Archivio mensile:febbraio 2014

Rileggendo propone “I giorni della Lumaca” di Riccardo De Gennaro. Un forte elogio all’immobilità!

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Inizio estate. Attilio Pederzini è un impiegato di banca. Un impeccabile bancario, con i suoi ritmi di vita normali, di routine. Una vita piatta fino a quando, il perché non si sa, la moglie Nora lo lascia. Da quel momento la sua vita cambia, ma soprattutto emerge in lui, nell’inconscio, una voglia di riflettere sui suoi fallimenti. Passa molte ore al giorno sulla veranda della sua casa in una torrida estate ad osservare insetti: il volo delle mosche, una colonia di formiche ed annusa un forte odore di naftalina. In uno di questi momenti trova ed osserva per ore una lumaca ad una parete. Cura l’animale e ciò gli da la possibilità di formulare consigli sull’esistenza. Di fatto non è che un pretesto per sentirsi ancora vivo, pensare di essere l’unico sano in un mondo di pazzi che lo circondano ad iniziare dal direttore della sua banca: il professor Crapone. I suoi colleghi sono anche loro malati di mente, ma tra loro c’è ne uno diabolico e che lo caccerà nei guai fino a farlo accusare di essere il protagonista di un efferato omicidio. La trama da quel momento è un susseguirsi di colpi di scena e di riflessioni solitarie che Pederzini si costruisce fino ad un finale nel quale chi leggerà il romanzo potrà gustare un forte elogio all’immobilità. Tutto questo per presentare quello che è stato il primo romanzo di Riccardo De Gennaro “I giorni della Lumaca”. Un’autore che al di là della sua attività di giornalista scarica in questo volume tutta la sua godibile prosa in una scrittura mai sciatta ma sempre spregiudicata e fantasiosa. Forse in qualche passo c’è sicuramente qualcosa di autobiografico soprattutto quella avversione ai personaggi del mondo economico che ha frequentato per la sua professione. Dario De Vecchis

Riccardo De Gennaro “I giorni della lumaca”, Casagrande, pagg. 157, 12,58 euro

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“Il Passo del Lupo” primo appuntamento il 26 febbraio di Consiglio d’Autore 2 014 a Borgaro. Intervista ad Alessandro Del Gaudio che coordinerà la serata.

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Il primo appuntamento con Consiglio d’Autore 2014 sarà per mercoledì 26 febbraio nella Sala Consiliare del comune di Borgaro patrocinatore della rassegna letteraria organizzata dal Circolo Letture Corsare. Questo appuntamento è con il libro di Gianpaolo Castellano “Il Passo del Lupo” edito da Balma- Ronchetti. A presentare il libro Alessandro Del Gaudio uno dei pilastri del Circolo Letture Corsare. A lui abbiamo posto alcune domande .

Perché proporre un autore come Gianpaolo Castellano?

Non conosco Castellano da molto e Il Passo del Lupo è la sua prima storia che leggo. Ciò che mi ha affascinato è lo stile asciutto, evocativo, che richiama la montagna non solo nell’ambientazione, ma nei silenzi, nella prova di sé, nel rapporto con sé.

La vicenda del libro vede come protagonista una donna Nives, che già nel nome si porta dentro la passione dell’alpinismo, ne poi tracciare un profilo?

Nives è il filo conduttore della storia, che racconta viaggiando, camminando, a volte ferendosi e soffrendo, ma comunque incontrando. Gli altri personaggi della vicenda rimangono dei comprimari che servono per introdurre altri aspetti di Nives che non conosciamo. Ma soprattutto è Nives che sente il bisogno di svelarsi ad ogni incontro con personaggi che sfiorano l’irrealtà, tanto particolari da sembrare metaforici.

Quanto è difficile per un autore descrivere una figura femminile nel carattere e nei pensieri?

Difficilissimo, ma basta vedere l’effetto che fa su una lettrice per capire se si è fatto un buon lavoro. Da lettore, invece, trovo Nives molto femminile, delineata bene, quasi come se fosse una donna ad averla inventata. Bisognerebbe chiedere a Castellano a chi si è ispirato per delineare il personaggio di Nives.

“Il Passo del Lupo ” è un libro che descrive il mondo contemporaneo, con le sue problematiche e sfaccettature una filone che si avvicina anche ai tuoi lavori letterari, ma è più facile o più difficile scrivere della nostra contemporaneità rispetto ad esempio a vicende letterarie immerse nel passato o nella fantasia?

La vera protagonista de Il Passo del Lupo è la montagna, un ambiente che mi viene molto difficile raccontare, laddove invece Castellano lo fa con cognizione di causa. Mi ritrovo di più nei viaggi di Nives, quelli che la portano lontano, o in quei personaggi che vengono da lontano e sembrano portare il viaggio con sé (come il Turco).

Per rispondere alla domanda, bisognerebbe capire come per scrivere della contemporaneità bisogna sforzarsi di documentarsi su quanto ci circonda, anche perché se no si rischia di tirare degli strafalcioni, mentre per le storie di genere fantastico bisogna avere una grande immaginazione, bisogna essere bravi a inventare, sforzarsi di proporre qualcosa di nuovo in categorie già abusate, creare mondi di fantasia ma anche verosimili. Chi giudica la narrativa fantastica poco impegnata è proprio chi non sarebbe capace di scrivere qualcosa di decente.

Quanto è importante proporre autori che pubblicano con casa editrici minori?

E’ importante per gli autori pubblicare per gli editori minori perché sono più svincolati, possono decidere di proporre le storie che vogliono senza essere costretti di restare fedeli ad un pubblico o ad un genere. Presentare questi autori aiuta a capire che funziona realmente il mondo dell’editoria, perché spesso gli autori che si affermano vivono in un mondo a sé, troppo stregati dai salotti e dalle telecamere.

In una realtà nel quale si legge sempre di meno ma si scrive tanto quanto sono utili rassegne sul territorio come “Consiglio d’Autore”?

Di presentazioni in giro se ne fanno numerose ogni giorno, ma raramente si analizza il libro come viene fatto in Consiglio d’Autore, dove l’opera viene sviscerata attentamente e chi la presenta si prepara a lungo per farlo. Credo che sia il contesto migliore a cui può aspirare un autore per far conoscere il suo libro.

Rileggendo propone “La recita di Bolzano” di Sandor Marai. Un Casanova quarantenne riflette sul suo passato.

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Ogni opera di Sandor Marai che viene pubblicata è come una sorgente d’acqua fresca che scopriamo con una felicità e un gusto in qualche lunga passeggiata in montagna. Le sue opere postume offrono forti riflessioni e il piacere di una lettura dai caratteri forti e che da forti emozioni. Lo è stato per “Le Braci” lo è per “La Recita di Bolzano” dove racconta un momento particolare della vita di Giacomo Casanova. Un Casanova che troviamo a Bolzano in un freddo inverno e dove trova rifugio dopo una rocambolesca fuga dai Piombi, le carceri della sua “ingrata” Venezia. Una fuga che è fuga dal passato per un Casanova quarantenne, nel periodo più complesso per la vita di un uomo. I 40 anni età di riflessione, accentuata maggiormente per l’abbandono definitivo per le forze e per l’irruenza giovanile che per Casanova è anche abbandono della potenza sessuale. Casanova non ci sta e come descrive gustosamente Marai tenta ancora di rinverdire la fama di grande amatore con una malcapitata giovane domestica dell’albergo dove è alloggiato. A questi momenti gustosi il protagonista intreccia anche lunghi monologhi sulla maturità e le opportunità da speriemntare, scegliere, mettere in campo. Casanova riflette che per continuare la sua vita si deve affidare alle lettere e all’arte oratoria della quale è maestro. Si inventa così chiaroveggente, fine psicologo e nella sua stanza d’albergo apre “bottega” a una confusa umanità che attratta dalla sua fama chiede a lui di capire il suo avvenire. La sua maturità è però anche nuova interpretazione dell’amore non più sfrenatezza sessuale ma voglia di amore duraturo. Ecco apparire con fatalità la figura di una donna ancora giovane che per Casanova vale molto più di un incontro fortuito e per la quale aveva nel passato rischiato la vita sfociato in un duello con il marito-protettore. E’ proprio il marito, un barone che fa sapere a Casanova della presenza della donna a Bolzano. Il lungo monologo del nobile nell’incontro con Casanova diventa una sfida. Il marito chiede a Casanova di incontrare ad una festa trabocchetto la donna e dichiarare che non l’ama più. L’incontro avviene ma è un ulteriore momento passionale, tragico e ancora una volta prova ardua per il maturo Casanova. Non scriviamo oltre sulla trama, limitiamoci a sottolineare ancora una volta la bellezza artistica e stilistica di Marai- Buona lettura. Dario De Vecchis

Sandor Marai “La recita di Bolzano”, Adelphi, pagg. 204 , 13,60 euro

Partita la Decima edizione del premio letterario Racconti Corsari. 2014 Il nostro racconto continua!

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E’ partita in queste settimane la 10^ edizione del premio letterario nazionale “Racconti Corsari”. Il concorso organizzato dal Circolo Berlinguer di Borgaro, Parole & Musica onlus e dal Circolo Letture Corsare patrocinato fin dalla sua nascita nel 2005 dal comune di Caselle. Un premio che con il tempo si è sempre andato accreditando nel nostro territorio come una felice realtà culturale anche attraverso l’impegno che alle tre associazioni viene dato dalla Coop Piemonte attraverso la sue sezioni di Borgaro e Ciriè e dall’Uisp con la sua sezione territoriale Ciriè-Venaria-Settimo T.se . Queste due ultime grandi associazioni contribuiscono anche per la presenza all’interno del premio di due specifiche sezioni di racconti rivolti allo sport e al lavoro e solidarietà. Da sottolineare sul tema della solidarietà come il premio letterario è nato infatti non solo come strumento culturale ma anche come attivo soggetto solidale. Nelle passate edizioni sono stati devoluti contributi per loro progetti umanitari ad associazioni del territorio che operano in altre realtà nazionali ed internazionali. Presidente della giuria dal 2006 lo scrittore e giornalista Gian Luca Favetto. Quest’anno il premio letterario vuole evolversi e ha pensato di aprire a nuovi soggetti culturali le porte affincandole alle associazioni di Leinì “Abalalite” e “Liberi Tutti” e Passerano Marmorito “Le Muse” e alla Società Cooperativa Agricola Operaia di Borgaro . Per questa edizione infatti entrano tra gli organizzatori l’Arci e il Museo del Fantastico di Torino. Quest’anno sei saranno le sezioni proposte all’attenzione dei concorrenti: a) narrativa a tema libero per coloro che hanno compiuto i 14 anni di età; b) sport; c) lavoro e solidarietà; d) fantasy e fantastico; e) psichiatria; f) poesia a tema libero. La giuria delle lettrici e lettori sarà di affiancata dalla giuria degli scrittori: Andrea Borla, Doriana De Vecchi, Robertino Bechis, Guerrino Babbini, Cinzia Modena e Anna Matilde Salis. Quest’ultima in rappresentanza della casa editrice ERIS che pubblica da due anni la raccolta dei racconti vincitori . Ricordiamo che il libro con i racconti vincitori è uno dei premi ai vincitori, anzi crediamo il più importante! La giuria di qualità avrà il compito di leggere e decidere i vincitori delle singole sezioni dopo una prima scelta e scrematura della giuria dei lettori. La chiusura del concorso è stata fissata al 22 luglio . La data della premiazione è stata fissata per sabato 14 dicembre 2014 a Caselle alla presenza di Favetto e delle autorità locali. Per chi voglia partecipare maggiori informazioni si posso trovare sul sito www.racconticorsari.it . Per Racconti Corsari il direttore Dario De Vecchis

Rileggendo propone “La Lettrice” di Annie Francois. Il Manifesto dei Bibliomani!

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Parafrasando un antico slogan marxista, leggendo “La Lettrice” di Annie Francois si può giustamente affermare “ Bibliomani di tutto il Mondo Unitevi” questo libro è il vostro Manifesto. Vogliamo osare di più e che si possa essere concesso di affermare che per un bibliomane Annie Francois, francese ovviamente, è sicuramente la “Donna Ideale” o “la Moglie Infedele” o l’Amante Fedele”. In questo gustoso volume autobiografico la scrittrice narra la sua esperienza o meglio scrive le sue avventure di libro-dipendente. Francois è una lettrice “forte” come si dice in gergo per coloro che leggono oltre 12 libri all’anno! Legge e confessa subito per lavoro visto che svolge la sua attività presso una casa editrice di Parigi ma leggere è anche la sua grande passione. Ha un desiderio irrefrenabile per la lettura ed il suo è vero e proprio furore letterario. In lei sono condensate tutte le manie del bibliomane: le dimensioni del libro, i luoghi dove leggere, i tempi . La bibliomane Annie non ci accompagna solo nei mondi di essere lettrice ma sottolinea che il libro di per se è anche strumento di trasmissione sociale e per questo pieno di gioie e dolori. Quanto può una massa enorme di libri sconvolgere ad esempio la struttura architettoniche di una casa e far sorgere problemi tra una coppia per gli spazi da sfruttare o conquistare? Quanto un libro prestato o un libro in prestito può condizionare il giudizio su un amico se il volume non torna più o torna in condizioni penose? Questo è il libro che fa riflettere su queste e altre mille situazioni ed è dedicato a coloro che appartengono ad una fantomatica confraternita semiclandestina sempre alla ricerca di un volume che alimenti un infinito e gustoso “appetito” per la mente e il cuore. Dario De Vecchis

Annie Francois “La Lettrice”, Guanda Editore, pp.176, 7,90 euro