da rimarcare poi il suo ricordo delle morti in mare di Lampedusa e la bella lezione sulla parola “asilo” abbinata al diritto all’asilo. Babbini nel suo intervento come giurato scrittore ha esordito con una frase lapidaria nella quale ha ricordato il suo impegno letterario volto come ha fatto il vincitore Jacopo Giorgi a far emergere la realtà nella quale opera. Roberto Rinaldi, che ha consegnato il premio in questa sezione a nome della Nova Coop e presidente della sezione soci di Borgaro, ha rimarcato gli impegni di questa grande cooperativa nei confronti del premio letterario in base anche allo statuto che nell’articolo 4 rimarca la volontà della Coop di contribuire al mondo culturale anche per il rapporto con le comunità locali. Jacopo Giorgi il vincitore ha ringranziato i suoi personaggi perché figure reali riprese dal lavoro che svolge in un centro d’ascolto dove emerge la difficoltà nel campo dell’integrazione parola quanto mai abusata mentre non si pone con sempre più forza l’accento sui diritti. Per comprendere la sfida di Eris la casa editrice che ha pubblicato “Iter Fati” basta riportare le parole di Anna Matilde Salis che ha sottolineato che i racconti pubblicati sono perfetti per descrivere la situazione della nostra odierna società. E aprendo la parte dedicata al racconto vincitore della menzione speciale “Un altro concetto di dignità” di Anna Vera Viva ha così chiosato “è il racconto perfetto”. Alle sue parole si sono aggiunte quelle di Caterina Di Mauro a nome della giuria delle lettrici che ha ricordato “che il protagonista di questa storia non ha un nome perché rappresenta i senza nome! Mentre Gino l’antagonista ha un nome perché un corrotto e rappresenta la parte del paese che si alimentata per anni e ancora oggi degli strumenti della corruzione”. Per Andrea Borla ha nome degli scrittori questo racconto è stato scelto per il suo gusto di nobilitare l’opposto di quello che si può immaginare quando si parla di solidarietà sezione nella quale è stato inviato. Ugo Zamburru che ha premiato la vincitrice e presidente dell’ARCI di Torino e provincia ha rimarcato come oggi è giusto mettersi in gioco e battersi per una parola chiave: la Dignità! La vincitrice Anna Vera Viva ha svelato come è nato il racconto “ frutto un anno fa della testimonianza di emigrato” ha immaginato le sensazioni dell’uomo, il suo senso di sconfitta e il rapporto con l’amico rivale. L’ultima sezione premiata quella del Tema Libero dopo l’intervento a nome della giuria delle lettrici di Caterina Di Mauro che ha rimarcato l’emergere del senso d’inadeguadezza del protagonista il professor Genesio rispetto alla vita che svolge ha dato allo scrittore Robertino Bechis la possibilità di riflettere sul tema dei contrasti di vita nella Torino di un tempo e ha fatto emergere anche la capacità di Molino di scrivere un racconto ricco di carica ritmica e con racconti paralleli che possono diventare altri buoni racconti. Bechis ha poi svelato un dato quello che senza saperlo ha premiato un suo vicino di casa di un tempo quando viveva nel quartiere di Lucento ritrovato in questa occasione. Per Dario Molino oltre alla sorpresa per il premio questo racconto ha fatto emergere dal suo inconscio la storia vera e disgraziata di un suo collega che non c’è l’ha fatta e poi ha rimarcato che il personaggio di Genesio e del suo lavoro di professore è la sintesi del momento che sta attraversando la scuola che sta andando sempre più a fondo! Non possiamo dimenticare poi per ogni sezione le letture introduttive dell’amico e attore Diego Garzino e le proposte letterarie abbinate ad ogni racconto del presidente della giuria degli scrittori Gian Luca Favetto. La Nona edizione di Racconti Corsari ha saputo mettere le vele e partire per un bel viaggio come ricorda il bel logo di Riccardo Febbi simbolo fin dalla prima edizione del concorso. Appuntamento quindi alla prossima edizione del 2014 la Decima la prima a due cifre e che si preannuncia già ricca di novità! Parola di chi ha coordinato la premiazione e cercato di raccontarla il direttore di Racconti Corsari …Dario De Vecchis

Racconti Corsari 2013 con “Iter Fati” una bella e premiazione di qualità !

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Ogni anno alla fine di una edizione di Racconti Corsari i partecipanti si danno appuntamento alla prossima ma la sensazione e la voglia che rimane per chi partecipa e sempre la solita: fermare il tempo e rimane lì. Il filo rosso che si è sciolto quest’anno per tutta la cerimonia ha avuto come base il bel libro “Iter Fati” che raccoglie i testi vincitori del concorso ma in particolar modo il suo sottotitolo “Un altro concetto di dignità”. E’ stata infatti il tema della crisi socio-economica che ha attraversato tutti gli interventi, perché la realtà odierna non poteva essere lasciata fuori della porta. Ha fatto bene a ricordarlo nel suo intervento il sindaco di Caselle Luca Baracco: ” C’è la crisi economica e la parola chiave è ridare dignità al nostro presente” Lancia una polemica anche verso la Regione assente dal patrocinio del concorso e dai contributi nel quadro di un ampia ristrutturazione verso l’area delle iniziative socio-assistenziali. Rimarca l’iniziative del Posto occupato con la scelta del comune di Caselle di partecipare alla campagna contro la violenza alle donne con la presenza in sala del “Posto Occupato” e l’adesione all’iniziativa “Città per la vita e Città contro la Pena di Morte” lanciata dalla comunità di Sant’Egidio e che ha visto illuminato Palazzo Mosca per l’intera notte del 30 novembre contro la pena di morte. Baracco ha premiato Ermano Raso vincitore della sezione Poesia dopo gli interventi a nome della giuria delle lettrici e dei lettori di Mafalda Bertoldo e di Cinzia Modena che ha ricordato come “Iter Frati di Ermanno Raso è un cammino sulla strada del vento “. Il poeta Raso primo casellese ad aver vinto “Racconti Corsari” ha affermato che “L’arte poetica contribuisce a far risalire nella scala dell’evoluzione la parte spirituale. I poeti sono invisi ai potenti perché la poesia come la parola appartiene a chi l’ascolta”. La seconda sezione quella dedicata ai racconti per Ragazzi e Fantasy ha visto premiata Laura Poletti. L’intervento di Carla Fava a nome della giuria delle lettrici ha sottolineato come questo racconto è “ una ricca commistione tra il fantasy , il racconto per ragazzi e il thriller”. Cesare Viscera a nome della Società Cooperativa Agricola e Operaia ha premiato la vincitrice ricordando che “ la cooperativa ritiene utile contribuire a patrocinare questo concorso perché è diventato un evento che ha travalicato la nostra realtà territoriale e si imposto con il tempo sempre di più alla ribalta nazionale”. Laura Poletti ha ringraziato e affermato che “scrivere per i ragazzi è difficile ma con un buon lavoro è facile portarli ad affrontare una buona lettura” ed a ricordato il bell’esperimento condotto con una classe di Rapallo e poi chiosa “ un’adulto che non legge è un adulto dmezzato” . Spumeggiante l’attacco per la premiazione della sezione dello sport. Improntata tutta sull’analisi psicologica l’intervento che per la giuria delle lettrici di Morena Pletenaz che ha scavato nel personaggio protagonista femminile mentre Alessandro Del Gaudio per gli scrittori ha rimarcato i messaggi sullo sport che il racconto ha messo in luce. L’intervento di Lisa Sella che a nome dell’Uisp Territoriale ha premiato l’autrice della sezione Carmina Trillino ha svolto un’analisi attenta del contributo dello sport e della cultura nella società. Lo sport è un strumento essenziale per lo sviluppo sociale della società e soprattutto uno strumento di inclusione e partecipazione e di cittadinanza attiva ha affermato Sella. Nel racconto Sella rimarca tre convergenze con l’attività della Uisp “ la donna e i diritti delle donne nello sport, l’inclusione e il gioco come passione”. La vincitrice Trillino ha ricordato che è “ una sfida scrivere per una donna di sport” ma è stimolata perché crede anche nel valore della scrittura. La sezione “Piemonte, Solidarietà e Lavoro” è stato introdotto da un ricordo anzi da una frase del presidente di Parole e musica onlus Michelangelo Bertuglia e per le lettrici è intervenuta Nunzia Di Gioia che ha rimarcato il valore dela parola come uno strumento di confronto determinante tra le persone e in particolare con gli stranieri. Nel racconto Torino è un incrocio di destini come nella realtà. Da rimarcare poi il suo ricordo delle morti in mare di Lampedusa e la bella lezione sulla parola “asilo” abbinata al diritto all’asilo. Babbini nel suo intervento come giurato scrittore ha esordito con una frase lapidaria nella quale ha ricordato il suo impegno letterario volto come ha fatto il vincitore Jacopo Giorgi a far emergere la realtà nella quale opera. Roberto Rinaldi, che ha consegnato il premio in questa sezione a nome della Nova Coop e presidente della sezione soci di Borgaro, ha rimarcato gli impegni di questa grande cooperativa nei confronti del premio letterario in base anche allo statuto che nell’articolo 4 rimarca la volontà della Coop di contribuire al mondo culturale anche per il rapporto con le comunità locali. Jacopo Giorgi il vincitore ha ringranziato i suoi personaggi perché figure reali riprese dal lavoro che svolge in un centro d’ascolto dove emerge la difficoltà nel campo dell’integrazione parola quanto mai abusata mentre non si pone con sempre più forza l’accento sui diritti. Per comprendere la sfida di Eris la casa editrice che ha pubblicato “Iter Fati” basta riportare le parole di Anna Matilde Salis che ha sottolineato che i racconti pubblicati sono perfetti per descrivere la situazione della nostra odierna società. E aprendo la parte dedicata al racconto vincitore della menzione speciale “Un altro concetto di dignità” di Anna Vera Viva ha così chiosato “è il racconto perfetto”. Alle sue parole si sono aggiunte quelle di Caterina Di Mauro a nome della giuria delle lettrici che ha ricordato “che il protagonista di questa storia non ha un nome perché rappresenta i senza nome! Mentre Gino l’antagonista ha un nome perché un corrotto e rappresenta la parte del paese che si alimentata per anni e ancora oggi degli strumenti della corruzione”. Per Andrea Borla ha nome degli scrittori questo racconto è stato scelto per il suo gusto di nobilitare l’opposto di quello che si può immaginare quando si parla di solidarietà sezione nella quale è stato inviato. Ugo Zamburru che ha premiato la vincitrice e presidente dell’ARCI di Torino e provincia ha rimarcato come oggi è giusto mettersi in gioco e battersi per una parola chiave: la Dignità! La vincitrice Anna Vera Viva ha svelato come è nato il racconto “ frutto un anno fa della testimonianza di emigrato” ha immaginato le sensazioni dell’uomo, il suo senso di sconfitta e il rapporto con l’amico rivale. L’ultima sezione premiata quella del Tema Libero dopo l’intervento a nome della giuria delle lettrici di Caterina Di Mauro che ha rimarcato l’emergere del senso d’inadeguadezza del protagonista il professor Genesio rispetto alla vita che svolge ha dato allo scrittore Robertino Bechis la possibilità di riflettere sul tema dei contrasti di vita nella Torino di un tempo e ha fatto emergere anche la capacità di Molino di scrivere un racconto ricco di carica ritmica e con racconti paralleli che possono diventare altri buoni racconti. Bechis ha poi svelato un dato quello che senza saperlo ha premiato un suo vicino di casa di un tempo quando viveva nel quartiere di Lucento ritrovato in questa occasione. Per Dario Molino oltre alla sorpresa per il premio questo racconto ha fatto emergere dal suo inconscio la storia vera e disgraziata di un suo collega che non c’è l’ha fatta e poi ha rimarcato che il personaggio di Genesio e del suo lavoro di professore è la sintesi del momento che sta attraversando la scuola che sta andando sempre più a fondo! Non possiamo dimenticare poi per ogni sezione le letture introduttive dell’amico e attore Diego Garzino e le proposte letterarie abbinate ad ogni racconto del presidente della giuria degli scrittori Gian Luca Favetto. La Nona edizione di Racconti Corsari ha saputo mettere le vele e partire per un bel viaggio come ricorda il bel logo di Riccardo Febbi simbolo fin dalla prima edizione del concorso. Appuntamento quindi alla prossima edizione del 2014 la Decima la prima a due cifre e che si preannuncia già ricca di novità! Parola di chi ha coordinato la premiazione e cercato di raccontarla il direttore di Racconti Corsari …Dario De Vecchis