Archivio mensile:gennaio 2014

Rileggendo “L’Altro nome del Rock” di Brizzi e Marzaduri. Dopo il Rock W il Rock

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“Ascoltavi molta meno musica, adesso. Ma se riuscivi a sapere per tempo che la televisione di Stato trasmetteva un concerto dei mitici Who, restavi volentieri fino a tardi. Provavi un emozione indicibile, a rivedere Pete Towshend. Indicibile”. E’ proprio vero, era così la situazione di chi giovane adolescente o qualcosa di più negli anni ’70 viveva con la musica strani momenti. Momenti forti, intensi come possono provare ancora molti giovani d’oggi. Momenti che si ricordano sempre: bastava una chitarra, bongas e via, bastava uno stereo scassato e via; bastava una serata alzando un po’ di birra in più ed ecco la magica frase “facciamo un gruppo, una band” e in nome di chi se non del Rock. Who, Rolling, ELP, Traffic, Bowie e tanti altri musicisti da imitare, adattare ed ecco che nasceva la band, il gruppo. Enrico Brizzi ha scritto a quattro mani con Lorenzo Marzaduri “L’altro nome del Rock” pubblicato nel 2001, che contiene una serie di racconti che si intrecciano tra loro, nei quali i personaggi che li popolano raccontano la vera vita degli “operai della musica”. Racconti scritti in tono basso, quasi minimalista, sinceri e carichi di complicità per quel periodo e per i successi cinquantenni attempati, disillusi ma eternamente romantici pronti a brandire “il contrabbasso come un mitra, che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita”. C’è l’ex cantante ska che rielabora tra sé e sé il fallimento del proprio matrimonio; trovi il ragazzo che, sostenuto dalle canzoni di Neil Young che ripete mentalmente, vince la gara più importante della sua adolescenza e una volta adulto, quando risente quella musica “magica”, recupera le emozioni dei suoi 17 anni. Ci sono tante altre storie di ragazzi come tanti, allegri e tristi, con qualche “nota” tragica e altre allegre ma c’è soprattutto la convinzione che il Rock, musica del diavolo per qualche benpensante, è stato invece il collante pe generazioni intere che hanno voluto gridare al cielo il loro desiderio di Pace, Amore e Libertà e ancor oggi con i capelli brizzolati continuano a sperarci! Dario De Vecchis

Enrico Brizzi Lorenzo Marzaduri , “L’Altro nome del Rock “ , Collane Strade Blu, Mondadori, pagg. 332 , 8,91 euro

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Rileggendo propone “Milioni di milioni” il buon gusto letterario di uno scrittore toscano: Marco Mavaldi.

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Benvenuti in Toscana o meglio nella Tuscanyshire all’inglese, nella terra che tratteggia con grazia e maestria Marco Malvaldi alla sua maniera nei sui gialli . Gialli o meglio noir con quel tocco alla Christie che non guasta mai come nel caso del romanzo che vi proponiamo “Milioni di milioni”. I milioni sono i fiocchi di neve che cadono dal cielo in una notte d’inverno su Montesodi Marittimo, paesino che ad un lettore che ha vissuto in Toscana come chi scrive questa recensione pare di riconoscere tra quelli che si ergono nelle colline della Val di Cornia e dell’Alta Maremma. A Montesodi Marittimo nevica e in quella notte si consuma un delitto ma prima di arrivare a questo avvenimento seguiamo con passione la ricerca scientifica che una coppia di giovani scienziati dell’Università di Pisa un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli svolgono per scoprire il mistero che aleggia sugli abitanti di questo paese che vengono considerati “i più forti d’Europa”. Una ricerca pretenziosa tra gli abitanti che portano anche un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran d’uomo, che in punto di morte non volle lasciare tanti bambini senza un nome legittimo! Dopo pochi giorni i due scienziati a contatto con gli abitanti del paese si convincono che non c’è nulla di eccezionale al di là della forza che si presenta in tutta la sua chiarezza in una tradizionale gara che si svolge tutti gli anni. E’ un classico paese di provincia pieno di abitudini, con persone cordiali come l’amabile sindaco Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, una maestra in pensione e vedova, con un figlio che non è uno stico di santo. La sorpresa come abbiamo anticipato arriva con una tempesta di neve che isola il paese . Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, trova nella mattinata successiva l’anziana che giace in poltrona senza vita. Appare, all’inizio, un attacco di cuore, ma il genetista capisce che non si tratta di morte naturale e visto che il paese è isolato l’assassino deve essere cercato tra i suoi abitanti. Ma è sul giovane scienziato che ricadono forti sospetti quando il maresciallo dei carabinieri gli dice che tutti i paesani hanno un alibi mentre lui che alloggia nella casa della vittima no! Parte così per Piergiorgio una indagine per scagionarsi, aiutato dall’avvenente Margherita , per scoprire il vero assassino. La neve arriverà in soccorso facendo riemergere un determinante particolare… Geniale e accattivante Malvaldi che anche qui ha saputo mescolare i vecchietti della saga del BarLume e L’Artusi del suo precedente romanzo “L’odore di Chiuso”. Una ghiotta lettura anche per certi particolari gastronomici che sciolgono le papille con vero gusto toscano! Dario De Vecchis

“Milioni di milioni”, Marco Malvaldi, Sellerio, pagg.208, 13 euro

Rileggendo propone “Il Viaggiatore Notturno” di Maurizio Maggiani. Un magico racconto di racconti!

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Il libro che vi proponiamo questa settimana “Il Viaggiatore Notturno” di Maurizio Maggiani vinse nel 2005 il premio Strega e siamo convinti che fu un buona consacrazione sia per lo scrittore sia per l’opera letteraria premiata . Un racconto che appena avuto tra le mani abbiamo considerato “un buon compagno di viaggio”. La lettura della vita di uno specialista di migrazioni animali detto il “Genovese” che incontra nel deserto del sahara una guida Jibril appartenente al popolo Tagil . Questo incontro diventa luogo di racconti ma anche voglia di fermare o contenere il tempo. Il libro diventa contenitori di un “Racconto di racconti”. Racconti molti amari ma ricchi di figure come Maggiani sa fare con le sue storie e talmente intensi che per il sapore e i profumi che ci lasciano sono durati almeno per noi un intero anno di lettura lenta e da godere con la voglia di non volere che il libro avesse una fine. Buona lettura! Dario De Vecchis

Maurizio Maggiani, “Il Viaggiatore Notturno”, Feltrinelli , pagg.195 15 euro

Rileggendo per l’inizio del 2014 propone il libro “La democrazia che non c’è” di Paul Ginsborg.

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E’ un anno di riflessioni quello che stiamo apprestando a vivere. Riflessioni per un nuovo anno tra pesanti dei traumi grandi speranze. Per i nostri lettori sarà un anno nel quale cercheremo di indicare letture che hanno la possibilità di approfondire e di ricordare. La Memoria prima di tutto e la volontà di capire i nostri tempi con un occhio al passato e uno al presente. A 67 anni dalla nascita della Costituzione in molti si chiedono come sta la Democrazia in Italia e a questo proposito vogliamo consigliare la lettura piacevolissima del libro “La democrazia che non c’è” di Paul Ginsborg edito da Einaudi nel 2006. Ginsborg è un ottimo conoscitore della realtà italiana e un ricercatore fine dei cambiamenti politici e sociali del mondo. Inizia il suo pamplet con una sorta di “scherzo” filosofico gustosissimo quello di far incontrare nella Londra vittoriana i due campioni della filosofia sociale e economica: Karl Marx e John Stuart Mill. I due per la verità non si sono mai incontrati ma hanno vissuto lo stesso periodo e lo stesso ambiente. E’ un incontro che si basa comunque su riflessioni reali che i due hanno svolto e che con gli occhi di oggi potrebbero essere contrapposti visto che da una parte c’è il teorico del comunismo e dell’altra del liberalismo in questo loro “incontro” non avviene. I due constatano che le loro idee possono collimare in alcuni aspetti e che sono state disattese dall’evoluzione storica sia sul campo sociale che su quello economico. Da qui la riflessione di Ginsborg si fa “reale” sull’oggi e sullo stato della democrazia. Uno stato che fa riflettere lo studioso su un dato che si può toccare con mano: oggi la democrazia manca del suo più importante fluido energetico quello della mancata partecipazione dei cittadini. C’è la crisi dei cittadini nei confronti della politica. Ginsborg si chiede come è possibile per un cittadino d’oggi pensare che girare per ore in un supermercato non sia considerato una perdita di tempo mentre destinare un ora a settimana alla politica lo è. Lo storico chiede quindi di partecipare alla Democrazia non certo quella partecipata con il voto elettorale e quindi delegata, indiretta ma con l’idea di partecipazione diretta. Il modello da lui ritenuto migliore oggi è quello di Porto Alegre in Brasile dove per una settimana una larga fetta dei cittadini discute direttamente sugli impegni da poter inserire nel bilancio comunale. E’ il bilancio partecipato di Porto Alegre un modello di una possibile chiave per far rivivere la Democrazia e dare concretezza alla partecipazione dei cittadini. L’Italia per Ginsborg conserva tutto sommato un buon livello di Democrazia con molti limiti ma anche con una partecipazione in molti settori della nostra società, anche se disamorati dalla politica, si segnala ancora per un certo interesse e attivismo. Un buon libro che ogni tanto va riletto anzi “vivisezionato”, utilizzato come una preziosa bussola, rendere vivo, applicare e praticare. Dario De Vecchis

Paul Ginsborg, “La democrazia che non c’è”, Einaudi , pagg. 152, 8 euro

Epifania Letteraria a Borgaro venerdì 10 gennaio presenta “TOnirica”

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Venerdì 10 gennaio arriva a Borgaro l’Epifania Letteraria giunta quest’anno alla Quinta edizione. Quest’anno l’Epifania viene organizzata dal Circolo Letture Corsare e da Parole e Musica onlus presso la sede delle associazioni in via Diaz 15 a partire dalle ore 21,00 . Il libro e gli autori che verranno presentati quest’anno sarà “TOnirica” edito dall’associazione il Foglio. Un libro scritto da più autori e in particolare da Andrea Borla, Robertino Bechis, Alessandro Del Gaudio, Doriana De Vecchis tra i protagonisti e promotori del Circolo Letture Corsare di Borgaro . Si entrerà in un mondo fatto di “ Cantine piene di tesori che solo pochi possono trovare, treni della metro che viaggiano in passaggi spazio-temporali, divinità egizie perseguitate da killer implacabili, palazzi che celano inquietanti segreti, piazze eleganti dove tra la folla strisciano sinistre figure; minotauri e sirene, maghi e fantasmi, angeli e demoni… all’ombra della Mole. Tredici racconti fantastici per scoprire la Torino nascosta dietro lo specchio…”. La Befana quest’anno ci va forte e vi aspetta anche per il delizioso e gustoso rinfresco organizzato per l’occasione dall’associazione Progetto Oasi. L’ingresso è libero. Per il Circolo Letture Corsare Dario De Vecchis